Bangkok: Cosa è successo a Wat Pathum Waranan?

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Bangkok si riprende pian piano dalla violenza scoppiata il mercoledì 19 di maggio.

Rachadaprasong è stata ripulita con l’aiuto di centinaia di volontari, mentre i principali esponenti di tutte le religioni presenti in Thailandia si radunano per pregare per la pace e l’unità della nazione: monaci buddisti insieme agli Imam della comunità musulmana, ai leader della comunità Hindu ed ai preti cattolici.

“Tutto sembra calmo ora ma la paura è ancora dentro di noi perché nessuno sa cosa potrà accadere in futuro.” è un leader Hindu che parla ad Aljazeera e sintetizza in breve i sentimenti di tutta la popolazione.

Ma rimane difficile per molti dimenticare quello che è accaduto, dai semplici ambulanti che vendevano roba da mangiare, alle centinaia di persone che lavoravano come commessi nei centri commerciali incendiati e che ora hanno perso il lavoro, alle centinaia di persone che hanno lavorato con la Croce Rossa, molti dei quali uccisi dalla mano dei cecchini dell’esercito.

Non si possono dimenticare le fiamme che hanno avvolto molti centri commerciali e paralizzato la capitale di 10 milioni di abitanti per 2 mesi, non si possono dimenticare alcune morti, la gestione delle operazioni finali da parte del governo.

Soprattutto non si riesce a dimenticare che alcune esecuzioni sono avvenute all’interno del tempio buddista Wat Pathum Wanaran dove, subito dopo la resa dei leader delle magliette rosse, si erano rifugiate migliaia di persone per evitare di essere intrappolate negli scontri che stavano prendendo piede. Per tutti era un santuario, un posto sicuro, dove salvare la propria vita, ma non è stato così.

All’interno del tempio di Wat Pathum Wanaran è morta per prima una infermiera volontaria che stava soccorrendo un manifestante già ferito da arma da fuoco, dando inizio ad una notte di terrore che rimarrà impressa nella memoria collettiva della città. Poi sono scoppiate alcune granate e alcune persone sono state uccise da proiettili che venivano dall’alto. Erano sempre molto evidenti i segni della croce rossa.

Un infermiere volontario sostiene:

“Non si può pensare che i soldati stessero sparando da terra. Tutti i proiettili provenivano dall’alto. I soldati non stavano davanti all’entrata del tempio. Poi c’era scritto chiaramente che si trattava di un luogo religioso e tutti erano stati assicurati che si trattava di un posto sicuro, il più sicuro. I soldati non ci stavano davanti ma di sopra dove c’era l’oscurità. Non so da dove provenissero quei proiettili ma so solo che nessuno riusciva a sfuggire alla loro traiettoria….. Credo che la ferrovia elevata sia la posizione ottimale per chi ha sparato …. d’altronde molta gente li ha visti il giorno seguente passeggiare lungo la ferrovia elevata. Molti cecchini erano lì.”

Perché tanta ferocia? Perché colpire gente inerme se non addirittura infermieri, con le insigne della croce rossa?

Forse non ci sarà mai un’inchiesta su quanto è successo per le strade e in questo tempio, come non ci sono mai state inchieste per tutte le stragi fatte nei decenni passati. Ma questa è una piaga che resterà ancora aperta e destinata a durare, una piaga non solo nella città ma in tutto il paese dove altri incendi sono stati appiccati alle sedi delle province nel nord e nel nordest del paese.

Nel frattempo, il governo lancia un mandato di cattura internazionale per terrorismo contro Thaksin Shinawatra ed invita le nazioni europee a non accettare la sua presenza sul proprio suolo. Solo il Montenegro gli ha dato la cittadinanza ed un nuovo nome.

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