A Manila Duterte fa chiudere ABS-CBN: non ci metteranno il bavaglio

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Il presidente filippino Duterte ha tenuto fede alle minacce di non rinnovare al gigante filippino delle telecomunicazioni ABS-CBN la licenza di trasmissione alla scadenza legale del 5 maggio provando a mettergli il bavaglio.

Nella giornata del 4 maggio è giunto l’ordine della Commissione Nazionale delle Comunicazioni, NTC, di sospendere le trasmissioni nonostante sia pendente al Congresso la discussione sul possibile rinnovo e nonostante le promesse del senato filippino di non voler sospendere la licenza.

Il gigante filippino delle telecomunicazioni ABS-CBN da sempre ha trovato approvazione e sostenitori, come anche le critiche delle varie amministrazioni che si sono succedute, e ai tempi del dittatore Ferdinando Marcos rimase chiusa per due decenni, tornando attiva nel 1986.

TV Patrol è il telegiornale di punta nelle Filippine e a pochi minuti dalla chiusura dell’emittente televisiva il conduttore Noli de Castro ha dato voce a ciò che gli 11 mila lavoratori dell’emittente pensavano:

“Non ci metteranno il bavaglio nonostante questo attacco alla democrazia e alla libertà di stampa.”

Poi parlando ai milioni di filippini che seguono anche dall’estero l’emittente ha detto:

“Di fronte a questa sfida alla nostra impresa e alla nostra sopravvivenza, non vi volteremo le spalle”

Questo ordine di chiusura inviato dal NTC, su invito e forti pressioni dell’avvocatura di stato guidata da Josè Calida, nominato da Duterte, non inficia né le trasmissioni via cavo né le piattaforme digitali che insieme raccolgono 78 milioni di iscrizioni.

L’amministratore delegato di ABS-CBN Carlo Katigbak ha promesso ai lavoratori che sarà mantenuto il salario per i prossimi tre mesi a tutti i lavoratori, ma i ricavi pubblicitari raccolti durante le trasmissioni dell’etere non sono facilmente sostituibili da quelli ricavabili nel mondo digitale.

Con l’arrivo del COVID-19 nelle Filippine ABS-CBN aveva tagliato le sue numerose serie televisive per fare spazio all’informazione preziosa sul coronavirus.

“In questi tempi difficili l’informazione salva vite. Non si uccidono persone e la piattaforma che distribuisce contenuti informativi salva vita importanti” ha detto la senatrice Nancy Binay, il cui padre Jejomar, da vice presidente, fu sottoposto ad una forte informazione critica del gigante filippino delle telecomunicazioni.

Ora di fronte alle feroci critiche online, il palazzo presidenziale si lava le mani per quanto successo e si proclama neutrale, ma tutti ricordano le accuse durante i suoi discorsi lanciati contro l’emittente che, secondo il presidente, non avrebbe trasmesso la propaganda sua durante la campagna elettorale del 2016 e che sarebbe colpevole di furto e di partigianeria a favore degli altri candidati.

Secondo ABS-CBN, i soldi sarebbero stati rimandati indietro a Duterte che non li avrebbe accettati.

Duterte ha una tendenza fin troppo a chiara ad amare solo chi si mostra schiavo e sottomesso ai suoi desideri ed ai suoi discorsi spesso sconclusionati, come anche ad usare gli strumenti legislativi e l’apparato dello stato per colpire coloro che percepisce come suoi nemici.

Basti ricordare due nomi eccellenti come senatrice Leila de Lima e la giornalista di Rappler, Maria Ressa, oggetto degli attacchi dell’apparato dell’amministrazione.

L’attacco ad ABS-CBN è venuto il 3 maggio, nella giornata mondiale della libertà di stampa, quando l’avvocatura dello stato guidata da José Calida ha intimato al NTC di mandarli in tribunale se avesse dato il permesso provvisorio di trasmissione, stante la discussione parlamentare in corso.

Proprio la discussione parlamentare è l’altro punto debole della faccenda dove il presidente della Camera Alan Peter Cayetano, un altro fidato del presidente Duterte di cui fu ministro degli esteri, è accusato di aver ritardato la discussione sul rinnovo della licenza, dopo che il senato filippino si era già espresso in favore di un eventuale rinnovo.

