BIRMANIA: Un futuro a tutto vapore per l’economia birmana

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birmania5Con l’apertura verso il mondo della Birmania, le opportunià per gli investitori, la gente e l’ econmia birmana sono vaste come pure le sfide che si pongono.

Khin Yu Waddy Myint dirige la Pyrex trading and Distribution, una compagnia birmana farmaceutica con 250 persone impiegate in tutto il paese. Parte del suo lavoro è di trovare ed importare medicine dall’India e dall’Australia, un lavoro che però lei dice di non conoscere abbastanza bene.
“E’ la prima volta che devo imparare tante cose sul come fare un’offerta.” dice dopo essersi concessa un’interruzione dal corso di gestione presso il centro SME del ministero del commercio, a breve distanza dalla casa dove Aung San Suu Kyi è stata agli arresti domiciliari per 15 anni.
Ora che il governo militare almeno formalmente appartiene al passato, c’è più lavoro per le ONG donatrici estere in un paese dove l’aiuto occidentale era quasi del tutto fermo a causa delle sanzioni contro la giunta militare.
E mentre si può discutere sul fatto che un’altra ONG faccia ancora dell’addestramento in un paese povero, il gruppo dice che il proprio lavoro consiste nell’incrementare l’impresa locale e nel creare lavoro. Yuki Kuronuma è manager di Sviluppo dell’impresa presso Building Markets, una ONG che vuole colmare il gap tra aiuto e impresa e sostiene che “pate di ciò che proviamo a fare è legare l’impresa locale con i fornitori internazionali e le opporunità di impresa. In Birmania è abbastanza chiaro questo bisogno se si considera che il paese si è chiuso al mondo esterno per molto tempo”.
LE prospettive economiche del paese sono in ascesa ora con la Banca Mondiale che afferma che “l’economia birmana ha continuato ad accelerare bell’anno fiscale 2011 2012, con una crescita del PIL pari al 5,5% e si attende che giunga al 6,3% nel prossimo anno”.
Ma tanto di quella crescita potrebbe non trasferirsi verso le piccole imprese o alla creazione di lavoro. Esportazioni e investimenti dall’estero sono per lo più basati sullo sfruttamento di risorse naturali, settori che potrebbero portare entrate grosse ma non un gran numero di posti di lavoro per la gioventù del paese.
Il 70% della forza lavoro è nell’agricoltura, specie nel settore della sussistenza a bassa tecnologia, mentre il 32% della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Il paese ha il PIL pro capite più basso della regione e solo un quarto è servito dall’energia elettrica.
La creazione di lavoro è uno dei pilastri della politica economica di Aung San Suu Kyi che ha descritto il proprio paese come seduto su una bomba a tempo della disoccupazione nel forum di giugno a Bangkok, mentre invitava gli investitori a dare lavoro ai giovani birmani.
In modo simile il governo birmano guidato da Thein Sein spera che una nuova legge sugli investimenti esteri insieme ad un basso costo del lavoro atrarrà imprese estere. Quella è una speranza per ora, e mentre compagnie come General Electric e Coca Cola hanno investimenti pronti per la Birmania, ci sono poche indicazioni che Rangoon farà strada ai parchi industriali di produzione di lavoro di massa come quelli visti nella vicina o nel Vietnam, indipendentemente da quale legge la Birmania approverà.
“La nuova legge non è assolutamente perfetta e dà molta discrezione alla commissione degli investimenti nel decidere se una proposta è valida o meno, aprendo la strada a molta corruzione” dice Jared Bissinger specializzato sulla Birmania. “Non sembra che la legge sia stata fatta pensando alla creazione di lavoro. Ci sono altri costi nascosti che potrebbero ostacolare l’attrattiva delle paghe basse per gli investitori, come la mancanza di lavoro specializzato, l’elettricità poco affidabile, le infrastrutture molto precarie” come dire che non bastano le parole scritte per gli investitori.
La ricerca di Bissinger indica una qualche crescita della piccola e media impresa in Birmania sulle cui cifre tuttavia non ci sono dati certi ed univoci, segno questodi una mancanza di dati affidabili, altro ostacolo allo sviluppo.
“Il processo della comunicazione in Birmania è così lento che forse è la cosa più difficile nel fare impresa in questo paese” dice Khin Yu Waddy Myint. Il paes attende la liberalizzazione del settore telecomunicazioni che potrebbe portare alla gente quel tip odi servizi telefonici e di internet a basso costo come visto in ogni paese della regione.
Si stima ora che solo il 4% della popolazione ha un telefonino, mentre la penetrazione di internet è all’uno per cento, un’eredità delle paranoie militari del passato. E nonostante l’ottimismo sullo sviluppo del prossimo anno la Banca Mondiale ha messo in guardia sul bisogno di migliarare la struttura delle telecomunicazioni se si vuole sostenere la crescita.
Aye Aye Win sostiene che un altro problema è la mancanza di dati e di statistiche. Sin dal 1983 non c’è stato alcun censimento ed il prossimo sarà nel 2014. William Aung, un birmano che è tornato di recente dal Canada dopo la fase di disgelo dice che scoprire informazioni rilevanti per gli affari, come quanto e dove, potrebbe essere impossibile in Birmania.
“L’informazione è difficile da trovare per tanti settori. Non ci sono dati ufficiali. Dobbiamo camminare per le strade per scoprire da noi le cose.” dice Aung direttore di una ditta di consulenza di Rangoon. Per le prospettive immediate sostiene “l’economia crescerà, ma poco la volta. Abbiamo infrastrutture molto deboli, la terra costa, lo spazio per gli uffici difficili da trovare.”
I prezzi delle terre sono stati fatti scoppiare da un gruppo di amici dei militari con molte connessioni arricchitisi sulle risorse naturali. A causa delle cattive infrastrutture nel settore bancario e finanziario in molti hanno investito nelle proprietà e nella terra.
Il risultato è un prezzo di fitto per uffici da 50 dollari a metro quadro nel centro di Rangoon dove lo spazio a disposizione è solo il 3% di quello di Bangkok ad un’ora di volo. Scarsità di spazi e loro alto costo sono dei deterrenti per fare impresa sia per i Birmani che per gli stranieri.
Eppure alcune aziende ambigue spingono. Ye Yan Naung Soe della impresa di costruzioni Yadanar Myaing sostiene che uno dei condomini di alta fascia ancora in costruzione è quasi tutto venduto. Sistemato sulla riva del lago Kandawgyi, nel cuore di Rangoon, gli appartamenti ancora da finire sono molto ricercati, sembra, nel mezzo di una carenza di appartamenti per la città.
“Abbiamo una sola stanza da vendere ancora. La gente vuoe spostarsi qui ora che l’economia si sta sviluppando, e sono in tanti stranieri a comprare, dal Giappone, Corea e Singapore.”

Simon Roughneen

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