Binh Duong, provincia industriale del Vietnam del sud e l’ondata covid-19

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Tra i cinque focolai maggiori di COVID-19 localizzati Vietnam meridionale ci sono Ho Chi Minh City e la provincia industriale attigua di Binh Duong,

HCMC è l’epicentro della recente epidemia con oltre metà dei 390mila casi ed oltre 80% delle 9667 morti, mentre la provincia appena a nord di HCMC con una popolazione di 2 milioni e mezzo di persone è la provincia più colpita con 86mila casi, a partire dal mese di aprile scorso.

sanità vietnamita
foto VNA

Un terzo dei casi individuati sono stati individuati la scorsa settimana e il governo locale si attende altri 50mila casi nelle prossime due settimane.

Questa provincia industriale di Binh Duong è anche il centro industriale più importante del Vietnam dove ci sono tra l’altro le due ditte più grandi al mondo per il packaging alimentare, la coreana Kumbo Tire e la Tetra Pak, oltre ad una serie di rifornitori per Samsung e Pegatron che rifornisce la Apple.

Dopo Ho Chi MinhCity, Binh Duong è il secondo maggior recipiente di FDI, investimento straniero diretto accumulato.

Di qui si capisce bene la preoccupazione del governo centrale vietnamita che ha ridiretto molto del personale e le risorse mediche nelle province meridionali, oltre ad inviare 2000 militari solo a Binh Duong, insieme a 50 stazioni mediche mobili e 15 ambulanze.

Nella vicina HCMC il governo ha esteso la quarantena fino al 15 settembre inviando anche i militari per rafforzare l’ordine di restare a casa e di distribuire gli alimenti ai residenti.

Inoltre il governo vietnamita ha imposto delle regole alle imprese per poter restare aperte come assicurare una sistemazione per dormire sul posto nelle fabbriche oppure trasportarli nei luoghi loro deputati per dormire.

Quanto siano salubri queste sistemazioni per i lavoratori che hanno un costo notevole per le imprese è tutto da vedere.

A Binh Duong il 40% dei casi sono stati identificati nelle aree di isolamento e un terzo di tutti i casi sono casi di trasmissione di comunità, mentre 6 aree industriali su nove sono aree ad alto rischio di infezione.

Scrive Sen Nguyen su SCMP:

“Un direttore generale presso la Green Speed a Binh Duong, che fornisce lavoratori alle grandi imprese come Coca Cola, FoxConn e Unilever, dice che i costi elevati e le politiche di spostamento inconsistenti mettevano le industrie del luogo a dura prova.

‘I costi per migliaia di lavoratori sono esorbitanti’ dice citando l’esempio di Intel Vietnam che deve spendere al mese 6 milioni di dollari per trasportare i propri lavoratori”

A questi costi si devono aggiungere i permessi di viaggio che differiscono da distretto a distretto rendendo difficile alle imprese trasportare i lavoratori verso il posto di lavoro.

“Per anni gli investitori stranieri si sono alleati con i governi locali ed i pianificatori per industrializzare la provincia contadina di Binh Duong.

Ha 29 zone industriali concentrate in appena 4% dei suoi 2694 chilometri quadri. La maggioranza dei 2965 progetti sono finanziati attraverso FDI e producono sia prodotti finiti che intermedi di elettronica, scarpe, alimenti e abbigliamento.

Alla fine di luglio Binh Duong ha ricevuto quasi 37 miliardi di dollari in FDI accumulati, secondo i dati del Ministero della Pianificazione ed investimento.

Questa provincia è stata la terza provincia per esportazioni del Vietnam con un valore di quasi 28 miliardi di dollari dopo Bac Ninh con US$39.1 miliardi di dollari e Ho Chi Minh City con $44.3 miliardi di dollari, secondo dati delle Dogane Vietnamite.”

La provincia che ha dato 2,6 miliardi di dollari di entrate allo stato vietnamita è sede di immigrazione di lavoratori vietnamiti delle altre province, secondo il censimento del 2019.