Il parlamentare Lito Atienza, coautore insieme a Edcel Lagman di una proposta di legge di rinnovo della licenza a cui hanno aderito altri parlamentari fedeli a Duterte, ha detto dopo l’emissione del decreto di chiusura della NTC:

“Vorrei chiedere scusa per l’incapacità del Congresso a fare il proprio lavoro. Questo è un nostro errore, un errore del Congresso. Ma più importante, vorrei dire, decisamente questo è una colpa del presidente del Congresso Cayetano. E’ ciò che non ha fatto per la nazione”.

Secondo Atienza, Cayetano un giorno dovrà dirla tutta la ragione per non aver fatto il proprio dovere, nonostante che lo stesso presidente gli ricordasse che il tempo era tiranno.

Edcel Langman ha ricordato che era compito della camera dei deputati produrre una legge di rinnovamento della licenza di trasmissione e che la NTC non aveva autorità in merito.

“La commissione non deve essere usata come vittima sacrificale per il chiaro fallimento di linea di comando della presidenza della Camera per fare approvare un rinnovo della licenza di trasmissione alla ABS-CBN. Ho avvisato ripetutamente il presidente Alan Peter Cayetano che la sua soluzione proposta che sia la NTC ad emettere un decreto di prosecuzione provvisoria ad operare è contro la legge e la giurisprudenza”

Sembra anche chiaro che lo stesso Alan Peter Cayetano avesse qualche sassolino da togliersi dalla scarpa nei confronti del gigante ABS-CBN che, durante le elezioni del 2010 e 2016, non gli avrebbe dato lo spazio televisivo adeguato. Nelle elezioni del 2016 Cayetano fu il candidato vicepresidente del presidente Duterte.

Quale sarà il destino della ABS-CBN non è ancora chiaro perché ci sono ancora spazi legali ancora disponibili e perché si deve definire bene l’intenzione dei parlamentari che votano comunque alla fine secondo i desideri del presidente.

L’ostilità di Duterte verso una stampa su carta o digitale critica viene da lontano fino al punto di giustificare gli omicidi di giornalisti filippini e va ben oltre ABS-CBN.

Si deve ricordare che il portale di notizie online Rappler deve rispondere di una dozzina di accuse penali e della possibile chiusura oltre ad essere stato loro vietato di coprire le notizie sul palazzo del presidente.

Coloro che indagano sulle violazioni dei diritti umani nelle province filippine, che sono frequente oggetto di omicidi ed esecuzioni sommarie, sono spesso messi alla berlina come terroristi o fiancheggiatori dei terroristi, quando non sono arrestati.

Ultimo ad essere ucciso da sicari in motocicletta è un giornalista della radio di Dumaguete, Rex Cornelio, il sedicesimo durante la presidenza Duterte.

L’attacco contro ABS-CBN è un attacco ad una entità industriale potente, alla libertà di stampa e al diritto della popolazione filippina, specie quella delle province rurali dove spesso arriva solo il segnale della radio e della TV di ABS-CBN, ad avere accesso a notizie ed informazioni libere ed indipendenti.

Non si può stare in silenzio sulla chiusura del ABS-CBN

L’ultima volta che fu abbassato il sipario su ABS-CBN fu quando il dittatore Ferdinand Marcos dichiarò la legge marziale nel 1972, ed una delle sue prime azioni fu di imporre il governo dell’uomo solo per far cessare le attività di stampa radio e TV.

I giornalisti furono torturati, arrestati o uccisi. Il presidente ABS-CBN Geny Lopez passò cinque anni in carcere senza processo. Entrò in scena l’uomo di Marcos, Roberto Benedicto, che prese il sopravvento sulle azioni della compagnia

Nei media stampati altri amici del dittatore assunsero la proprietà di giornali mettendo il bavaglio alla stampa fino all’apparizione di piccole pubblicazioni indipendenti e anche clandestine, definite Mosquito Press.

Gente come Joe Burgos ed altri rischiarono arresti ripetuti e incursioni, confisca delle attrezzature pur di gettare la luce sulle tante aree della corruzione e gli abusi e sulla crescente resistenza popolare.

La crescita della Mosquito Press teneva il ritmo con l’espansione del movimento contro la dittatura nel paese attirando giovani giornalisti, mentre anche nei media legati a Marcos c’erano giornalisti che provavano a sfidare la censura e i militari.

