BRN attacca le speranze thai per una tregua nella quaresima buddista

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I negoziatori thai hanno proposto una audace tregua nella quaresima buddista senza però volersi impegnare a firmare alcun documento

All’indomani del successo che ebbe cessate il fuoco del Ramadan, c’era dell’ottimismo tra le autorità thai sulle prospettive future, dal momento che sia le forze del governo e che quelle ribelli musulmani del BRN si erano astenute da azioni violente per tutto il mese santo del Ramadan nell’intero meridione thai.

attacco alle speranze di una tregua nella quaresima buddista
Sumeth Panpetch/AP Photo

Quel cessate il fuoco di 40 giorni, a cui avevano aderito entrambe le parti ai colloqui di pace di Aprile in Malesia, durò per tutto aprile fino a metà maggio e coprì il giorno del Visakha Bucha, la festività più importante per la maggioranza buddista thai, come gesto di buona volontà.

Alcuni videro in questo gesto di buona volontà un punto di svolta per un gruppo separatista che da 20 anni vede le iniziative di pace aprirsi e chiudersi. Il gesto andava oltre le solite misure di costruzione della fiducia di cui si era discusso al tavolo del negoziato.

Quell’ottimismo dei rappresentanti thailandese è stato sfortunatamente di breve vita, perché dopo due mesi dalla fine del cessate il fuoco, la dura realtà si è presentata con forza con un attacco dei combattenti del BRN contro un posto della polizia marittima a Tak Bai, lungo il fiume che separa la Thailandia dalla Malesia.

Non fu il tipico attacco del BRN, fronte nazionale rivoluzionario, fatto di esplosivi improvvisati attivati lungo la strada seguito da scontri a fuoco che durano 3 minuti.

Questa volta i separatisti volevano che si sentisse l’attacco ad entrambi i lati della frontiera. L’intenso scontro a fuoco andò avanti per 15 minuti e si udivano colpi di arma da fuoco anche un’ora dopo dall’inizio.

Poi la scorsa settimana tra il martedì e il mercoledì sono stati fatti attacchi simultanei con incendi e bombe in 17 minimarket localizzati per lo più nelle stazioni di benzina del profondo meridione.

Anche in questo caso come a Tak Bai i militanti hanno evitato di uccidere facendo evacuare la gente del minimarket prima di iniziare a sparare. Comunque un lavoratore di un 7elevent a Narathiwat è morto per essere rimasto intrappolato nell’incendio del minimarket dopo che i militanti lo avevano dato alle fiamme.

Come pratica consueta per il gruppo separatista, il BRN, un’organizzazione fortemente segreta, non ha confermato o negato di aver fatto gli attacchi per la politica di non commentare o rivendicare operazioni o incidenti specifici.

Una delle ragioni è che il BRN non ha un rappresentante pubblico identificabile come corpo politico né un partito come l’IRA irlandese lo aveva nel Sinn Fein. Il BRN ha dei negoziatori che lo rappresentano ma il movimento non ha una propria ala politica che ha rapporti con la popolazione e i membri della comunità internazionale.

Gli osservatori che hanno relazioni di lavoro con militanti del BRN hanno detto che i combattenti fremevano di lanciare un attacco ma si erano trattenuti per via dei colloqui del cessate il fuoco.

Inoltre i militanti del BRN sono ancora irritati verso l’esercito thai che aveva denigrato il cessate il fuoco unilaterale del BRN annunciato nel 2020 durante l’epidemia COVID19. Quello fu un gesto umanitario in linea da quanto richiesto dal segretario ONU Guterres per permettere ai sanitari di portare aiuto alla popolazione senza la paura di rimanere intrappolati in scontri a fuoco in un momento in cui l’epidemia era acuta nelle regioni di frontiera del meridione thai.

Ed i militari Thai fecero ancora peggio oltre a denigrare quel gesto definendolo insignificante ed ignorando anche le richieste di tanti che chiedevano di ritirarsi, quando lanciarono attacchi pesanti contro i combattenti del BRN perché la legge era dalla loro parte.

In quell’anno tra la dichiarazione unilaterale del cessate il fuoco per la pandemia e l’inizio del Ramadan di quest’anno ad aprile, le forze di sicurezza thai uccisero 64 combattenti del BRN prendendone più di uno alla volta nella calma asimmetrica nei remoti villaggi del meridione thai.

