BIRMANIA: Droga e la sfida politica attuale in Birmania

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Nonostante una situazione globale dell’uso della droga considerata “stabile”, un aumento nei mercati del sudest asiatico di stimolanti del tipo delle anfetamine e metanfetamine (ATS) ed un continuo incremento nella coltivazione di oppio pongono sfide crescenti alla sicurezza umana e alla salute secondo il rapporto dell’Ufficio dell’ONU su droga e crimine (UNODC).

L’Afghanistan produce il 74% della produzione illegale di oppio nel 2012 e resta un produttore e coltivatore di oppio maggiore al mondo, mentre la Birmania è il secondo produttore con 23% delle terre usate per la coltivazione e il 10% della produzione globale di oppio, secondo UNODC.

Secondo il rapporto dell’UNODC, reso pubblico a dicembre del 2012, le metanfetamine restano la minaccia principale di droghe illecite nell’Asia Orientale e del sudest. Sequestri di pillole di metanfetamina sono cresciuti più di cinque volte dal 2007 e le metanfitamine e doghe simili rappresentano o il primo o il secondo tipo di droga illecita in uso in 13 delle 15 nazioni della regione dell’Asia Pacifico analizzate nel rapporto.

La Birmania resta la fonte principale di pillole di metanfetamina nell’Asia ed è anche la fonte della metanfetamina cristallina, mentre paesi come Cina, Indonesia, Malesia, Thailandia, Cambogia e Filippine cominciano ad avere significative produzioni locali.

L’uso delle metanfetamine è cresciuto in 11 dei 15 paesi sotto osservazione in Asia e l’uso delle metanfetamine cristallina sotto dorma di pillole si è accresciuto in tutte e sei i paesi della Regione del Grande Mekong, Cina, Cambogia, Thailandia, Laos, Vietnam e Birmania.

Secondo il UNODC, la Birmania resta la fonte principale di pillole di metanfetamine e oppiacei per il sudestasiatico, per lo più fatte nello stato etnico Shan nella regione orientale dove per la prima volta è stata sequestrata nel 2012 una installazione di sintesi della metanfetamina, mentre nei paesi vicini si continuano a sequestrare grandi quantità di metanfetamina in pillole e di metanfetamina cristallina che si origina in Birmania.

La Birmania secondo questo rapporto è anche diventata una delle fonti principali di altri mercati di droghe illecite negli scorsi anni. La maggior parte della produzione della metanfetamina si ha in luoghi remoti e di difficile accesso nello stato Shan, colpita da decenni dal traffico della droga e da instabilità politica.

Secondo il rapporto le metanfetamine in pillole e nelle forme cristalline, come anche l’eroina, sono prodotte nello stato Shan e trasportate via terra e via fiume Mekong verso i mercati della droga cinesi e Thailandesi e, in quantità minore, verso il Bangladesh. Dalla Birmania la droga è anche trafficata nello Yunnan nella Cina di sudovest, oltre a piccoli quantitativi per il mercato locale birmano.

L’agenzia di notizie dello stato Shan SHAN ha riportato un rapporto dello Shan State Army secondo cui la cooperazione tripartita tra governo, Ufficio dell’ONU e Shan State Army è la via più importante per la soluzione duratura del problema della droga nel paese. Il rapporto, presentato in tre lingue, shan, birmano e inglese, si basa su informazioni ricavate prima del giugno 2013 quando il capo della Shan State Army si recò in un suo viaggio storico a Naypuitaw per incontrare Thein Sein e discutere il problema della droga con Il Comitato centrale per il controllo dell’uso della droga, CCDAC.

Nel rapporto di 82 pagine nella versione Shan si legge: “Sebbene la possibile soluzione del problema droga resta nella risoluzione politica, la situazione della droga tra la gente è così acuta e la soluzione del problema dovrebbe essere cercata simultaneamente con la ricerca della soluzione del problema politico.”

Il Consiglio dello Stato Shan e Shan State Army hanno firmato un accordo di 9 punti col governo e UNODC il 28 ottobre 2012 per un progetto pilota nelle città di Mongnai e Mongpan nella parte meridionale dello stato Shan. Comunque il paino ha trovato molti ostacoli nella sua attuazione sia per una mancanza di finanziamenti che per le ostilità tra le forze armate Birmane e la SSA

La gran parte della produzione di Metanfetamine nello stato Shan avviene in piccole strutture mobili sulle aree di frontiera lungo il confine cinese e thailandese, in territori controllati da gruppi attivi ex insorgenti che operano per lo più ora sotto forma di crimine organizzato piuttosto che da insorti motivati politicamente.

Inoltre il rapporto dell’UNODC afferma che la coltivazione di papavero da oppio è cresciuto in Birmania negli ultimi sei anni consecutivi anche se si trova molto lontano dai livelli enormi degli anni 90. Si stima che siano oltre 300 mila le famiglie coinvolte nella coltivazione di papavero da oppio in Birmania.

Secondo l’organizzazione Shan Drug Watch se non si raggiunge l’accordo politico sulle diatribe etniche che durano da decenni, i conflitti armati che alimentano l’epidemia della droga non finiranno mai. Per fermare la coltivazione di papavero da oppio, si devono fornire coltivazioni alternative. Secondo vari analisti la coltivazione del papavero e la produzione sono accresciuti negli ultimi anni nello stato Shan a causa della situazione politica volatile e della crescente depressione economica causata dalla corruzione, dal clientelismo e dalla condotta non professionale del governo.

Secondo Khuensai Jaiyen di Shan Drug Watch le forze armate birmane controllavano il gruppo paramilitare PMF istituito dal governo per sostenere le proprie operazioni contro le forze ribelli. Queste forze paramilitari sono diventate gli attori chiave nel commercio della droga, sia di eroina che ATS. Comunque il coinvolgimento delle autorità del governo nel problema droga è attualmente ignorato dalla comunità internazionale sin da quando sostiene l’amministrazione del presidente Thein Sein.

Secondo il rapporto di Shan Drug Watch, ci sono in parlamento, eletti a novembre 2010, almeno sei signori della droga molto conosciuti a rappresentare il partito di governo. Se le strategie degli accordi di pace del governo non sono trasparenti, il commercio della droga continuerà a prosperare. Quindi si devono trovare, quanto prima possibile, le risoluzioni negoziate ai conflitti etnici e religiosi nel paese.

Il problema droga è legato a stretto giro con le sfide di lungo tempo del paese sin da quando nel 1948 la Birmania conquistò l’indipendenza. Sottostimare l’impatto del traffico di droga nel paese potrebbe danneggiare severamente i tentativi di riforma sostenuti dalle democrazie occidentali.

Zin Linn, Asian Correspondent

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