Proprio le strutture di cui si appropriò Benedicto avrebbero giocato un grande ruolo durante la rivolta del Potere Popolare del EDSA nel 2016 che cacciò il dittatore.

Dopo che il compianto June Keithley annunciò a Radio Bandido che Marcos aveva lasciato il palazzo presidenziale sulle rive del fiume Pasig, apparve sulla stazione radio di Benedicto, Channel 4, per dichiarare che non si sarebbe dimesso.

Poco dopo però un contingente militare ribelle prese la stazione da cui, appena ritornata in funzione, si sentirono le parole “per servire il popolo”.

A mezzanotte del giorno dopo il dittatore lasciò il palazzo presidenziale mentre cittadini arrabbiati si ammassarono ai cancelli.

Veterani e giovani turchi

Solo 34 anni dopo il gigante della telecomunicazione del paese è tornato sull’orlo del precipizio, dopo un ordine di cessare e desistere emesso dalla NTC.

La generazione di giovani giornalisti che assistettero alla caduta del dittatore è ora alla guida del dipartimento di notizie integrate del ABS-CBN, mentre alcuni sono in pensione.

Angelo Castro, il volto e la voce profonda del notiziario in inglese The World Tonight, che gestì la stazione radio ribelle del Potere Popolare con la moglie Keitley, morì nel 2012.

Ging Reyes, produttrice esecutiva e capo scrittore di The World Tonight, guida il dipartimento delle notizie integrate.

Dal suo ritorno dagli USA nel 2010 dagli uffici della rete North America, Reyes ha spinto i suoi colleghi ad essere cuore e testa nel raccontare la storia dei filippini.

Ha fatto emergere giornalisti più giovani conquistando premi ed encomi per la ricerca cruda di notizie, le analisi incisive e il racconto appassionato.

Jeff Canoy vinse il prestigioso premio Carlos Palanca Memorial Awards per la letteratura nel 2017 per il pezzo lungo “siamo ancora vivi: Comunicati da Marawi” sul brutale assedio di cinque mesi nella città islamica delle Filippine scritto per ABS-CBN News Digital.

Il documentario di Marawi di Canoy e Chiara Zambrano vinse un premio al New York Festivals ed il primo delfino d’oro per il miglior documentario per gli affari correnti nella categoria Questioni sociali e diritti umani al Nono Cannes Corporate Media and TV Awards in Francia.

L’impassibile giornalista Christian Esguerra è l’intervistatore calmo ed acuto e presentatore della Prima edizione di ANC ed ha iniziato a produrre podcast con Matter Of Fact.

Canoy fu nominato nel 2018 dalla Ambasciata Canadese e da Center for Media Freedom and Responsibility al Marshall McLuhan fellowship dopo Lynda Jumilla che ora dirige i media digitali. Esguerra ha conseguito il premio di distinto dal Center for Media Freedom and Responsibility (CMFR).

La maggioranza dei suoi giornalisti sono molto attenti alla produzione di notizie nei multimedia permettendosi di dare la notizie sulle piattaforme digitali prima mentre scrivono la notizia per i programmi di punta della TV.

Il racconto digitale speciale di ABS-CBN News sulla guerra alla droga, scritta e fotografata da Fernando Sepe ha vinto il premio per l’Eccellenza in Feature Writing al premio SOPA del 2018.

“Curare le ferite della guerra alla droga” si erge tra gli esempi di come i giornalisti filippini sono andati al di là delle statistiche per mostrare il reale costo umano dei metodi draconiani di Duterte.

I sostenitori di Duterte amano lanciare lo scherno dilawan, gialli, contro ABS-CBN.

Ma la verità è che come tutte le organizzazioni di notizie credibili la rete si è guadagnata gli strali di vari presidente filippini. Prima di Duterte fu il presidente Aquino ad attaccare la rete di fronte a dirigenti, giornalisti e lavoratori.

Solo il governo Duterte ha apertamente lavorato ad uccidere il gigante delle telecomunicazioni.