I combattenti mantennero un basso profilo ed ubbidirono agli ordini dei loro comandanti a tratteneri durante la pausa unilaterale nelle operazioni.

Gli abitanti dei villaggi credevano che informatori mandavano notizie alle autorità in cambio di premi. Una preoccupazione per le autorità fu che in quella calma ci fu solo una persona che si arrese. Il resto combatté fino alla morte anche se le possibilità di scappare e sfuggire alla morte erano quasi nulle.

Inoltre i dirigenti del BRN sentivano che i loro negoziatori si trovavano troppo a proprio agio con le controparti thai. Indicavano l’audacità dei thai nel chiedere il cessate il fuoco solo quando serviva ai loro interessi politici.

Ad un incontro di livello tecnico di giugno 2022, la Thailandia decise di sfidare la fortuna chiedendo un altro cessate il fuoco che doveva durare per altri tre mesi e coprire il periodo della quaresima buddista che in Thailandia finisce il 10 ottobre.

I rappresentanti politici del BRN hanno sorpreso tutti quando sono riusciti a persuadere l’ala militare ad accettare. Di nuovo hanno dato ai thai più di quanto chiedevano; il BRN aggiunse un altro mese al cessate il fuoco richiesto estendendolo fino alla fine di novembre 2022.

Ma il BRN pose la condizione che il capo negoziatore Thai doveva firmare i Principi Generali del Processo del dialogo di pace con cui si fissavano i termini dei negoziati futuri.

I Thai non discutevano il contenuto in cui si stipula anche che le parti devono accettare di negoziare secondo la costituzione thai e che si devono accettare i principi sottostanti allo Stato Unitario della Thailandia.

Una delle tradizioni di lungo corso del governo thai è di non firmare nulla forse per paura che la firma di un documento accresce in modo non necessario la legittimazione del BRN irrigidendo così anche l’ala dura dello stato thai.

Da parte loro i dirigenti del BRN dicevano che una firma del capo negoziatore thai migliorerebbe la loro accettazione e legittimità come organizzazione.

Nel frattempo sembra esserci un qualche disaccordo tra i negoziatori del BRN, la guida politica del gruppo e i combattenti sul terreno.

I combattenti di base credono che i loro dirigenti debbano esplorare altre strade per generare accettazione e legittimità. I combattenti non amano i Principi Generali a causa delle affermazioni sulla costituzione e sulla natura unitaria dello stato thai. Nel primo articolo della costituzione si stipula che il regno è inseparabile.

I capi del BRN hanno ribadito che l’obiettivo politico dell’indipendenza per il popolo di Patani che è un valore sacro non è cambiato.

“Legittimità e accettazione dipenderanno se il BRN sarà all’altezza degli impegni che ha preso o pensato di fare con i membri della Comunità Internazionale. Dipende anche dalle loro azioni sul campo” ha detto Artef Sohko che dirige il gruppo The Patani che sostiene il diritto all’autodeterminazione per la popolazione della zona storicamente contesa.

I capi del BRN hanno espresso il desiderio di comprendere meglio le norme internazionali e i principi umanitari.

Secondo Artef Sohko, il governo thai e il facilitatore malese Abdul Rahim Noor devono mostrare di apprezzare e salutare questo desiderio perché migliora le condizioni nelle zone di conflitto.

Nel commentare l’atmosfera amara negli ultimi colloqui di pace a Kuala Lumpur, Artef Sohko sostiene che “E’ una buona cosa che i negoziatori del BRN prendano le distanze da quelli thai, perché la controparte thai era sempre più a proprio agio”.

Artef ha sottolineato così l’audacità dei negoziatori thai nel richiedere una tregua nella quaresima buddista di 108 giorni quando ignorano anche l’attitudine da Tutto O Niente delle forze di sicurezza thai nel teatro delle operazioni.

I Thai ignorano per convenienza, secondo Artef Sohko, che i combattenti del BRN sul campo hanno eseguito con riluttanza le istruzioni del cessate il fuoco del Ramadan. Non volevano umiliare i propri negoziatori e fu per questo che hanno accettato e si sono trattenuti per l’intero mese del Ramadan.

Don Pathan, Benarnews

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