Benvenuto dell’insorgenza al nuovo governo Thai di Srettha Thavisin

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Alcuni analisti dicono che gli attacchi di fine agosto 2023 siano il benvenuto dell’insorgenza al governo del Pheu Thai

Ad agosto 2023 i ribelli separatisti hanno fatto sobbalzare l’apparato della sicurezza thailandesi con tre attacchi coordinati e simultanei in una sacca della regione meridionale thai che sono durati più delle solite incursioni da mordi-e-fuggi.

Tuwaedaniya Meringing/AFP

Questi attacchi coordinati e simultanei sono giunti dopo alcuni giorni della nomina a primo ministro di Srettha Thavisin e per la loro intensità hanno scosso i nervi dei guardiani della sicurezza thai. Ed ora visto che c’è un nuovo governo al suo posto dopo lo stallo di alcuni mesi dopo le elezioni, ci si attende che riprendano i colloqui di pace tra il governo thai e il Fronte rivoluzionario Nazionale, BRN, il gruppo separatista principale del profondo meridione.

Nel primo dei tre recenti attacchi a Yarang nella provincia di Pattani, un gruppo di insorti ha usato una mitragliatrice M60, un’arma di livello militare che deve essere gestita da due persone, ed anche delle granate.

Nell’attacco sono morti 4 ufficiali della sicurezza ed altri quattro poliziotti sono rimasti feriti nello scontro a fuoco che ne è seguito il 28 agosto. L’attacco è durato dieci minuti che per i ribelli del BRN sono una eternità.

Nel secondo attacco simultaneo, secondo un ufficiale dell’esercito, una unità di polizia è finita sotto una pioggia di proiettili mentre passava vicino un tempio locale. Nel frattempo ad un chilometro un esplosivo potente ha fatto saltare una torre di telecomunicazioni e fare da copertura per far fuggire più facilmente gli insorti.

Secondo lo stesso ufficiale, che vuole restare anonimo, di solito gli attacchi dei ribelli sono preceduti da bombe lungo la strada ma durano non più di qualche minuto.

“Non ricordo l’ultima volta che è stata usata una mitragliatrice M20 dai separatisti. Sappiamo che provengono dall’attacco a Pileng” dice l’ufficiale che si riferisce ad un attacco dei ribelli nel 2004 ad una base militare condotta dal BRN, in cui furono rubati 350 armi dal deposito di un battaglione nella provincia di Narathiwat.

La cosa particolarmente inquietante sull’attacco a Pattani del 28 agosto è che sono stati registrati molti video sulla scena e da differenti angolazioni, aggiunge l’ufficiale.

Mentre alcuni sono stati registrati dal punto in cui i ribelli sparavano, altri sono stati girati da posizioni sicure, come se chi registrava sapesse già dell’attacco.

Questi video sono arrivati sui media sociali per essere tolti velocemente anche per nascondere l’origine dei video e impedire indagini.

Srettha non sembra interessato

Alcuni attivisti della regione, come Artef Sohko, presidente di The Patani, che sostiene il diritto all’autodeterminazione della popolazione di questa regione storicamente contesa, considerano questi attacchi coordinati come il benvenuto del BRN al nuovo governo thailandese.

In altre parole è stato un segno di ciò che il nuovo governo di Srettha dovrà affrontare dopo che nel suo discorso in Parlamento si è appellato al popolo del paese affinché si viva in armonia indipendentemente della loro etnia, religione ed ideologia.

Srettha non ha citato il profondo meridione dove oltre 7300 persone sono state uccise dalla violenza legata all’insorgenza in questa regione di frontiera a maggioranza malay musulmana sin dal 2004.

“Srettha non pare interessato del conflitto nella regione Patani ed è circondato da persone che non vogliono davvero vedere il processo di pace diventare una questione nazionale, perché potrebbe portare ad una internazionalizzazione del conflitto” ha detto Asmadee Bueheng a marzo 2023.

“Internazionalizzazione significa interferenza esterna che la Thailandia non ha mai voluto” disse Asmadee.

Il conflitto, l’insorgenza nel profondo meridione e i colloqui di pace mediati dalla Malesia tra governo e BRN sono stati in gran parte ignorati dai partiti politici thai, compreso il partito malay locale Prachachat che ha avuto un buon risultato alle elezioni scorse. Il Prachachat ha conquistato nove dei 14 parlamentari della regione su un programma che esaltava l’identità malay locale.

Quando era possibile fatlo, il Prachachat giocò la carta islamica rivolgendosi alla minoranza religiosa della regione condannando la legalizzazione della marijuana secondo considerazioni morali, restando però lontano dal processo di pace e dalla questione della risoluzione del conflitto.

Questa cosa sarebbe stata una cosa difficile da far capire ai thailandesi che sanno essere ostili a chi mette in dubbio la narrazione e l’identità costruite dallo stato thai. Molti considerano il rifiuto della minoranza malay musulmana di abbracciare l’identità thai come una sfida diretta alla patria thai.

Secondo una fonte informata, al capo del Prachachat Party Thawee Sodsong, ora ministro della giustizia, è stata proposta la presidenza di un comitato di indirizzo che presiede il processo di pace, sebbene lui non abbia fatto alcuna menzione della cosa. In passato la posizione era occupata dal primo ministro.

Thawee ha una sua lunga storia nel profondo meridione, dove è stato segretario generale della SBPAC, centro amministrativo delle province di frontiera meridionale durante il governo Yingluck. Lui fu anche l’architetto di un precedente processo di pace tra la Thailandia e il BRN lanciato a Kuala Lumpur dieci anni fa.

Se Thawee dovesse assumere quella posizione, non sarà una navigazione facile.

Essere vicino alla famiglia politica Shinawatra comporta un prezzo. Lo pone dall’altro lato della divisione politica dei militari conservatori. Prachachat farà parte della coalizione di governo di Srettha che include partiti vicini ai militari, ma la divisione politica non è cambiata molto.

Inoltre l’esercito thailandese non ha mai gradito l’idea di negoziare con i ribelli perché credono che solo azioni militari possono far terminar questa storica insorgenza del meridione.

Come fece il ministro degli esteri, l’esercito ha preferito etichettare i movimenti separatisti come organizzazioni criminali e nella loro mente riconoscere una base politica alla violenza aiuterà solo la legittimazione dei movimenti separatisti.

Don Pathan, Benarnews

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