Cultura della corruzione dei generali continua a strangolare la Birmania

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Un cultura della corruzione vecchia di vari decenni strangola l’ambizione del paese di diventare un prospero attore sul palcoscenico mondiale.

La gente del Myanmar (Birmania) merita un governo pulito e che risponda alla gente e rappresenti gli interessi del paese. Invece il paese è vittima di una cultura della corruzione e dell’impunità ai più alti livelli creatisi negli anni delle dittature militari.

thein sein Thein Sein, ha rinnovato la richiesta di presidenza dell'ASEAN per il 2014

Sotto i regimi militari e dei suoi alleati i settori pubblico e privato erano gestiti con durezza dall’elite e dai generali sotto un regime rigido di incentivi e repressioni. Tra le tante eredità di questa gestione è la costituzione attuale stilata nel 2008 dai militari, uno strumento di repressione che manca di una legge dei diritti o un di uncontratto sociale tra governanti e governati. Piuttosto che esaltare la libertà e l’integrità dell’uomo, questa costituzione ha mantenuto la cultura secolare della corruzione del paese.
Il parlamento ibrido civile militare ha approvato una legge contro la corruzione ad Agosto, ma solo dopo l’opposizione del presidente Thein Sein.

Il risultato è una legge inadatta a combattere la corruzione che resta rampante sotto la costituzione stilata dai militari. Inoltre decisioni intraprese da Thein Sein di non punire ex membri del regime militare e loro amici hanno aggiunto altro scetticismo sulla volontà della sua amministrazione di combattere la corruzione. La verità è che gli ex generali ora in parlamento ignorano le diffuse richieste di obiettivi, strategie e date fissate per le riforme anticorruzione, preferendo invece inviare tantissime proposte ai donatori a Wahsington, Brussels, Londra e Tokio e Camberra.

Tanti paesi del sudestasiatico già vantano corpi anticorruzione con poteri forti di indagare e perseguire i casi di corruzione. Per Myanmar è diventata una cosa fondamentale un organismo dai denti affilati nello sforzo di sollevare le condizioni di vita dei cittadini ed il loro benessere.

Il paese di recente ha ratificato la Convenzione dell’ONU sulla Corruzione invitando il paese a fare presto ad istituire un tale corpo dello stato che accrescerebbe la fiducia tra i donatori, i consumatori e gli investitori, accrescendo l’investimento estero diretto, il lavoro e la crescita economica.

La attuale legge contro la corruzione non richiede che membri del governo, amici e generali di dichiarare le loro proprietà. In aggiunta gli incarichi di iindagine sulla corruzione sono assegnati all’Ufficio di Indagini Speciali (BSI) che risponde al ministro degli interni.

Queste manovre non vanno d’accordo con l’ambizione del paese di unirsi al mondo del commercio e degli affari interconnesso a livello mondiale dopo decenni di isolamento. Perché gli investitori esteri dovrebbero scegliere la Birmania quando la corruzione qui è ancora così sistematica e diffusa? Senza la fiducia globale nelle riforme contro la corruzione del paese, non ci sarà alcun trasferimento di conoscenza internazionale, investimento di capitali e tecnologia per innalzare gli standard  di vita a Myanmar.

Ma la stesura e l’applicazione di tali riforme ha bisogno della partecipazione di una società civile indipendente. Le sfide sono grandi: lavoro minorile, traffico sessuale, commercio di droga, contrabbando di legname, commercio di piccole armi e lavaggio di denaro sporco sono alimentati dalla corruzione ad alti livelli del paese.

Queste attività travalicano le frontiere verso i paesi vicini si dagli anni 70. Come nuovo presidente dell’ASEAN Myanmar ha ora la possibilità di impedire che questa malattia si diffonda nella regione e salire con fiducia sul palcoscenico del commercio mondiale. Non si può farlo senza prima attaccare il sistema della corruzione.

Le sfide e gli ostacoli ad una commissione contro la corruzione giungono dai duri tra i militari, politici e loro amici che per cinquantanni hanno gestito il paese senza alcuna politica complessiva, strategia o meccanismi di controllo. L’integrità, la legittimazione ed il successo di questa commissione dipende dalla volontà politica, bravura e dalla strategia dei capi di un paese. Ma le agenzie globali di aiuto, dalla Banca Mondiale, alla ADB all’UNDP, hanno un ruolo da giocarsi nel fare pressioni sul governo affinché istituisca un corpo simile.

Myanmar ha bisogno di un’agenzia che sconfigga la corruzione che stia attenta a quattro aspetti: indagine, prevenzione, l’educazione e il coordinamento della politica tra stato ed attori non statali. I suoi requisiti fondamentali sono indipendenza, integrità, legittimazione e poter di applicare la legge. L’indipendenza costituzionale dai militari e dalla collusione politica l’aiuteranno a combattere l’influenza dei generali, degli amici e  di tanti politici con conflitti di interesse.

I suoi membri devono essere selezionati attentamente e la loro permanenza nell’ufficio limitato per ridurre la possibilità di influenze non necessarie. Come in casi di altri paesi, la commissione deve rispondere al comitato riunito del parlamento. Deve aver potere di esaminare le proprietà dei membri del governo, degli ufficiali di stato e di individui privati. Come l’ufficio di indagine di pratiche di corruzione di Singapore e la commissione contro la corruzione della Thailandia, l’agenzia di Myanmar deve avere il diritto di sequestro sulle proprietà di ufficiali pubblici e di individui privati.

Questo potere è fondamentale per frenare la compravendita rampante dei voti, la frode elettorale nelle elezioni del 2015, regole sistemate per beneficiare ex membri dei militari ora al governo. Il finanziamento dei partiti politici deve essere monitorato così da combattere la corruzione che vediamo in stati di più antica democrazia come l’Italia, Thailandia, Filippine e Corea del Sud. Nel frattempo la commissione elettorale deve essere ripulita degli amici dei militari, ed i partiti politici devono fare la propria parte creando delle piattaforme contro la corruzione con strategie che mirino a ripulire l’immagine di paese corrotto di Myanmar sull’arena mondiale.

Comunque senza la partecipazione popolare nella riforma contro la corruzione, la commissione e le sue strategie falliranno. E’ necessaria una campagna nazionale di educazione per rafforzare la lotta contro questo flagello. Bisogna incoraggiare gli informatori e garantire l’anonimato quando fanno delle accuse sulla corruzione.

Il corpo della nostra nuova agenzia di lotta alla corruzione sarà di combatterla su tre fronti: nella politica, nella burocrazia e tra la rete militari e lor amici. Questa diffusa coltura è fiorita per decenni. Ora è tempo di cominciar a tagliare questo cancro per dare ai cittadini ordinari la possibilità di aiutare questo paese a crescere.

Naing Ko Ko, Australian national University.

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