Il califfato islamico continua ad essere l’ ossessione di Marawi

Dopo neanche un’ora dal mio arrivo a Marawi ricevetti un messaggio di testo infausto. Un amico che i militanti stavano per attaccare il campus dell’Università di Stato di Mindanao, dove per caso mi trovavo, per un altro colpo per stabilire una provincia del califfato islamico, un wilayah.

ossessione di Marawi

Mostrai il messaggio a Saddam Marohomsalic Omar, uno studente di comunicazione presso l’Università che intervistato in quel momento. Scosse le spalle dicendo “Niente di nuovo” ed aggiunse che di tali dicerie ne giravano tante e velocemente da quando l’esercito arrestò l’ultimo dei militanti.

L’ultima che sentì era di un giovane stella crescente del temuto gruppo Maute visto pregare una mattina nella moschea dell’Università.

Il gruppo Maute formatosi nel 2013 ad opera dei fratelli Omarkhayam e Abdullah Maute fu responsabile per la battaglia di Marawi a maggio, entrambi uccisi negli scontri.

Saddam mi assicurò che erano tutte dicerie. Eppure c’era un senso di disagio. C’è la sensazione qui che ad un dato momento scoppierà un conflitto e decimato la parte di Marawi rimasta ancora in piedi.

La gente di qui dice che il conflitto di cinque mesi era un conflitto per il territorio che per l’ideologia. Sebbene i militari abbiano dichiarato la vittoria sui militanti il 23 ottobre pochi credono che la guerra sia finita.

Nessuno nelle Filippine deve ignorare il fatto che il jihadismo salafita, l’ideologia che sostiene l’estremismo violento, possa stare qui e restarci.” dice Sidney Jones di IPAC di Giacarta.

Senza leader ma per poco

Le forze di sicurezza tagliarono la testa alle fazioni che invasero Marawi. Ma come l’Idra si propongono nuove teste per mantenere il resto del corpo vivo.

I militari hanno individuato Amin Baco, indonesiano, nuovo emiro del IS che sostituisce Isnilon Hapilon, ucciso proprio quando la battaglia di Marawi si avvicinava alla sua fine.

Secondo Sidney Jones Baco si trova troppo in basso nella scala per assumere un tale ruolo.

“Non ha conoscenze religiose. Non c’è modo che questo tipo sia accettato come emiro da tanti altri con cui era”.

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Nella lista di Sidney Jones ci sono altri nomi. In cima alla sua lista ci sono due indonesiani, Abu Walid e Bahrumsyah.

Abu Walid ha delle credenziali religiose, mentre Bahrumsyah ha “la più grande autorità militare”.

Abu Walid ha fatto parte del gruppo islamico indonesiani Kompak. Lo scorso anno apparve in un video che invitava tutti i possibili combattenti nelle Filippine, se non ce la facevano ad andare in Siria a combattere con IS.

Bahrumsyah organizzò la prima manifestazione in favore del IS a marzo 2014 e se ne andò in Siria due mesi dopo. Divenne il comandante di katibah Susantara, l’unità del IS del sudest asiatico, quello stesso anno. Si disse che stava tornando nella regione dopo il collasso del IS in Raqqa.

I militanti nuotano in uno stagno fertile. Il commercio delle droghe e delle armi restano rampanti nella Mindanao musulmana fornendo risorse per disegni eversivi nelle aree urbane nell’isola meridionale filippina distrutta dall’insorgenza.

Economie oscure” continueranno ad alimentare l’estremismo violento, ha detto Francisco Lara di International Alert della Banca Mondiale. Ha detto che il gruppo Maute non avrebbe mai potuto mobilitare 1000 combattenti e assediare Marawi se non fosse stato per il denaro della droga e delle estorsioni e i soldi dei rapimenti ricevuti dalle famiglie delle vittime.

“Ci sono indicazioni che la scala delle operazioni non sarebbe stata quella se queste risorse non fossero state alla portata” disse.

Le forze di sicurezza, nell’aprirsi la strada nelle aree controllate dai militanti a giugno, sequestrarono 11 chili di metanfetamina di un valore stimato di quasi 4 milioni di euro.

Lara ha detto che le economie oscure alimentate dalla droga continuano a vivere nonostante la repressione sul commercio della droga di Duterte.

Riunione

I militanti hanno già cominciato a raggrupparsi di nuovo e reclutare nei luoghi in cui sono scappati dopo la sconfitta di Marawi.

Il colonnello Arevalo dice che “i video di reclutamento” soo già comparsi su Facebook.

Secondo Sidney Jones la base per il reclutamento è vasta.

“I militanti uccisi hanno figli, giovani familiari. Chi li identifica? Si hanno i figli di 800 terroristi uccisi a Marawi potenziali candidati combattenti ISIS”

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Nikki de La Rosa di International Alert dice che la battaglia di Marawi è stata un faro per molti giovani.

“Ci sono giovani che sono ancora influenzati dall’ideologia dei Maute oppure la trovano legittima in termini delle questioni di ogni gorno che affrontano. Discriminazione. Alcuni sono laureati delle università ma non possono ancora trovare lavoro. E’ una sensazione di ingiustizia.”

Dice che Marawi “sarà la cartina al tornasole per gli eventi futuri che accadranno a Mindanao. Un presagio di nuovi generi di violenza che accadranno in altre aree”

Nathan Sales, coordinatore del dipartimento di stato USA per il antiterrorismo, sottolinea che il problema si estende al di là dei confini filippini.

“Mentre giustamente celebriamo la caduta della roccaforte IS a Marawi, dobbiamo essere attenti al fatto che molti combattenti sconfitti lì proveranno a continuare la jihad da altre parti”

La lunga attesa

Ma per ora, i militanti non mirano a qualcosa così preziosa come una provincia.

Sidney Jones dice:

“Non credo che per un po’ vedremo qualcosa. C’è stato un periodo di ritrovo. Non credo ci sia la probabilità che possa essere presa un’altra città”

Lei dice che la confluenza di vari fattori visti a Marawi, indottrinamento, finanziamenti, controllo del territorio e dei combattenti in un momento in cui IS era ancora ben centrato come punto focale non possono ritrovarsi in altre parti di Mindanao.

“Ecco perché è più probabile vedere degli attacchi con bombe giusto per dire che siamo ancora qui”

Si dice che clan rivali diedero le informazioni che hanno portato all’arresto della moglie indonesiana di Omarkayam Maute.

La professoressa Sorhaila Latip Yusoph, che insegna comunicazione all’università di stato di Mindanao, dentro Marawi, dice che il risentimento tra chi ha perso tutto cresce.

Ho paura che se questo governo non ricompenserà in modo giusto chi ha perso tantissimo, questo potrebbe essere l’inizio di molte cose qui

Raul Dancel, TheStraits Time