Flusso libero di informazioni

La NTC aveva inizialmente promesso al parlamento filippino una licenza di trasmissione provvisoria per la rete mentre si consolidavano le proposte di legge che volevano il rinnovo della licenza di trasmissione. Ma il 3 maggio, proprio nella Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, l’avvocato di stato Jose Calida, conosciuto come il braccio del presidente Duterte, minacciava di portare in tribunale i commissari del NTC se davano luogo alla loro promessa. E la commissione crollò.

I giornalisti del ABS-CBN che seguivano i vari rami del governo riportarono gli eventi culminanti con la chiusura della stazione.

Continuano a lavorare sulle piattaforme digitali di ABS-CBN e la rete via cavo ANC perché non colpite dall’ordine di chiusura, come anche DzMMTeleradyo sul Canale 26 di SkyCable.

Ma il mondo non è solo digitale. L’eliminazione dei media di informazione colpisce milioni di persone che non possono permettersi servizi digitali. Contadini, lavoratori, poveri intrappolati nelle case col COVID19 che pervade il paese dipendono dalle notizie dei canali radio televisivi per avere le informazioni fondamentali per proteggere la propria salute e diritti.

Due milioni di giornalisti cittadini addestrati nel conoscere i media ed il racconto sanno che in molte province i rappresentanti corrotti e negligenti si muovono solo se le notizie arrivano alla radio o alla TV.

“Vivendo in un’area dove la TV via cavo non opera, la maggioranza delle città a Lanao del Sur, nelle sue aree remote, si sintonizzano su ABS-CBN perché è il solo canale che le loro antenne improvvisate possono captare. Anche loro hanno diritto ad avere informazioni accurate” scrive su Twitter il parlamentare Zia Alonto Adiong, portavoce del governo durante i mesi di Marawi.

Qualunque siano le accuse reciproche del giorno una cosa è chiara. La chiusura di ABS-CBN lascia una ferita profonda sul panorama dove l’informazione critica e controllata deve essere libera specialmente nell’era della disinformazione.

La chiusura della Rete deve anche essere vista nel contesto degli attacchi incessanti sulla libertà di espressione nel paese con un presidente che ha insultato, attaccato escluso i giornalisti ben prima che fosse diventato presidente.

Gli editori di Rappler continuano a dibattersi con accuse penali che possono chiudere le loro operazioni, mentre i suoi giornalisti non possono seguire le notizie del presidente. Le pubblicazioni alternative sono definite terroriste, mentre almeno due giornalisti anziani sono stati arrestati e le loro piattaforme online sono state oggetto di attacchi hacker.

Continuano a morire giornalisti nelle Filippine. Mentre chiudeva ABS-CBN, cinque sicari uccidevano Rex Cornelio della dyMD Energy 93.7 FM di Dumaguete. Lui è il terzo giornalista di Dumaguete.

“Se si prova che la morte di Cornelio è legata al suo lavoro, sarebbe il sedicesimo omicidio sotto Duterte ed il 188° nelle Filippine dal 1986” ha detto National Union of Journalists of the Philippines (NUJP).

Rex Cornelio

La posizione generale del governo sul dissenso si fa sempre più draconiana mentre il governo attacca con continue accuse di cospirazione allo scopo di destabilizzare e di terrorismo organizzazioni militanti, gruppi non profit e della chiesa e partiti politici.

La disinformazione può talvolta ingannare la gente ma non sempre.

Tra il momento in cui iniziò la trasmissione TV Patrol fino alla mezzanotte del giorno che è stata oscurata temporaneamente, oltre un milioni di messaggi di Twitter hanno chiesto di porre fine alla chiusura di ABS-CBN.

L’amministratore delegato Carlo Katingbak promette che la rete tornerà e che non terminerà di dare le notizie importanti e l’intrattenimento a milioni di filippini.

Il presentatore di TV Patrol Noli de Castro ha terminato il programma con le parole di lotta:

“Non ci metteranno il bavaglio nonostante questo attacco alla democrazia e alla libertà di stampa.

Di fronte a questa sfida alla nostra impresa e alla nostra sopravvivenza, non vi volteremo le spalle”

I filippini si sono già liberati del giogo della tirannia. Ci vuole l’azione collettiva con i media e la gente che insieme difendono la democrazia. Questa nazione sa che il silenzio non è una delle opzioni. Su quella strada c’è il disastro, l’autostrada degli abusi, della corruzione e un massiccio calpestio dei nostri diritti.

Inday Varona Espina, ABSCBN

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