BIRMANIA: Aung San Suu Kyi, Kachin, Arakan e affaristi: una rete aggrovigliata

Listen to this article

aung san suu kyiSi è detto altre volte sul silenzio della Lady, Aung San Suu Kyi, di fronte alla persecuzione dei Rohingya, alla guerra nello stato Kachin dove ultimamente si sono usati aeroplani, di fronte alla sityuzone dei diritti umani. In questa analisi di Simon Roughneen si analizza la rete aggrovigliata dei legami tra queste vicende e gli uomini di affari legati al passato regime che ultimamente si fanno vedere attorno ad Aung San Suu Kyi e le risposte che la Lady dà a questa situazione per molti in quietante.

Una rete aggrovigliata: Kachin uomini di affari dubbi, Kachin, Arakan e la Lady. Simon Roughneen.

Quello di Aung San Suu Kyi è un nome che evoca il coraggio e la nobiltà di animo di fronte alla tirannia. Un’eroina posata, conosciuta, col suo fiore tra i capelli, fu rilasciata da una prigionia in casa durata 15 anni nel novembre 2010, un atto che si rivelò uno dei primi passi di riforma intrapresi dai governanti birmani conosciuti da tempo. Lo scorso aprile fu eletta nel parlamento del paese, un evento che confina col surreale alla luce dei due decenni precedenti quando il paese, conosciuto ufficialmente come Myanmar, era sinonimo di governo capriccioso e draconiano.

E’ una trasformazione che ha fatto guadagnare bene placiti al governo del paese, mentre si sussurrava il nome di Thein Sein come premio Nobel della Pace per il 2012, lo stesso che fu consegnato ad Aung San Suu Kyi nel 1991 dopo che la giunta birmana rifiutò di riconoscere la sua vittoria elettorale dell’anno precedente.

Ma il capo dell’opposizione così tanto e a lungo ammirata si è attirata le ire da parte dei gruppi dei diritti umani per il suo rifiuto di condannare la violenza aperta e la discriminazione nei confronti dei Rohingya, i musulmani che vivono nella Birmania Occidentale a cui è negata la cittadinanza dal governo birmano.

Nel suo viaggio in India si è difesa dalle critiche secondo cui non si era alzata a favore dei Rohingya: “Ma non dimenticate che la violenza è stata commessa da entrambe le parti. Questa è la ragione per cui preferisco non prendere parte. E voglio anche lavorare verso la riconciliazione tra queste due comunità. Se prendo le parti, non potrò esserne capace.”

Suu Lyi ha comunque chiesto una revisione di delle leggi di cittadinanza dicendo che “Quelli che hanno diritto alla cittadinanza non devono solo avere la cittadinanza ma i diritti completi di cittadino”.

Ma per Shwe Maung, un parlamentare dello stato dell’Arakan, Suu kyi ha mancato di affrontare il problema delle violenze che si commettono ancora nello stato oggi. “ Daw Aung Sann Suu Kyi usa la tattica del silenzio per ottenere sostegno dalla maggioranza della popolazione birmana” ha detto Shwe Maung al giornale Irrawaddy. “Sembra come se sia più attenta a diventare presidente che affrontare i problemi delle violazioni dei diritti umani”.

Ora Suu Kyi genera più malessere tra gli ammiratori dopo aver accettato donazioni da quale uomo d’affari con passati legami forti con la vecchia giunta militare. Uno degli uomini che gestiscono le casse del partito di Suu Kyi è Tay Za, commerciante di legname che si è spostato nell’aviazione e nel settore alberghiero, ma è descritto come “noto sgherro e commerciante di armi” dal Tesoro Americano.

Secondo articoli dell’Irrawaddy, La Htoo Company di Tay Za ha dato un contributo al partito di Suu Kyi, NLD, 58 mila dollari in contributi per sostenere un progetto di istruzione del partito, consegnati lo scorso dicembre quando l’aviazione birmana conduceva incursioni contro i ribelli dei Kachin nel nord del paese. La Suu Kyi ha difeso il prendere denaro da Tay Za che si dice abbia vissuto una conversione sulla via di Damasco verso la filantropia dopo essere sopravvissuto ad un incidente di elicottero nelle montagne della Birmania del nord lo scorso anno. “Non mi interessa se questa gente avvicina NLD o altre organizzazioni fintantoché il loro sostegno fa bene alla nostra gente, alle riforme e ai bisogni di scuola e di salute del paese.” ha dichiarato a Naypyidaw alla stampa la Suu Kyi.

Comunque si dice che Tay Za ha legami stretti con i militari birmani tanto da essere un fornitore di armi. In un cablogramma del 2009 dell’ambasciata americana a Rangoon si legge: “Sono tante le dicerie secondo cui Tay Za abbia introdotto armi cinesi in Birmania usando la propria aviazione e legami d’affari.”

