Bolle turistiche e corridoi per ravvivare l’industria del turismo thai

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Un importante hotel di Bangkok sta ammodernando le stanze, il ristorante e le sale per soddisfare i nuovi standard di igiene e sicurezza nel prepararsi ad accogliere i primi gruppi di clienti regolari ad agosto, gli equipaggi dei voli internazionali stranieri.

“Ora è una priorità che comprende la pulizia completa dei ventilatori e dei sistemi di aria condizionata” dice Marisa Sukosol, vice presidente della catena alberghiera Sukosol che possiede cinque strutture nella capitale e a Pattaya, una località di mare vicino la capitale. “Abbiamo un mercato fedele come gli equipaggi coreani e abbiamo bisogno di essere pronti per loro”

bolle turistiche
https://blog.aci.aero/airports-of-thailand-enabling-regional-connectivity/

Il governo incoraggia i preparativi dopo aver caldeggiato “ le bolle turistiche ” tra Bangkok e le città asiatiche scelte per ravvivare l’industria del viaggio colpita a fondo dalla pandemia.

I paesi inclusi nella lista emergente per questi ponti aerei sono Cina, Giappone, Corea del Sud e Vietnam, paesi che hanno contenuto bene la diffusione del COVID-19 proprio come la Thailandia.

Il ministro del turismo Phiphat Ratchakitprakarn ha fatto capire che il tappeto rosso sarà prima disteso per i viaggi di affari ed i pazienti che arrivano per viaggi di salute quando gli aeroporti riapriranno a luglio per i viaggi internazionali. Il piano è di limitare gli arrivi di turisti stranieri ad un migliaio al giorno, anche se resta irrisolta la questione spinosa ma di salvaguardia di imporre i 14 giorni di quarantena ai nuovi arrivi.

Gli osservatori esperti dell’industria del viaggio dicono che “i corridoi di viaggio” o anche le bolle turistiche, che anche altri paesi asiatici provano a perseguire come Cina, Giappone, Singapore, Corea del Sud e Vietnam, hanno posto il problema della fiducia reciproca nei colloqui attuali.

“Alcune discussioni sono bilaterali mentre altre cercano accordi multilaterali” dice Mario Hardy della Pacific Asia Travel Association, rete dell’industria a Bangkok.

“Istituire un corridoio od una bolla è complesso e richiede un alto livello di fiducia e coordinamento tra le autorità sanitarie” aggiunge. “Questo richiede una serie di controlli vari sanitari da implementare al controllo alla frontiera”.

Non sorprende che questo spostamento verso le bolle turistiche porta all’attenzione le preoccupazioni di privacy e di protezione dei dati in una regione dove abbondano governi autoritari o sostenuti da militari, come il regime thailandese. I governi occidentali hanno un occhio vigile alle “salvaguardie applicabili di protezione della privacy” per le persone nel nuovo ambiente.

“Sia che si tratti di una bolla turistica o dopo la riapertura completa dei viaggi, raccogliere addizioni informazioni del viaggiatore sui loro movimenti, contatti e status sanitario fa sorgere questioni delicate” dice un diplomatico occidentale di stanza a Bangkok. “Una volta individuata un’infezione le persone colpite ed i loro contatti dovranno rinunciare al loro anonimato comprese informazioni molto sensibili sul loro status sanitario”

L’Ente Turistico Thailandese, TAT, ha presentato il proprio modo di vincere la fiducia degli arrivi: ridefinire la seconda economia maggiore del Sudestasiatico come destinazione turistica fidata. Ed a questo fine sostiene un sistema di certificazione sanitaria che il governo ha creato per hotel e ristoranti come un “mezzo per costruire la fiducia”.

La Thailandia ha allentato le restrizioni nel paese alla luce del successo di contenere la diffusione del COVID-19. Ma questa settimana il governo permetterà agli hotel di aprire del tutto, ai ristoranti di vendere alcol e agli organizzatori di ospitare seminari ed incontri privati e governativi. Questo si aggiunge ad una lista di posti pubblici già aperti che vanno dai centri commerciali ai parchi pubblici alle attrazioni turistiche e alle spiagge.

Le autorità sanitarie pubbliche sottolineano l’assenza di nuovi casi di trasmissione locale del virus da quasi tre settimane. La Thailandia ha riportato 3135 infezioni e 58 morti dall’inizio della pandemia. Eppure il governo vuole che si indossino le mascherine in pubblico e si mantenga la distanza sociale.

Il virus ha dato un colpo molto duro ad un settore che è diventato per il paese un motore economico fondamentale e che segna il 20% del PIL. Ad aprile e maggio la Thailandia non ha visto arrivi turistici, una cosa che non ha precedenti. Di conseguenza Phiphat stima che il settore turistico perderà oltre 57 miliardi di dollari nel 2020 a causa della interruzione dei viaggi stranieri.

Di contro, nell’anno da record del 2019, la Thailandia attrasse quasi 40 milioni di vacanzieri stranieri confermandosi come paese maggiore nel turismo di massa nel Sudestasiatico. Gli arrivi più numerosi erano dalla Cina con 11 milioni di visitatori, mentre gli altri dieci maggiori arrivi sono Malesia, Giappone, Russia, Corea ed India.

Ma la Thailandia non potrà stabilire delle “bolle turistiche” per tutti questi paesi, dicono gli analisti.

“I grandi mercati di turisti come India e Russia lottano ancora a contenere il virus ed è improbabile vedere presto viaggiatori da questi paesi” dice Imtiaz Muqbil di Travel Impact Newswire che è specializzato nel settore turistico della regjone.

“I cosiddetti turisti di qualità, quelli che spendono molto provenienti dal Medio Oriente e che erano importanti mercati per il turismo thai, vedono anche una recessione a causa della caduta del prezzo del petrolio e delle loro economie”

In modo simile piani di espansione del turismo si trovano di fronte a venti contrari derivati dal futuro destino che la Thai Airways indebitata fino al collo. La compagnia nazionale thailandese dovrà subire una ristrutturazione sotto l’egida dei tribunali fallimentari.

MARWAAN MACAN-MARKAR, NAR

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