BIRMANIA: il discorso di Aung San Suu Kyi al WEF del 2012 a Davos

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Ho l’onore e il privilegio, ancora una volta, di parlare a questa riunione di intellettuali e attori, promotori e agitatori che si trovano nella posizione di poter influenzare la direzione che il nostro mondo prenderà nel prossimo futuro. Vorrei esprimere il mio ringraziamento agli organizzatori del World Economic Forum, WEF, in particolar modo al professor Schwab, che ha reso possibile questo messaggio e che mi ha gentilmente invitato, molto caldamente, ad unirmi a voi. Il fatto che non posso essere, con grande dolore, lì con voi è dovuto a delle ragioni che sono fortemente relazionate al tema di questa riunione: La grande trasformazione: la costruzione di nuovi modelli.

aung san suu kyi

Lo scorso anno parlai delle sfide che la Birmania aveva di fronte, le opportunità mancate, il fondamentale bisogno di stabilità politica, la riconciliazione nazionale e il governo secondo la legge, della possibilità di raggiungere una democrazia genuina, dello sviluppo umano e della crescita economica. Delle aspirazioni del nostro popolo, non solo di raggiungere il resto del mondo, ma di di dare il proprio contributo verso un pianeta più sicuro, più felice per noi tutti.
Ad un anno di distanza, posso dire che abbiamo fatto alcuni passi per affrontare queste sfide. Non siamo ancora al punto di «una grande trasformazione», ma abbiamo una rara ed estremamente preziosa opportunità di raggiungere un punto simile.

Il fatto che il ministro U Soe Thane sia presente al World Economic Forum WEF del 2012 è il segno di un cambiamento positivo che si sta avendo nel nostro paese. Mi appello a tutti quelli che desiderano promuovere gli interessi della Birmania e alle altre nazioni e società che lottano per la pace e la stabilità, lo sviluppo e la prosperità, a sostenerci negli sforzi di fare il prossimo compito cruciale che ci porterà ad accorciare la differenza tra quello che si può e la sua realizzazione.
Mi da una intensa gratificazione, non penso che sarà troppo dire che mi entusiasma, apprendere che lo scopo di questo incontro annuale di questo WEF è assicurare che i capi esercitano le proprie responsabilità, insieme, apertamente e strategicamente per migliorare lo stato del mondo per le generazioni future.
Forse sono audace se dico che questa è una parafrasi felice di uno dei maggiori obiettivi del mio partito, La lega nazionale per la democrazia, tranne che il fatto che, con modestia, aspiriamo a iniziare con la nostra nazione prima di estendere gli sforzi al resto del mondo.
Questo mi riporta alla ragione per cui non sono con voi oggi. Come detto precedentemente, la possibilità di «una grande trasformazione» è in vista per il nostro paese. Un passo importante che ci porterà più vicino ad una rottura davvero rivoluzionaria sarà l’inclusione di tutte le forze politiche rilevanti nel processo elettorale e legislativo del nostro paese.
Ora stiamo ricostruendo il nostro partito e ci stiamo preparando alla contesa elettorale prevista per il 1 aprile. Per estendere i nostri sforzi per la pace, la riconciliazione nazionale, qui vorrei porre l’accento sul bisogno di risolvere i conflitti etnici e la democratizzazione nell’assemblea nazionale. Il lavoro connesso con questi preparativi mi tiene lontana dal vostro incontro quest’anno, ma ho fiducia che i frutti del nostro lavoro contribuiranno a dei legami positivi più stretti tra la nostra economia nazionale e gli sviluppi globali.

Il progresso economica non dipende solo dalle misure fiscali e monetarie che sono state scelte dalle istituzioni finanziarie internazionali. Tali misure necessiteranno di essere sostenute da riforme giudiziarie e legislative a garantire che regolamenti e leggi giuste siano amministrate in modo giusto ed efficace. Desideriamo creare un ambiente politico, sociale ed economico che porteranno investimenti etici, nuovi ed innovativi al nostro paese. Vogliamo pianificare un nuovo modello di economia sostenibile che guardi anche ai bisogni futuri delle nostre preoccupazioni globali, sociali e ambientali, intessute nei bisogni di cibo, acqua e d energia.
Ancora una volta vorrei concludere con un appello a voi tutti: sostenete i nostri sforzi per rendere la Birmania il rappresentante splendente di quello che può essere possibile se cooperiamo negli sforzi di rendere il mondo una casa felice, più sicura per tutta la nostra gente.
Concludendo vorrei dire che spero tantissimo che verrà il giorno in cui anche io potrò fare parte di questa riunione illustre e vibrante. Grazie. Aung San Suu Kyi

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