BRN thailandese e lo scotto di voler trovare una posizione internazionale

BRN thailandese

Dopo 17 anni di combattimenti che hanno preso la vita ad oltre 7000 persone, la deposizione delle armi non sarebbe stata una cosa semplice per il BRN thailandese, il movimento storico separatista che controlla virtualmente i militanti sul terreno del conflitto meridionale.

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Gli sforzi di allentare le tensioni sono sempre stati presi di mira dagli assalti continui dell’esercito thai con i suoi generali che ogni volta erano intenti a “dare loro una lezione”, secondo una fonte militare.

Ma dopo anni di essere rimasti nell’ombra, una delle pochissime insorgenze senza nome e volto al mondo, il BRN Thailandese comincia a venire allo scoperto, sforzandosi di rivolgersi alla comunità internazionale e di sollevare il proprio profilo pubblico con iniziative che vincono la simpatia e talvolta gli elogi.

Resta la domanda se queste mosse siano un percorso verso la pace. I grandi generali thai non furono proprio felici quando il BRN firmò a gennaio un “atto di impegno” con Geneva Call, una ONG che promuove le regole di guerra con agenti non statali nel mondo.

BRN Thailandese ha promesso con questo atto di accrescere la protezione dei bambini nel conflitto secondo la legge umanitaria e la norma internazionale. I gruppi dei diritti in precedenza criticarono certi attacchi del BRN thailandese che aveva ucciso e ferito civili.

Con un passo più importante a livello internazionale, il BRN diede ascolto al segretario dell’ONU affinché ci fosse una pausa nei conflitti armati nel mondo in uno sforzo umanitario di impedire la diffusione del COVID-19, implementando di fatto il primo cessate il fuoco unilaterale da quando è scoppiato il conflitto nel 2004.

Queste iniziative hanno conquistato complimenti internazionali per il BRN thailandese e scosso molti generali thailandesi alcuni dei quali hanno attaccato il Pannello del Dialogo di Pace, a cui partecipano vari rappresentanti di agenzie e ministeri, per non aver fatto abbastanza per contenere il BRN.

I colloqui segreti hanno portato dei frutti, per quanto essi siano a rischio di collasso dopo alcuni recenti incidenti da entrambe le parti. Stando a fonti governative, alcuni generali pensano di fare pressioni sul governo, guidato dal generale golpista Prayuth Chanocha, affinché inserisca nel pannello del governo soldati ancor più rigidi.

L’attuale capo dell’esercito generale Apirat Kongsompong non ha mai amato l’idea di parlare al BRN perché sente di dare così al gruppo una legittimità infondata.

Da sempre i militari categorizzano come disturbi piuttosto che insorgenza la violenza nella regione meridionale di lingua malay che comprende le province di Yala, Narathiwat e Pattani.

Inquadrando il conflitto come una questione di legge ed ordine e definendo i ribelli come banditi che infrangono le leggi, i generali rigettano ogni internazionalizzazione del conflitto, comprese la richiesta di mediazione di gruppi esterni che hanno aiutato a risolvere altri conflitti armati.

Mentre i grandi generali rigettano le ultime azioni del BRN thailandese per ingaggiare la comunità mondiale, i militari operativi la pensano differentemente. Molti nelle forze di sicurezza vorrebbero vedere un’estensione del BRN del cessate il fuoco oltre la pandemia che sta rientrando mentre il paese torna alla normalità dopo la chiusura.

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La fine della pandemia e della legge di emergenza potrebbero vedere il ritorno di proteste antigovernative e contro i militari che stavano crescendo e persero forza per lo scoppio della pandemia. Un cessate il fuoco darebbe ai militari più spazio e truppe per affrontare ogni importante azione per le strade di Bangkok.

Certamente la decisione di firmare l’accordo con Geneva Call e dichiarare un cessate il fuoco unilaterale non serviva solo ad uso pubblico. Piuttosto era uno sforzo dell’ala politica del BRN per mostrare al gruppo degli anziani e dei militanti che i negoziatori potevano accrescere la posizione internazionale del gruppo.

La potente ala militare del BRN non era favorevole con l’idea di fare dei negoziati diretti con lo stato finché non fossero state esaudite alcune condizioni, tra le quali il rilascio di tutti i detenuti dell’insorgenza nelle prigioni thai ed un riconoscimento formale del parlamento che i colloqui fanno parte della agenda nazionale del governo.

I negoziatori del gruppo insorgente sono ancora molto lontani dal divenire un’ala politica seria e solida secondo molti critici. Ma alla fine l’ala militare del BRN e la sua direzione segreta decisero di permettere ai negoziatori di incontrare la controparte governativa in una serie di colloqui segreti, sebbene si sappia che essi abbiano un mandato molto preciso.

L’ultimo incontro di questi colloqui si tenne a Berlino a novembre 2019 durante il quale si produsse un Temine di Riferimento, ToR, come base per futuri colloqui. Il documento non firmato identificava Thailandia e BRN come le sole due parti che possono decidere chi sarà il facilitatore e il mediatore dei colloqui.

Il documento non citava la Malesia che era stata chiaramente tenuta all’oscuro dei colloqui fino a quando non fuoriuscirono le notizie ai media. La Malesia che condivide il confine con l’area del conflitto e che nel passato ha permesso agli insorti di rifugiarsi, è stato il paese ospitante dei precedenti colloqui.

Per evitare di irretire la Malesia, che è importante per una risoluzione del conflitto, le parti hanno messo su un incontro di gennaio a Kuala Lumpur tra i negoziatori del BRN e i rappresentanti thai, seguito da una conferenza stampa che esaltava la facilitazione malese.

Allo stesso tempo, i militari thai hanno dimostrato che la nuova spinta del BRN alla legittimazione e ad un riconoscimento internazionale ha un costo. A febbraio le forze di sicurezza lanciarono un pattugliamento di riconoscimento di lungo raggio per sradicare e sconfiggere le celle del BRN ai piedi di una montagna della provincia di Narathiwat che uccise cinque militanti.

L’operazione di ricerca e annientamento poi si spostò sulle zone umide di Ta Se a Yala agli inizi di marzo con al morte di altri quattro militanti e di un soldato governativo.

L’insorgenza rispose ai colpi continui a Ta Se, fatti con elicotteri armati, battelli a ventilatore e pattuglie a piedi, con una autobomba posta di fronte al Centro amministrativo provinciale SBPAC che fece 25 feriti.

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Due settimane dopo l’autobomba del SBPAC, dopo lunghe consultazioni con i militanti sul terreno, il BRN dichiarò un cessate il fuoco unilaterale il 3 aprile e invitò i residenti a lavorare con le strutture sanitarie locali contro la diffusione del COVID-19, dopo che fu scoperto tra i malay musulmani un focolaio di infezioni tra chi era tornato dal pellegrinaggio in Malesia, colpita più duramente della vicina Thailandia dalla pandemia.

Ma i duri dei militari ruppero la cessazione delle ostilità il 29 aprile quando un piccolo gruppo di operativi del BRN thailandese provò a passare attraverso un’unità della sicurezza a Nong Chik a Pattani.

Una fonte dell’insorgenza ha detto che la cella si ritirava secondo le istruzioni di evitare scontri a fuoco. Un altro tentativo fu fatto la sera successiva ma i ribelli si trovarono intrappolati in un forte scontro a fuoco con le forze di sicurezza che portano alla morte di tre combattenti.

Il BRN emise un comunicato che condannava “con forza le azioni del governo reale thai che non rispettava le durezze che la gente di Patani sopportava per la crisi del COVID-19, mostrando che il governo reale thai non ha cura dei bisogni umanitari della gente di Patani”.

Osservatori vari dissero che la dichiarazione del BRN era diretta ai propri militanti invitandoli a restare sul percorso conciliatorio disegnato dal cessate il fuoco unilaterale. L’esercito thai rimase indifferente alla dichiarazione del BRN definendo la violenza come la solita infrazione della legge e dell’ordine.

Tre giorni dopo uomini armati su moto raggiunsero due ranger paramilitari nel distretto Sai Buri di Pattani iniziando a sparare da vicino ed uccidendoli entrambi. I dirigenti del BRN rimasero in silenzio sull’assalto letale e non è chiaro se essi diedero il consenso su quello che apparve come un atto di rappresaglia.

I media locali ed il governo immediatamente indicarono che i due ranger tornavano alla base dalle attività del COVID-19 tenuti in un villaggio del distretto. I ranger sono spesso chiamati per fornire la sicurezza nelle strutture sanitarie e rappresentanti provinciali.

Se il BRN thailandese avesse ammesso di aver dato l’ordine, allora si sarebbe potuto assumere che la loro promessa di fermare le ostilità durante la pandemia era giunta alla fine.

I capi comunità che spesso agiscono da intermediari tra ribelli del BRN e agenzie della sicurezza riconoscono che il tentativo del BRN di assumere una posizione più di alto profilo morale attraverso un ingaggio internazionale sarà duro da mantenere di fronte alle provocazioni costanti e percepite dei militari thailandesi.

Alcuni dicono che il BRN tornerà nell’oscurità finché non si crei un ambiente di negoziato che contribuisca meglio ad un accordo.

Nel passato il BRN si consolava nel non essere mai obbligato a confermare o negare il suo ruolo negli scontri violenti. Ma con i suoi recenti impegni sarà duro tornare del tutto nell’oscurità.

Don Pathan Asiatimes