Tra aprile e luglio, quando crebbero i casi di Coronavirus in Vietnam le esportazioni di Binh Duong sono cresciute del 5% contro il 36% dello scorso anno.

I maggiori mercati di esportazione sono fino alla fine di luglio Cina, USA ed Europa con un valore di 28,7, 53,6 e 22,5 miliardi di dollari rispettivamente, mentre le Corea del Sud 12 miliardi di dollari e 16 miliardi tutti gli stati del ASEAN.

Mentre la Cina importa prodotti intermedi, USA ed Europa importa prodotti finiti con differenti ricadute su consumatori e catena di distribuzione.

“Gli importatori americani sentiranno maggiormente rispetto ad Europa, Giappone e Corea del Sud la chiusura delle fabbriche in Vietnam” dice a SCMP un economista di una banca di investimento francese sulla chiusura delle fabbriche di scarpe e abbigliamento nel Vietnam del Sud.

Le vaccinazioni in Vietnam vanno a rilento e solo il 2% dei 98 milioni di vietnamiti è stato vaccinato.

A Binh Duong i dati dicono che un quarto dei 824570 vaccini amministrati sono stati dati ai lavoratori industriali esaudendo così le richieste espresse al premier vietnamita Pham Minh Chinh dai produttori.

Una direttrice di una impresa che lavora per l’Adidas racconta di non poter riaprire la propria azienda, perché non è stata approvato il loro progetto di sistemazione dei lavoratori, i quali comunque sono stati vaccinati già con la prima dose e ricevono un salario minimo mensile.

La situazione sanitaria e la conseguente interruzione della catena logistica sono ancora molto gravi. Secondo l’autorità della Zona Industriale di Binh Duong molte industrie che riuscivano a lavorare durante la serrata hanno dovuto sospendere la produzione licenziando lavoratori a causa della mancanza di materiali, di nuovi ordini o perché molti dei loro lavoratori hanno preso il virus.

“Nel secondo trimestre 28364 residenti disoccupati a Binh Duong hanno chiesto i sussidi, mentre erano 12426 nel primo trimestre, secondo i dati ministeriali.

Secondo Tuan Ho dell’Università di Bristol, ci sono paure sulla capacità delle imprese vietnamite di poter restare nella catena di rifornimento globale a causa delle restrizioni.

“Lo scorso anno imprese giapponesi hanno diversificato la loro catena uscendo dalla Cina per andare in India e nel Sudestasiatico. Nella situazione attuale non sorprende se prendano in considerazioni opzioni al di fuori del Vietnam se l’interruzione della produzione non migliora. Se HCMC e Binh Duong dovessero continuare con il distanziamento sociale, potrebbe soffrirne il FDI”

Se gli investitori decidessero di investire altrove e si avesse una riduzione nelle rimesse dei vietnamiti all’estero, si potrebbero avere problemi nel mantenere stabile la bilancia dei pagamenti visto anche il possibile calo delle esportazioni.

“La Thailandia ha di recenti vissuto il doppio deficit in quasi un decennio e a farne le spese è stata la moneta thailandese. E’ un avviso per il Vietnam sulle conseguenze di una interruzione prolungata della produzione” ha detto Ho. “Il governo vietnamita spera che entro il 15 settembre si porrà sotto controllo la pandemia e che per allora l’interruzione della produzione potrà essere o risolta o almeno mitigata”

Come per tutti i paesi il modo per uscire da questa situazione è di percorrere la strada obbligata delle vaccinazioni e di superare i colli di bottiglia dell’acquisizione dell’impiego dei vaccini.

Nella guerra dei vaccini tra Cina e USA comunque la Cina ha portato due milioni di dosi dei propri vaccini, mentre la vicepresidente americana Kamala Harris in visita in Vietnam ha promesso altre due milioni di dosi ed ha inaugurato ad Hanoi una sede vietnamita del CDC statunitense.

Fonte Sen Nguyen, SCMP

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