BIRMANIA: La cittadinanza birmana ed i Rohingya

BIRMANIA: La cittadinanza birmana ed i RohingyaDurante il summit Europa Asia a Vientiane, Laos, in incontri di corridoio tra i vari capi di stato, il ministro degli esteri della Gran Bretagna Hague parlando al Presidente Birmano Thein Sein gli ha detto: “Tutte le parti politiche in Birmania devono fare quello che possono per porre fine alle violenze ed affrontare il tema della cittadinanza dei Rohingya”.

Il ministro degli esteri birmano Wunna Maung Lwin diceva al giornale The Irrawaddy che gli scontri nello stato dell’Arakan (Rakhine) “non erano un errore del governo o della gente birmana” anche se ammetteva che si stavano prendendo delle decisioni per evitare la diffusione della violenza. “C’è stato un incidente riprovevole che è accaduto la settimana scorsa di maggio e che ha creato rabbia tra la popolazione del posto. Questo ha portato alla violenza settaria tra le due comunità. A causa di questa rabbia ci sono stati episodi di vendetta che si sono diffusi nello stato del Rakhine. Il governo pone grande attenzione e cautela nel trattare la situazione per non far diffondere ancor di più questi scontri e minare la pace e la stabilità”

Mentre Thein Sein non ha rilasciato commenti nel Summit, il ministro indonesiano Marty Natelagawa ha detto espressamente: “Una questione fondamentale nella risoluzione del conflitto è la cittadinanza ed è una questione che il governo birmano deve affrontare nel futuro” anche se ha aggiunto che che non c’è stata una discussione specifica del problema dello stato del Rakhine e dei Rohingya. Il ministro poi ha espresso la speranza che la risoluzione di questo conflitto, che “non è un conflitto di religione ma della comunità”, possa essere risolto in modo simile a come il governo indonesiano sta affrontando i propri.

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Il ministro inglese inoltre ha detto: “Ho incontrato con piacere il presidente Thein Sein per dare seguito al nostro incontro di gennaio in Birmania e mi sono congratulato con lui per i progressi che il paese ha fatto sulle riforme vitali politiche ed economiche. L’ho incoraggiato nella cooperazione continuata tra il Regno Unito ed il governo birmano per promuovere un commercio ed investimenti responsabili in Birmania. Ed ho espresso la speranza che il presidente possa visitare il Regno Unito il prossimo anno.”

Nel contempo un portavoce del primo ministro malese Najib ha espresso imbarazzo per le vicissitudini dei musulmani in Birmania occidentale. “La Malesia resta molto preoccupata sulle continue tensioni tra buddisti e Rohingya musulmani nello stato del Rakhine. Invitiamo tutte le parti a esercitare cautela ed evitare di provocare ulteriori ostilità, sperando che le autorità, governo e capi religiosi, possano lavorare per una risoluzione pacifica. L Malesia è pronta ad offrire assistenza per prevenire ulteriori perdite di vita e migrazione di popolazioni”

Simon Roughneen, The Irrawaddy