Caffè, cultura e sviluppo sostenibile nel Sud Est Asiatico

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Uno dei più importanti prodotti agricoli commerciati al mondo è il caffè la cui produzione si concentra nei paesi in via di sviluppo ed il cui consumo ha luogo per lo più nei paesi sviluppati e nelle economie emergenti.

caffè barako filippino
https://caffeinebrothers.co/production-coffee-philippines/

Vietnam ed Indonesia sono due paesi del Sud Est Asiatico tra i cinque maggiori produttori di caffè al mondo. Ma il caffè è anche una fonte importante di guadagno per il Laos che nel 2021 ha incassato 72,5 milioni di dollari, 0,5% del suo PIL.

Secondo un rapporto del UNCTAD, conferenza su commercio e sviluppo dell’ONU del 2020, oltre 20mila famiglie di piccoli agricoltori laotiani sopravvivono sulla vendita di chicchi di caffè, mentre sono circa 300mila, il 6% della forza lavoro, le persone che lavorano nell’industria del caffè.

I coltivatori di caffè nei paesi in via di sviluppo sono per lo più piccoli coltivatori che ricevono prezzi bassi per i loro prodotti. L’industria della torrefazione ed i commercianti internazionali di contro dominano la catena di produzione globale del caffè e catturano una parte importante dei profitti che non arrivano ai contadini.

C’erano state collaborazioni internazionali precedenti per far salire e stabilizzare i prezzi del caffè come il più noto ICA, accordo internazionale del Caffé del 1962. Questo regime ICA crollò però nel 1989 per mancanza di sostegno dai paesi membri, ed i prezzi internazionali si fecero molto più volatili e crebbe la concentrazione del mercato che spostò il mercato a favore dei grandi.

In risposta a questa volatilità dei prezzi sorsero alcune iniziative non governative che mirano a sostenere la vita dei contadini e la sostenibilità ambientale istituendo degli standard di produzione socio-ambientale in cambio di prezzi superiori.

Un esempio è Fairtrade International, un programma di marchio di sostenibilità transnazionale con il simbolo di Fairtrade, i cui prodotti sono di solito venduti a prezzi maggiori perché si garantisce al piccolo produttore un prezzo minimo per il loro raccolto che li protegge da eventuali improvvisi crolli di prezzo. Inoltre i contadini hanno il beneficio di un pagamento extra sul prezzo di vendita da spendere a scopi di beneficenza, pagati alle loro cooperative.

Molti coltivatori di Fairtrade hanno anche certificazioni che assicurano la produzione sostenibile per l’ambiente. In Indonesia ci sono 25 cooperative certificate Fairtrade ed il 98% di loro hanno la certificazione biologica. Avere le certificazioni di biologico ed organico accresce le opportunità di mercato per i coltivatori permettendo loro di prendere prezzi maggiori da consumatori che vogliono pagare di più per un caffè sostenibile.

Gli importatori di caffè possono forgiare una fiducia e relazioni di lungo termine con i produttori per eliminare il bisogno di certificazioni di terze parti che sono costose. La Jhai Coffee Farmers Cooperative laotiana vende in particolare caffè ad un impresa giapponese ATJ dal 2010. Invece di chiedere le certificazioni per il biologico e il Fairtrade ATJ ha inviato 35 persone a lavorare con i contadini ed ad ispezionare il processo produttivo. ATJ dà anche altri pagamenti al fondo del villaggio come il Premium Fairtrade.

In linea con le tendenze globali molti cittadini della regione si godono caffè particolari di alta qualità e un consumo di ambiente da caffetteria. L’industria del caffè speciale in Thailandia iniziò due decenni fa e ci si attende che cresca rapidamente nei prossimi anni. E tendenze analoghe le si possono rintracciare negli altri paesi della regione.

Nella cosmopolita Singapore, o Giacarta, Bangkok, Kuala Lumpur, Ho Chi Minh e Manila, fioriscono insieme alle catene internazionali di caffè anche le catene nazionali indipendenti.

Queste ultime catene della regione talvolta si distinguono dalle catene internazionali vendendo caffè tradizionale come il vietnamita cafe sua da ed il caffè mischiato con yogurth o tuorlo di uova, kopi tubruk, kafae boran in Thailandia ed il barako filippino.

Molti caffè sono diventati luoghi di ritrovo per giovani con decorazioni dedicate a loro o a consumatori da selfie o da Instagram. I caffè che si trovano vicino ai fiumi o nelle campagne attorno a Bangkok vedono enormi arrivi di turisti nazionali e stranieri che cercano una siesta negli ambienti naturali, particolarmente dopo l’allentamento delle restrizioni della pandemia.

Bevande particolari e l’ambiente giusto permettono a questi caffè prezzi alquanto maggiori ma questo però non si traduce necessariamente in profitto per i coltivatori né in sostenibilità della produzione.

Nonostante l’alto potenziale di crescita per il settore del caffè biologico e di commercio equo e solidale nel Sud Est Asiatico, i costi di certificazione restano alquanto alti per i piccoli gruppi di coltivatori di caffè, molti dei quali hanno difficoltà con le scartoffie ed a soddisfare standard maggiori di produzione.

Governi e ONG possono aiutare i nuovi gruppi di produttori sostenendo i costi della certificazione biologica e di commercio equo e solidale finché questi gruppi non diventino autosufficienti. Inoltre l’ASEAN potrebbe incoraggiare maggior commercio interno di caffè che darebbe benefici sia ai paesi consumatori che produttori.

Dal momento che molti consumatori della regione già sono disposti a pagare prezzi più alti per un prodotto particolare e l’ambiente delle caffetterie, potrebbero anche pensare a sostenere caffè impegnati ad acquistare caffè regionale e locale prodotto in modo sostenibile, pagandolo in modo equo.

I consumatori possono fare decisioni di acquisto e mostrare solidarietà ai produttori di caffè sostenibile.

Prapimphan Chiengkul, the fulcrum

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