BIRMANIA: Aung San Suu Kyi va negli USA

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L’icona della democrazia Birmana Aung San Suu Kyi avrà tutti gli onori questa settimana a Washington e riceverà la più alta riconoscenza dal Congresso degli USA, l’ultimo traguardo nel suo viaggio notevole da prigioniera politica a donna di stato in giro per il mondo. Il premio Nobel Birmano inizia un viaggio di 17 giorni negli USA che includerà degli incontri al Dipartimento di Stato e quasi certamente alla Casa Bianca, per poi recarsi a New York, nel Midwest americano ed in California. Nel frattempo la amministrazione americana sta valutando se togliere le ultime restrizioni rimaste verso la Birmania.

Dal suo rilascio nel novembre del 2010 Suu Kyi è passata dall’essere una dissidente a diventare parlamentare birmana, mentre il paese ha cambiato da decenni di governo militar repressivo ottenendo una accettazione internazionale. Dopo essere costretta nel proprio paese dal 1989, o perché agli arresti domiciliari o per paura che non le avrebbero permesso di tornare, Suu Kyi ha aperto le sue ali, viaggiando prima in Thailandia e poi in cinque paesi europei, dove oltre a ritirare il premio Nobel ha ricevuto gli onori riservati ad un capo di stato.

Su Kyii riceverà un trattamento da sella anche negli USA, riverita sia dai democratici che dai repubblicani, benché la sua scaletta è attentamente pianificata per non incrociare la contemporanea presenza del presidente Birmano Thein Sein che arriva a New York all’Assemblea Generale dell’ONU nella riunione annuale dei capi di stato.

“L’idea che sarà alla Rotonda del Campidoglio Americano per ricevere il premio più importante che il Congresso può assegnare, appena dopo qualche anno che era agli arresti domiciliari nel suo paese, è davvero degno di nota” dice Joe Crowley, parlamentare democratico, uno dei legislatori che sponsorizzò nel 2008 il premio della Medaglia d’Oro del Congresso alla Suu Kyi. Per anni alcuni dei politici forti americani sono stati tra i sostenitori più forti della Suu Kyi, con un consenso unitario alquanto raro, che si è sempre manifestato quando furono imposte le sanzioni contro la Giunta e nello scorso anno quando furono sospese, trovando così una causa comune.

L’amministrazione Obama sta ora considerando di allentare un divieto sulle importazioni dalla Birmania, il principale ostacolo che resta delle dure sanzioni economiche che Washington ha tolto quest’anno per premiare il progresso del paese verso la democrazia.

Mentre il Congresso ha rinnovato lo scorso mese le sanzioni per un altro anno, il Presidente Obama potrebbe eliminarle. Potrebbe comunque cercare ulteriori azioni concrete perché la Birmania se le guadagni, come il rilascio di altre centinaia di detenuti politici che restano dentro nonostante il rilascio di centinaia di prigionieri questo anno.

La Suu Kyi è sotto pressione politica da parte del governo di Thein Sein di far pressione sul governo USA affinché rimuova le restrizioni, un passo che lei sembra aperta a fare ma che molti dei suoi sostenitori di lunga data in esilio non accettano, sostenendo che la Birmania non dovrebbe avere questi premi in un momento quando la violenza etnica cresce in alcune parti del paese.

“Non vogliamo dire se gli USA dovrebbero o meno mantenere il divieto sulle importazioni” dice il portavoce del partito di Suu Kyi NLD prima della visita. “Capisco che gli USA mantengono il divieto poiché vogliono continuare ad osservare il paese nel suo processo di riforme economiche e politiche e credo che dovrebbero continuare ad osservare la situazione.”

Tra incontri ufficiali e cerimonie e incontri con la comunità birmana in esilio, Aung San Suu Kyi avrà una agenda molto frenetica. Passerà quattro giorni a Washington dove si incontrerà con il segretario di Stato Clinton, col Congresso ed il Senato, mentre la Casa Bianca deve ancora annunciare se ci sarà un incontro con Barack Obama. Poi incontrerà gli attivisti birmani e giornalisti di Voice Of America e Radio Free Asia.

Poi andrà a New York dove ha lavorato dal 1969 al 1971 all’ONU. La sua agenda è stata pianificata con cura per non incrociare con quella del presidente birmano Thein Sein, ma certamente incontrerà in un incontro di alto livello con il segretario dell’ONU Ban Ki-moon il giorno prima del discorso di Thein Sein all’ONU. Quindi andrà nel Kentucky, stato del senatore repubblicano Mitch McConnell e parlare all’Università di Louisville, prima di andare ad incontrare la più grande comunità birmana a Fort Wayne nell’Indiana, per visitare poi San Francisco e Los Angeles.

http://www.irrawaddy.org/?slide=suu-kyi-begins-first-us-visit-for-two-decades

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