Sembrerebbe avere un sapore di praticità l’accettazione di Suu Kyi di denaro da chiunque voglia darli durante la corsa elettorale nei due anni che mancano. Ma tali legami sembrano per lo meno fuori luogo se si considera che lunedì mattina, nella escalation della guerra che si lotta nelle remote montagne, tre civili sono morti in un attacco dei militari birmani per colpi di mortaio a Laiza, dove vivono 20 mila residenti e 15 000 rifugiati di guerra sul confine con la Cina dove l’esercito indipendente Kachin ha il quartiere generale.

Tutti i gruppi dei diritti civili definiscono l’attacco un crimine di guerra. Padre Joseph Nbwi Naw, prete cattolico Kachin a Laiza ha dichiarato ad Irrawaddy, il lunedì sera, che “la gente è rimasta terrificata dopo quello che hanno vissuto oggi. Più di un centinaio di persone oggi sono venuti in chiesa per rimanere lì, pensandola più sicura”.

Secondo altri cablogrammi dell’ambasciata americana, sia Tay Za che Zaw Zaw, un altro uomo di affari di dubbio passato, fotografato con Suu Kyi in pubblico di recente, hanno interessi nelle miniere di giada del Kachin, vicino alla città di Hpakant che di recente è stato il luogo di scontri intermittenti tra le truppe governative birmane e le truppe del Kachin probabilmente per il controllo delle ricche miniere legate ai due uomini di affari.

C’è dell’altro comunque. Un altro cablogramma continuava a dire che uno dei colleghi di Tay Za “con legami stretti con la gestione della ditta cinese Norinco (un commerciante presunto di armi con affari in Birmania) è la mente dietro il coinvolgimento di Tay Za nel commercio delle armi.”

Il presidente della Norinco ha incontrato il presidente Thein Sein ed altri grandi ufficiali nella capitale a natale, tre giorni prima degli attacchi aerei contro i ribelli Kachin. La cosa giunse ad un mese da quando il governo birmano disperse i dimostranti che si opponevano alla miniera di rame, sostenuta dalla Norinco, con una manifestazione di forza il 29 novembre che lasciò molti manifestanti fortemente ustionati. Tay Za avrebbe, secondo l’ambasciata americana, giocato un ruolo importante nei negoziati in cui la Norinco acquisì i diritti della miniera di Letpadaung. Suu Kyi è responsabile della conduzione dell’inchiesta ufficiale nella repressione alla miniera.

Non è chiaro se si discussero i temi militari nell’incontro governo Norinco che ebbe luogo mentre gli scontri crescevano lungo la frontiera Cina Birmania nello stato del Kachin. Dopo l’incontro, Shwe Mann, presidente della camera bassa, disse secondo l’agenzia cinese che la Birmania “applicherebbe responsabilmente gli accordi tra i governi e le imprese, incluso quello tra il gruppo Norinco e la parte birmana, sottolineando che la collaborazione bilaterale non si indebolirà nonostante alcune difficoltà.”

Il 4 gennaio comunque la Cina pubblicamente ha condannato il governo birmano dopo la conferma che proiettili lanciati dall’esercito birmano contro le posizioni Kachin erano finiti in Cina. “La parte cinese ha lanciato dele rimostranze con la parte birmana affinché si prendano misure efficaci ed immediate per evitare il ripetersi di simili incidenti” ha dichiarato il portavoce cinese.

Laiza, la cittadina dove è il quartiere generale dell’esercito Kachin, si trova sul fiume a 20 metri dalla cittadina cinese di Nabang, ed ogni attacco a Laiza manderebbe decine di migliaia di Kachin dentro il territorio cinese.

Lo scorso fine settimana un migliaio di Kachin residenti in Cina hanno marciato verso il posto di frontiera a Nabang, a un braccio di distanza da Laiza, per protestare contro l’esercito birmano per i suoi attacchi contro i Kachin dall’altra parte della frontiera, una sorpresa se si considera che l’attitudine delle autorità cinesi a reprimere ogni protesta pubblica. Questo implica una tacita approvazione di Pechino che non vuole crisi di rifugiati alla sua frontiera.

Probabilmente la Cina risente ancora della sospensione nel 2011 della diga di Myitsone del valore di 3,6 miliardi di dollari che avrebbe allagato una area dello stato Kachin equivalente alla grandezza di Singapore, ma che avrebbe dato alla Cina il 90% della elettricità generata. Questa sospensione conquistò l’approvazione internazionale perché era una risposta alla crescente ostilità pubblica al progetto, ma vuol dire anche che il governo birmano non andrà di nuovo contro interessi cinesi su grandi investimenti come la controversa miniera della Norinco

Quella miniera coinvolge anche degli affaristi birmani legati ad una grande associazione di imprese UMEHL legata ai militari, proprio come la diga di Myistone è sostenuta da Asia World che si crede sia la più grande in Birmania e che sia gestita da un personaggio Steven Law, figlio di Lo Hsing Han, uno dei più grandi trafficanti di droga al mondo, che un tempo fece mettere in contatto il governo birmano con le milizie dello stato etnico Wa.Ora si dice che questa armata stia ora rifornendo i Kachin nella lotta contro l’esercito birmano.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole