Bilancio delle vittime dei nuovi disordini a Papua è 32 morti e 65 feriti

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Nuovi scontri violenti all’inizio della settimana prima a Jayapura, capitale di Papua Occidentale e poi a Wamena sulle alture centrali, tra manifestanti e forze di sicurezza, portano il bilancio delle vittime a 32 persone complessivamente uccise e 65 ferite.

Scrive Febriana Firdaus su Al Jazeera:

Il bilancio delle vittime delle ultime violenti proteste a Papua Occidentale in Indonesia è cresciuto a 32 persone, mentre il presidente Joko Widodo fa appello a non diffondere notizie false che hanno provocato gli scontri.

Il portavoce della polizia a Papua Ahmad Kamal ha detto ad Al Jazeera martedì che i manifestanti uccisi sono 28 e sono 66 i feriti durante le proteste nella città di Wamena.

Se si aggiungono tre manifestanti ed un ufficiale di polizia uccisi ieri lunedì a Jayapura, capitale di Papua, il bilancio delle vittime giunge a 32 persone uccise.

Lunedì sera il presidente Jokowi si appellò ai residenti di Papua Occidentale a “non lasciarsi provocare da una bufala” e ai manifestanti a non distruggere proprietà del governo dopo che erano comparsi video e notizie di proprietà distrutte a Wamena.

Secondo la Antara, agenzia di notizie indonesiana, martedì “non meno di 16 non nativi papuani ed un residente papuano nativo” erano stati uccisi a Wamena mentre altri 66 erano stati feriti da “manifestanti armati di machete e frecce”. I feriti poi sono stati portati agli ospedali per le medicazioni.

Il colonnello Candra Dianto ha detto all’agenzia Antara che ci sarebbe stata uno “scontro a fuoco” scoppiato tra sicurezza indonesiana ed un gruppo di “separatisti armati” a Wamena lunedì che ha portato alle morti.

“Militari e polizia troveranno ed evacueranno gli altri studenti che forse sono rimasti intrappolati nelle loro case e nei chioschi che i rivoltosi violenti avevano incendiato quando sono impazziti” scrive Antara.

Ci sono state notizie di circa 4000 persone costrette a lasciare le case a causa degli ultimi scontri, ma Al Jazeera non è riuscita a trovare conferma indipendente.

Kamal ha detto ad AJ che gli scontri di lunedì erano stati accesi da “bufale” secondo cui un insegnante di una scuola di Wamena, SMA PGRI Wamena, aveva usato frasi razziste contro uno studente. La bufala si è poi diffusa tramite SMS che hanno irritato gli altri studenti di Wamena.

Kamal dice che “Cerchiamo ora lo studente che per primo ha diffuso il messaggio a cui chiederemo chiarimenti”, ma ha negato con insistenza di aver ricevuto racconti di manifestazioni che avrebbero avuto ferite di armi da fuoco.

La testimonianza di uno studente di Wamena, Yance Wetipo, ad Al Jazeera, racconta di studenti feriti da armi da fuoco.

“L’ho visto con i miei occhi, gli studenti gettavano le pietre. La polizia sembrava confusa e in preda al panico, e lanciò gas lacrimogeni nella direzione dei manifestanti, poi uno dei miei amici è stato sparato al petto”

Movimento spontaneo

Secondo Kamal la polizia investigava la notizia di manifestanti del KNPB, comitato nazionale per Papua Occidentale, il maggior gruppo giovanile indigeno a favore dell’indipendenza. Il KNPB è spesso oggetto di attenzione delle operazioni di polizia.

Il portavoce del KNPB, Ones Suhuniap ha negato le accuse e sostiene che il gruppo non ha dato istruzioni di intraprendere azioni.

“Le dimostrazioni antirazziste a Papua erano di un movimento spontaneo organizzato dai Papuani” si legge in una dichiarazione ufficiale mandata ad AJ. …

Faisal Narwawan/AFP]

Sul Guardian , a cura di Kate Lamb e Marni Cordel, si trovano anche altre testimonianze di quanto accaduto e l’intervento di forze di milizie paramilitari a sostegno della sicurezza indonesiana, notizia riportata anche da Febriana Firdaus su AJ.

Misael Noel/EPA

Si erano radunati centinaia di studenti all’Università di Cenderawasih (Wamena) lunedì mattina ma fu ordinato loro di disperdersi. Due testimoni hanno detto che gli studenti erano sulla via per tornare alle case ed erano appena scesi da vari bus quando sono scoppiati gli scontri a Wamena.

“Improvvisamente la polizia ha iniziato a muoversi veloce verso la massa degli studenti e potevo vedere che stavano sparando. Sparavano in aria e verso gli studenti insieme con lacrimogeni” dice un testimone oculare …

“Non so perché la polizia ha iniziato a sparare. Gli studenti facevano chiasso gridando ‘oop oop’ ma è normale. Non sono sicuro di ciò che è accaduto, forse le forze di sicurezza avevano paura”

In un video che si crede sia stato preso durante gli incidenti si possono sentire decine di colpi d’arma da fuoco.

“La polizia ha sparato agli studenti mentre correvano ed hanno permesso a non papuani che avevano armi affilate di intimidire i papuani” dice un secondo testimone. Gli studenti sono stati arrestati e detenuti nei camion della polizia.”

Un archivio di articoli su Papua è reperibile qui.

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