Biden in visita a Hanoi per il partenariato strategico globale

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Se nella visita di Biden a Hanoi, si facesse il partenariato comprensivo strategico, sarebbe per il Vietnam un salto in avanti senza grandi cambi di politica estera

Il presidente americano Biden a Hanoi si recherà in visita il 10 settembre prossimo per incontrare il capo del partito comunista vietnamita Nguyen Phu Trong prima di recarsi in India per partecipare al G20.

Joe Biden a Hanoi

La Casa Bianca ha detto che l’incontro tra Biden e Nguyen Phu Trong serve a promuovere una crescita economica del Vietnam legata alla tecnologia e all’innovazione e ad espandere gli scambi nel campo dell’istruzione.

Altri temi di discussione saranno il cambiamento climatico e come favorire la prosperità, la pace e la stabilità della regione.

In precedenza Biden aveva fatto sapere che sarebbe andato in Vietnam perché Hanoi “vuole cambiare le nostre relazioni e diventare un partner”.

Il Vietnam, che ha una economia molto attiva e che sta lanciandosi nel campo delle auto elettriche oltre ad avere un sistema di istruzione che dà ottimi risultati, ha in comune con gli USA il timore dell’espansionismo cinese nel Mare Cinese Meridionale, dove si è più volte confrontato con la Cina.

Sono molto comuni le visite della flottiglia cinese e della guardia costa sui pozzi petroliferi nella zona esclusiva economica del Vietnam con l’affondamento di un peschereccio vietnamita.

Sono intimidazioni molto simili a quelle che subiscono da qualche anno le Filippine a Second Thomas Shaol.

Ad aprile scorso Washington e Hanoi si ripromisero di aggiornare i legami diplomatici dopo la visita del segretario di stato Blinken.

Perché Hanoi potrebbe accettare un partenariato strategico globale con gli USA

Se Hanoi accettasse il partenariato strategico globale con gli Stati Uniti rappresenterebbe una svolta notevole nei legami bilaterali, anche se un tale partenariato non rappresenterebbe uno spostamento significativo nella politica estera vietnamita.

Il presidente USA di recente ha annunciato che sarebbe andato presto in Vietnam per una visita, probabilmente al ritorno dal Summit del G20 in India il 9-10 settembre. Mentre non sono noti i particolari, i media internazionali ipotizzano che la visita possa portare a un miglioramento delle relazioni bilaterali.

Rapporti non ufficiali suggeriscono che i due Paesi, che attualmente hanno un “partenariato globale”, potrebbero fare un salto di livello a “partenariato strategico” per passare direttamente al livello di “partenariato strategico globale” (CSP).

Se si verificasse rappresenterebbe una svolta notevole nei legami bilaterali USA Vietnam, perché il CSP è il livello più alto di partenariato nella gerarchia diplomatica vietnamita.

Il Vietnam fa questi accordi di partenariato con chi considera di grande importanza per la propria sicurezza, prosperità e presenza internazionale.

Finora il Vietnam ha fatto accordi di CSP con quattro paesi: Cina, India, Russia e Corea del Sud.

Sarà in qualche modo una sorpresa se Hanoi decidesse di entrare in un CSP con Washington in considerazione della sua esitazione a sviluppare i legami bilaterali persino al livello inferiore di partenariato strategico per la preoccupazione di possibili ripercussioni dalla Cina.

Da un punto di vista strategico comunque l’elevazione dei legami questa volta ha perfettamente senso per varie ragioni.

La prima ragione è che i due paesi hanno interessi strategici convergenti. La strategia USA di un Indo-Pacifico libero e aperto e gli sforzi di contrasto delle ambizioni marittime cinesi si allineano in gran parte agli interessi vietnamiti. Gli USA hanno anche fornito al Vietnam negli anni assistenza considerevole di costruzione delle capacità in mare e potrebbe emergere come fornitore importante della difesa in futuro.

Sul piano economico gli USA sono ora il mercato più grande delle esportazioni vietnamite ed il secondo partner commerciale con uno scambio bilaterale da 124 miliardi di dollari nel 2022. Gli USA sono anche l’undicesimo investitore con un capitale di 11,4 miliardi di dollari nel 2022.

Su questo sfondo un salto in avanti nei legami bilaterali al massimo livello con il partner più importante è una mossa sensata per Hanoi.

La seconda ragione è che migliorare i legami con gli USA è in linea con la strategia di politica estera vietnamita di diversificazione e multilateralismo. Hanoi desidera sviluppare una relazione forte e bilanciata con le grandi potenze.

Gli USA da maggiore superpotenza al mondo è l’obiettivo ideale per la diplomazia delle grandi potenze del Vietnam. Ed oltre agli USA il Vietnam guarda a migliorare i legami con Giappone e Australia fino al CSP in un futuro non lontano.

Terza ragione è che il 2023 è l’anno opportuno per il Vietnam per migliorare i legami con gli USA. I due paesi celebrano i dieci anni del loro partenariato globale che dà così la ragione conveniente per elevare i legami senza far sorgere preoccupazioni inutili in Cina. Ancora più importante, data la rivalità crescente strategica USA-Cina, è che un ritardo nell’elevazione dei legami con gli USA potrebbe porre il Vietnam in una posizione diplomatica difficile se le relazioni USA-Cina dovessero peggiorare.

In tale scenario un tentativo di approfondire i legami con gli USA potrebbe essere visto negativamente da Pechino che lo considererebbe un prendere le parti degli USA contro la Cina.

Una delle principali preoccupazioni della leadership vietnamita, e anche per il potenziale costo per la decisione del Vietnam di rafforzare i legami con l’America, potrebbe quindi essere una risposta punitiva da parte della Cina. Tuttavia, è altamente improbabile che la Cina adotti misure forti per sanzionare il Vietnam, poiché il CSP tra Stati Uniti e Vietnam è in gran parte una dichiarazione politica piuttosto che un’alleanza militare. Pertanto, non rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza della Cina.

Considerata l’escalation della rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina e le aperture di Washington nei confronti di Hanoi, Pechino è consapevole che qualsiasi azione eccessiva non farà altro che avvicinare Hanoi a Washington. Inoltre, la leadership cinese è convinta che, nonostante le dispute sul Mar Cinese Meridionale, il Vietnam apprezzi ancora i suoi legami con la Cina per ragioni politiche, economiche e strategiche. Ciò è dimostrato dal fatto che il Vietnam ha stabilito il suo CSP con la Cina nel 2008, 15 anni prima di poterlo fare con gli Stati Uniti. Il Vietnam sta anche dimostrando di mantenere un equilibrio tra le due grandi potenze.

Se la storia è indicativa, è probabile che dopo la visita del Presidente Biden a Hanoi, il Vietnam possa presto ricevere il Presidente cinese Xi Jinping ad Hanoi.

In termini di benefici, la leadership vietnamita vede il CSP con gli Stati Uniti come una testimonianza del crescente status internazionale del Vietnam e un riconoscimento della legittimità politica del Partito Comunista del Vietnam.

Il CSP contribuirà inoltre a rafforzare ulteriormente i legami bilaterali in vari settori, tra cui il commercio, gli investimenti, la tecnologia, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’energia. Un ulteriore vantaggio per Hanoi potrebbe essere il sostegno degli Stati Uniti alle infrastrutture digitali e all’industria dei semiconduttori.

Nell’ambito del partenariato rafforzato, gli Stati Uniti dovrebbero anche aiutare il Vietnam a modernizzare le proprie forze armate e a migliorare la consapevolezza del dominio marittimo, entrambe attualmente tra le principali priorità del Paese in materia di difesa.

Quanto detto finora indica che i benefici potenziali del Vietnam dall’innalzare di livello le proprie relazioni con gli USA superano di molto i suoi costi. La sfida per Hanoi comunque è di assicurarsi che Washington darà seguito alle promesse e che lavorerà in modo collaborativo a produrre benefici tangibili con questo miglioramento di legami.

Allo stesso tempo, il Vietnam dovrà stare attento a non rimanere invischiato nei conflitti geopolitici tra USA e i suoi avversari strategici, in particolare la Cina ma anche la Russia.

Pertanto, anche se il probabile annuncio del CSP Vietnam-USA durante l’imminente visita del Presidente Biden a Hanoi rappresenterà un significativo passo avanti per i legami bilaterali, non significa un cambiamento importante nella traiettoria strategica del Vietnam.

È ancora nell’interesse di Hanoi perseguire una politica estera indipendente ed equilibrata nei confronti delle grandi potenze.

Le Hong Hiep, FULCRUM

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