BIRMANIA: Al fondo pensione norvegese piace il petrolio birmano

Listen to this article

Il governo norvegese con le ultime cifre pubblicate la scorsa settimana di marzo dimostra che gli investimenti in compagnie del petrolio birmano e del gas operanti in Birmania, nonostante la forte opposizione dei gruppi di difesa dei diritti civili, sono cresciuti a 5 miliardi di dollari, con un aumento di 300 milioni di dollari rispetto allo scorso anno.

petrolio birmano

Queste sono le cifre del Norwegian Pension Fund, ente statale di investimento, che detiene azioni di quindici compagnie energetiche che investono in Birmania, una posizione che è stata fortemente criticata dal Norwegian Burma Commitee in quanto rappresenta “un doppio standard morale” per il fondo che già nello scorso dicembre era stato denunciato da EarthRights International per il fatto di contribuire alle gravi violazioni dei diritti umani in Birmania attraverso i suoi investimenti in campo energetico.

Lo stesso fondo è sotto inchiesta americana per le sue azioni in una compagnia Transocean per il suo lavoro insieme a compagnie birmane alcune delle quali di proprietà di Steven Law, un amico della giunta e obiettivo di alcune sanzioni.

Queste rivelazioni giungono insieme alle denunce di varie esecuzioni extra giudiziali del mese scorso in una zona dove sono presenti alcuni oleodotti di proprietà della americana Chevron e della Total Francese, compagnie in cui il Fondo Norvegese possiede quasi tre miliardi di dollari di azioni.

“Per quanto ne sappiamo” dichiara EarthRights International “ le autorità birmane non hanno né fatto indagini né tantomeno intrapreso azioni contro i soldati autori di questi crimini con ulteriori gravi conseguenze contro gli abitanti del villaggio Michaunglaung. Le compagnie estere coinvolte facciano quanto in loro potere per prevenire ulteriori violenze future.”

EarthRights International ha seguito la situazione sociale attorno ad alcuni gasdotti a Yadana e Yetagun dove è stato ucciso da militari birmani un uomo di etnia Karen e dove le grandi compagnie Chevron, Total, la PTTE thailandese e la Myanmar Oil and Gas Enterprise usano l’esercito per le proprie operazioni di sicurezza.

Tutte queste compagnie hanno in comune, insieme anche alla coreana Hyundai Heavy Industries e alla Petrochina di cui il fondo norvegese ha azioni, è la loro partecipazione al progetto di un oleodotto che porterà il petrolio ed il gas del medio oriente e africano verso la Cina meridionale, contribuendo notevolmente alla militarizzazione della nazione e al ricollocamento di migliaia di persone.

Gli investimenti del Fondo pensionistico norvegese non tengono conto affatto di ragioni etiche né che i loro investimenti hanno un impatto anche sulle scelte etniche, dal momento che gli oleodotti e gasdotti devono attraversare zone militarizzate e zone etniche di confine. Di tutto questo il fondo non si è mai degnato di fare menzione nelle loro comunicazioni agli investitori e alle altre parti interessate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole