BIRMANIA: I reali vincitori delle elezioni in Birmania

BIRMANIA: I reali vincitori delle elezioni in BirmaniaLa vittoria di Aung San Suu Kyi e del suo partito NLD nonostante le vaste irregolarità e la paura iniziale che non sarebbero state libere ed eque, non dovrebbe essere una sorpresa. E’ stata la vittoria della volontà di ferro di Suu Kyi e dei principi che hanno conquistato il favore popolare. Il tirarsi indietro avrebbe significato essere essi da parte per sempre, lo sapeva Suu Kyi e tanti militanti oppressi.
Comunque con questa vitoria conseguono solo 45 seggi in un parlamento dove il partito di sostegno dei militari, USDP) detiene una enorme maggioranza, eppure dimostra la volontà della gente ed è servita a gettare le fondamenta per preparare le future elezioni del 2015. NLD che vinse le elezioni del 1990 a man bassa ha preso una decisione pragmatica.

Questo è un piccolo passo nella lunga lotta per la democrazia dove ci sono così tante cose da fare. Non ci sono cure magiche per le malattie croniche del paese per cacciare passati dittatori e generali della giunta che vivono e sono attivi.

A giungo con la ripresa dei lavori parlamentari, Suu Kyi siederà per la prima volta nell’assemblea e le luci della ribalta internazionale saranno ancora sulla Birmania. E’ ancora presto per prevedere quale sarà l’ambiente politico e cosa succederà dopo. Una settimana prima delle elezioni, incontrai il presidente del Senato Khin Aung Myint che sosteneva la sua disponibilità ad accogliere Suu Kyi nella legislatura. Prima delle elezioni la stessa Suu Kyi ha incontrato i presidenti della Camera e del Senato Birmani. Durante quell’incontro, Khin Aung Myint le disse di non preoccuparsi per la piccola presenza dei seggi dell’opposizione “Le dissi che tutti avremmo sostenuto ciò che è bene per il paese e la sua gente”, aggiungendo che sarebbe sbagliato pensare che c’è stato un cambiamento di pensiero nei confronti della leader da parte sua. “Se il generale Aung San, eroe birmano e fondatore dell’esercito birmano nonché padre di Suu Kyi, è considerato nostro padre, Daw Aung San Suu Kyi è nostra sorella. Non ho mai parlato male di lei, la considero mia sorella.”

Certo sono belle parole anche se nessuno è certo di quanta verità ci sia in esse. E solo il tempo è galantuomo.

Naturalmente non c’è nulla di certo nel fatto che la maggioranza dei parlamentari, membri dell’USDP e ufficiali dell’esercito che garantiscono il 25% dei seggi, siano mentalmente preparati ad accettare Suu Kyi ed i suoi colleghi, ma il test giungerà presto al nuovo incontro parlamentare che si preannuncia molto interessante.

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La cosa interessante è che NLD ha vinto 3 seggi nella presunta roccaforte militare, Naypidaw. Inoltre vari membri delle forze armate sembra abbiano votato per NLD.

In ogni caso il presidente Thein Sein sapeva che queste elezioni erano cruciali per la credibilità del suo governo e di certo non si è sorpreso di vedere il partito di Suu Kyi conquistare la maggior parte delle circoscrizioni, cosa che si aspettava. Sapeva pure che, se l’USPD avesse manipolato il voto e vinto la maggioranza dei seggi come avvenuto nelle elezioni del 2010, sarebbero arrivate condanne generalizzate

Quando ho parlato a molti ufficiali anziani a Naypidaw e Rangoon, mi dicevano ch il presidente era sincero nella sua decisione di implementare le riforme nonostante le sfide che incontrava oltre ai rivali che minano la sua amministrazione.

Le forze armate sono comunque nel sottofondo con i gruppi conservatori e i duri che rappresentano un vero problema. Uno scontro possibile tra Thein Sein e l’ambizioso Shwe Mann continua ad essere al centro nella Birmania nervosa.

Thein Sein potrebbe dire ancora una volta di aver ragione nel permettere ad Aung San Suu Kyi di partecipare a queste elezioni ed entrare in parlamento, secondo la strategia che sia meglio per il governo avere la Suu Kyi in Parlamento piuttosto che un fantoccio dell’opposizione di seconda mano in parlamento a sfidarlo.

Uno dei membri del suo governo mi diceva nel mio secondo viaggio nel paese che molte nazioni occidentali incoraggiavano gruppi alternativi a partecipare alle elezioni e creare una forza alternativa per contrastare Suu Kyi. Ma il governo preferiva invece in parlamento una opposizione credibile. E secondo molti vicini all’ufficio della presidenza il presidente meritava rispetto e goria per aver tenuto delle elezioni relativamente pacifiche. Come è stata sua iniziativa invitare Suu Kyi al suo palazzo e invitarla a presentarsi alle elezioni emendando la legge. Da tempo ha promesso di tenere libere ed eque elezioni nonostante abbia ammesso alcune irregolarità.

Le elezioni di certo faranno bene per l’economia di questa nazione n tempo isolata, dove gli investitori stranieri sono pronti a venire in massa una volta che le sanzioni e saranno tolte e saranno approntate nuove leggi sull’investimento estero. Sono tante le compagnie dei paesi vicini che prestano attenzione alle elezioni suppletive per investire nella nazione ricca di risorse. Comunque in molti si trattengono dall’investire a causa delle restrizioni sul flusso di capitali, alla mancanza di una borsa sviluppata, di un ambiente legale ancora poco conosciuto e delle infrastrutture rudimentali del paese, come detto in un articolo di Bloomberg.

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Ma la Birmania ha improvvisamente cominciato ad attrarre una moltitudine di turisti, gente curiosa e di buona volontà che vuole visitare una delle nazioni più povere eppure incantevoli del mondo. Nei mesi a venire saranno tanti i voli e gli hotel pieni.

Questa settimana il paese si prepara a far fluttuare a sua moneta fino a 800 Kyat per dollaro, mentre Thein Sein si prepara a viaggiare in Giappone per attrarre investitori e riprendere l’assistenza estera. Si aspetta che l’Europa lasci cadere le sanzioni e gli USA adottino similari politiche meno restrittive. L’Europa ha indicato di considerare il rallentamento delle sanzioni imposte al paese a metà degli anni 90 per la sua lunga storia di violazioni dei diritti umani, mentre gli investitori stranieri si stanno mettendo in fila per fare affari nel paese. Ad Aprile ci sarà un altro incontro della Comunità Europea per rivedere la sua politica di sanzioni e ci si aspetta che molte saranno tolte, embargo delle armi a parte.

Il segretario di stato Hillary Clinton si è congratulata con la Birmania nel dopo elezioni. L’ultimo rapporto sul paese indica che il presidente Obama potrebbe far uso della propria autorità per allentare molte delle sanzioni applicate. Clinton stessa ha detto che le elezioni sono state rincuoranti ma ha spinto il governo a migliorare la trasparenza ed affrontare le irregolarità delle elezioni. “E’ ancora presto per sapere cosa significhi questo progresso se se saranno durevoli”

Il ministro degli esteri indonesiano ha salutato con piacere queste elezioni come una opportunità per il paese di rendere il processo riformatore ancora più irreversibile.

Il ministro degli esteri filippino da parte sua ha affermato che le elezioni sono state “una conferma della comunità globale che ha creduto che la Birmania poteva perseguire davvero il percorso di democratizzazione”.

Resatno comunque varie istanze che bruciano nel paese che vanno risolte. La guerra ch si protrae nello stato Kachin, gli abusi verso le minoranze etniche nelle regioni di confine e i restanti prigionieri politici che restano in carcere senza alcun motivo.

Mentre alcuni investitori affamati correranno subito ad abbracciar la Birmania, ancora molti altri resteranno cautamente ottimisti e pieni di speranza di cambiamenti futuri. Il popolo birmano che vuol vedere il cambiamento merita un futuro migliore. Thein Sein, Suu Kyi e chi ha votato nelle elezioni suppletive sono i reali vincitori.