Blocco ASEAN diviso anche su come affrontare i militari del Tatmadaw

Listen to this article

Mentre il blocco ASEAN chiede uno stop alle violenze crescenti in Myanmar contro la popolazione civile e il dialogo per porre fine alla crisi umanitaria, altre 18 persone sono state uccise in tutto Myanmar dalle forze di sicurezza.

Sembra che abbiano lanciato una vera e propria guerra contro la propria gente per ripristinare “completamente lo stato orwelliano che è esistito per molti decenni”

Kyel Sin ragazza uccisa in Myanmar https://twitter.com/Thethtar6594

Dopo la giornata di domenica, oggi è stata la giornata più sanguinosa che ha visto la morte di molti giovani manifestanti per mano di cecchini e che ha visto l’arresto di centinaia di persone tra cui molti giornalisti.

Da Myanmar-Now abbiamo tratto il resoconto amaro della giornata.

A Mandalay sono stati uccisi Myo Naing Lin, di 37 anni, con un colpo al petto e Kyel Sin, ragazza di 19 anni con un proiettile al capo, uccisi entrambi da un cecchino. Altri undici persone sono state ferite e soccorse da personale medico.

Ma ad essere sotto attacco è proprio anche il personale medico, spesso picchiato dalla polizia perché hanno portato soccorso.

Dal resoconto di telecamere di sicurezza si è visto che molti ufficiali di polizia hanno pestato brutalmente tre medici con bastoni e col calcio del fucile dopo che erano arrivati a soccorre i feriti nell’area. Secondo Hla Kyaing, del gruppo di salvataggio di emergenza 4 persone del suo gruppo tra cui l’autista dell’ambulanza risultano scomparsi dopo l’accaduto.

“E’ una cosa insopportabile” ha detto Hla Kyaing dell’azione delle forze di sicurezza ed ha aggiunto che ha paura degli altri medici che saranno scoraggiati dall’intervenire in futuro per aiutare i manifestanti.

A Monywa nella regione di Sagaing sono state uccise sette persone ed altre 70 ferite dalle forze di sicurezza che ha usato munizioni vere, gas lacrimogene e bombe carta. Anche qui due persone sono state uccise con proiettili alla testa. Altre due persone uccise sono state allontanate dalle forze di sicurezza, mentre altre due persone morte sarebbero state sbranate dai cani.

Un altro manifestante di 22 anni Zin Ko Ko Thaw è stato sparato al capo ed altre 15 persone sono state ferite a Myingyan, dove la polizia senza alcun preavviso ha represso con violenza la manifestazione.

A Mawlamyine un giovane di 19 anni che si trovava nel suo quartiere è stato ucciso da un proiettile delle forze di sicurezza alla testa e diagnosticato morto all’ospedale.

Nella cittadina di Okkalapa Nord vicino Yangon sono state uccise almeno sette manifestanti con munizioni vere ad opera della divisione di fanteria leggera 77, tra i quali due giovani, 19nne Htet Aung e il 20nne Min Oo che sono stati portati in ospedale dove sono spirati.

Per l’Associazione di Assistenza per i Prigionieri Politici sarebbero 30 le persone uccise e 1200 quelle arrestate da quando i militari hanno preso il potere il 1 febbraio.

Cosa fa il blocco ASEAN

Martedì le nazioni aderenti al blocco ASEAN hanno chiesto che si fermasse la violenza in Myanmar e che il dialogo ponga fine alla crisi, mentre varie nazioni hanno chiesto il rilascio immediato dei capi politici civili arrestati dai militari, tra i quali Aung San Suu Kyi, dopo aver preso il potere.

Nella stessa riunione dei ministri degli esteri, il primo a discutere la situazione in Myanmar, comunque sono emerse le divisioni all’interno del ASEAN mentre Singapore ha posto in guardia sul rischio della credibilità e dell’importanza di tutto il blocco di nazioni, se non dovesse raggiungere una comune posizione sul golpe.

Il paese di turno alla presidenza, Brunei, ha sintetizzato le conclusioni dell’incontro dicendo:

“Abbiamo espresso la nostra preoccupazione per la situazione in Myanmar ed invitato tutte le parti ad evitare ad istigare ulteriore violenza, e che tutte le parti esercitino il loro maggiore controllo e flessibilità … Abbiamo chiesto a tutte le parti interessate a cercare una soluzione pacifica attraverso il dialogo costruttivo e la riconciliazione pratica negli interessi della gente e della loro vita”

Questo incontro era stato richiesto in modo pressante da Indonesia e Malesia e giunge dopo la repressione di domenica quando 18 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza.

Tra le critiche di incapacità del blocco ad avere una forte posizione collettiva sulla Birmania, il ministro degli esteri di Singapore ha ribadito che era fondamentale che come blocco ASEAN sia unita nel sostenere i principi democratici, del governo della legge e dei diritti umani.

In precedenza il premier di Singapore Lee Hsien Loong aveva dichiarato alla BBC che è inaccettabile l’uso della forza letale contro manifestanti civili disarmati.

“Se non lo si fa, non avremo altra scelta che affermare le nostre visioni sulla situazione come stati individuali. Ma francamente questo sottolinea la nostra mancanza di unità e mina la credibilità e l’importanza come organizzazione” ha detto il Ministro degli esteri di Singapore.

Malesia, Indonesia, Filippine e Singapore hanno chiesto ai militari birmani di liberare Aung San Suu Kyi e gli altri capi politici arrestati, e Singapore ha chiesto con forza a Myanmar di non usare le armi sui manifestanti.

“La nostra richiesta è di un ritorno completo alla situazione precedente: rispetto al ruolo preminenti di Aung San Suu Kyi, insieme all’esercito che suo padre creò per proteggere la gente che condusse alla libertà e il paese per il quale sacrificò la sua vita” ha detto il ministro degli esteri Filippino Locsin. “Questo è ciò di cui c’è bisogno. Ed il primo passo deve essere il rilascio immediato di Aung San Suu Kyi ed il successivo dialogo tra le parti coinvolte nel destino del paese”.

La ministra indonesiana Retno Marsudi ha detto:

“Se il blocco ASEAN non riesce a sostenere questi principi (democrazia, diritti umani, buon governo, governo della legge e governo costituzionale) l’Indonesia ha paura che ASEAN non riuscirà a servire la propria gente impedendo lo sviluppo delle aspirazioni a costruire una comunità del ASEAN …”

Molti analisti hanno detto che il Brunei con quella dichiarazione provava ad evitare di mettere Myanmar nell’angolo, secondo Teuku Rezasyah dell’Università di Bandung, perché ASEAN è diviso tra la Cina e l’Occidente.

“Dopo tutto ASEAN si trova in una situazione difficile, conteso tra Occidente e Cina. Quello che temo è che se ASEAN prende una linea apertamente dura e non prova ad essere accomodante, Myanmar sceglierà di consultare la Cina”

Aaron Connelly, ricercatore del International Institute for Strategic Studies di Singapore, ha detto che il blocco non vuole un altro disastro umanitario come quello che vive la fuga in Bangladesh di oltre 700 mila Rohingya nel 2017.

“E’ nell’interesse del ASEAN mantenere le linee di comunicazione aperte con il Tatmadaw fino a che mantiene il potere, se non altro che per usare questi canali per chiedere all’esercito di tornare nelle baracche il più rapidamente possibile”

Il rischio di parlare con la giunta comunque è di “legittimare proprio quel golpe che fa nascere questi rischi”

Taggato su: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole