CAMBOGIA: Agente Arancio, una pesante eredità anche della Cambogia

Provincia di Lompong Cham, Cambogia. La “Brina gialla” suscitò ben poco interesse quando giunse e pochi avrebbero potuto immaginare cosa sarebbe stato. L’aeroplano con incarichi segreti volava sulla frontiera cambogiana nella protezione dell’oscurità ad un’altitudine tale che gli abitanti non sapevano nulla. Non fino alla mattina perché allora la prova del visitatore d’altura era chiara tutto intorno, in quella lucentezza gialla simile alla brina che copriva alberi e vegetazione in quella porzione orientale della provincia di Kampong Cham.

Gli abitanti di Memot e del distretto di Krek ricordavano di recente come in varie occasioni alla fine degli anni 60 la nebbia della mattina si levava dai loro villaggi per mostrare le macchie gialle sulle foglie degli alberi da frutta, sugli orti e sulle estese piantagioni di cauciù della provincia. I cittadini continuavano la propria vita lavando il defoliante Agente Arancio dallla frutta e dalla verdura che mangiavano o che vendevano al mercato.

Così Sareth, un uomo di sessantanni muscoloso dai capelli bianchi, insieme agli altri abitanti spiegava come i prodotti chimici impiegavano qualche giorno per avvizzire e distruggere le ffoglie e gli alberi. Ma la frutta andava bene, diceva Sareth con una certa confidenza e un po’ di sfida. “la frutta non era colpita. La mangiavamo.” Gli abitanti erano attenti a proteggere le fonti d’acqua dalle contaminazioni. “Dovevamo coprire i nostri pozzi ogni giorno. I prodotti rimanevano sugli alberi. Erano liquidi. Era come spruzzare l’acqua sull’albero e l’albero moriva. Come una nebbiolina gialla. Gli alberi di cocco si piegavano, gli alberi di mango perdevano le foglie. Quelli di caucciù anche loro perdevano le foglie. Ma dopo qualche anno ricrescevano.”

I 173 mila ettari di Kompong Cham che furono spruzzati nel periodo aprile maggio 1969 restano il caso meglio documentato di erbicidi tossici buttati sulla Cambogia neutrale. Ma Sareth diceva che non fu l’unico caso di defolianti caduti dal cielo su Memot. L’intera area fu spruzzat tre o quattr ovolte tra metà egli anni 60 e inizi degli anni 70. Vari vicini dicevano che tutti gli alberi attorno al villaggio erano stati colpiti dal defoliante.

Con l’uso della mano Sareth descriveva come gli alberi di cocco si piegavano lungo il loro tronco. Alcuni alberi sono sopravvissuti e nella giungla vicina si possono ancora distinguere per il loro tronco strano. “La polvere era buttata di notte .. ci svegliavamo la mattina e la vedevamo. L’aereo volava alto e non lo sentivamo”.

Agente Arancio era il nome in codice di un erbicida dei militari americani per distruggere la copertura a foglie che era la mimetizzazione e protezione per le truppe comuniste che lottavano durante la guerra in Vietnam. Tra il 1961 e 1971 circa 76 milioni di litri di Agente Arancio furono usati nel Vietnam meridionale. Molto fu buttato nella pianura a densa giungla conosciuta come il sentiero di Ho Chi Minh, un dedalo di percorsi e strade lungo le quali rifornimenti e truppe comuniste giungevano dal Vietnam, passando per il Laos e la Cambogia orientale, nel teatro di guerra del Sud Vietnam.

Nel Vietnam l’Agente Arancio si è manifestato con orrende malformazioni di migliaia di bambini vietnamiti, aborti, e malattie e morti legate al cancro. Sebbene il governo americano rivendichi che non esista una relazione diretta che leghi l’agente arancio alla malattia, sono migliaia i veterani americani che ricevono pensioni per l’esposizione all’agente arancio. Ora dopo tre decenni dalla fine della guerra, un’organizzazione che rappresenta le vittime dell’Agente Arancio ha lanciato un procedimento penale contro la compagnia che ha prodotto il tossico erbicida. Anche Laos e Cambogia furono gli obiettivi dell’Agente arancio sebbene in misura molto minore, ma di contro si sa ben meno sui costi ambientali e umani dell’uso del defoliante in entrambe le nazioni.

Eng Leap muove il suo braccio in direzione della piantagione dietro la casa nel villaggio di Tameng. Era dove c’erano i suoi alberi da frutta: Mango, Jackfruit, cocco e durian, un chilometro dalla casa. Ora restano i crateri delle bombe e una foresta a sterpaglia, dice. Ma ben prima che gli alberi fossero polverizzati dalle bombe e bruciate dal napalm mentre la guerra del Vietnam mirava alla frontiera cambogiana gli alberi erano stati abbattuti dalla polvere gialla caduta dal cielo.

“Lo notavamo la mattina. Gli alberi con le foglie gialle. Ci preoccupava e durante la stagione delle piogge non potevamo bere l’acqua dei tetti. Avevamo paura del veleno. In quei giorni morivano tutti i vegetali. La gente aveva malattia della pelle e talvolta si infettava.” Quando gli alberi morivano i Viet Cong semplicemente si muovevano più all’interno della Cambogia, dice la donna. Nessuno tra Sareth e Eng Leap ricorda qualcosa di più sinistro delle foglie avvizzite e dell’acqua imbevibile e delle verdure dopo che pioveva la pioggia gialla.

In quei giorni la gente era tutta ammalata ed i dottori erano pochi e le cose peggiorarono quando la guerra del Vietnam si fece più dura, e poi i Khmer Rossi presero il potere e più persone furono uccise e le famiglie scomparse. Sareth diceva che non credeva che l’erbicida potesse fa ammalare le persone. Eng Lep diceva: “Non ne avevamo sentito parlare, né di qualcuno che si ammlava o che moriva. Sapevamo che morivano gli alberi.”

L’associazione delle vittime vietnamita, a nome delle donne e degli uomini che denunciano di aver sofferto seri problemi come risultato dell’esposizione all’agente arancio, ha lanciato la sua denuncia nelle corti americani federali di New York il 30 gennaio contro decine di compagnie americane che producevano il defoliante Agente Arancio comprese le giganti Dow Chemical Group, la Mondanto e Uniroyal. Almeno 4 milioni di persone sono state esposte dal 1961 e 1971 e le accuse sono di violazione della legge internazionale, crimini di guerra ed arricchimento ingiusto. Ricercano una compensazione finanziaria per le feriti personali, le morti di innocenti e i difetti alla nascita e il danno ambientale.

L’agente Arancio era una miscela di due composti conosciuti come acido 2,4-diclorofenossi acetico e 2,4,5- tricloro fenossi acetico, mescolato con kerosene o carburante diesel e disperso mediante aerei. Agiva come un regolatore della crescita inducendo malformazioni nelle piante a legno e a foglia larga causando perdita di colore e avvizzimento delle foglie. Un prodotto secondario della produzione era la diossina, un composto fortemente tossico che rimane nell’ambiente per decenni e può essere assorbito dall’uomo e dagli animali.

La prova documentaria nel procedimento afferma che l’opposizione all’uso dell’erbicida iniziò nel 1964 negli USA dove la federazione degli scienziati americani affermava che gli USA usavano la guerra come un pretesto per sperimentare la guerra biologica e chimica. Un anno dopo l’Istituto nazionale del Cancro americano commissionava uno studio sulla tossicità di alcuni erbicidi e pesticidi. Nel 1966 un rapporto preliminare indicava che quelli usati nell’agente arancio potevano causare nel topo nascite di figli malformati o morti. L’uso contso di erbicidi a scopo militare nel 1969 spinse l’ONU a introdurre una risoluzione che accusava gli USA di usare agenti chimici che potevano essere dannosi per l’uomo, gli animali e le piante.

Il professore Sy Samedy diceva: “In quel tempo c’era la guerra. Non si poteva andare in quell’area. Gli americani e i Vietcong” diceva mentre si muoveva tra il Khmer, l’inglese e il francese parlando a degli scienziati indipendenti che si sono recati in Cambogia. Quale effetto abbia avuto il defoliante sugli uomini a Kompong Cham non si sa. L’area della frontiera era irragiungibile man mano che la guerra si diffondeva verso la Cambogia ed i Khmer Rossi assumevano il controllo. Dopo la cacciata dei Khmer Rossi nel 1979, prese il sopravvento il compito immediato della sopravvivenza e della ricostruzione invece della ricerca sui danni del defoliante raccontava Sy Samedy.

Cambogia e Laos soffrirono molto meno del Vietnam all’esposizione ma il racconto di Samedy su una sua visita all’ospedale provinciale di Prey Veng fece sorgere qualche sospetto che i villaggi cambogiani della frontiera non sfuggirono completamente dal loro contatto con l’erbicida.

“Parlai ad un sacco di madri .. Non credevano. Non lo credevano che i loro figli erano nati con malformazioni, pensavano ad un risultato del loro karma.”. L’agente arancio fu spruzzato su tutto ciò che costituisce la dieta cambogiana e che attraverso cui la diossina poteva passare nel corpo umano.

Ma gli aneddoti non sono prove e non c’è prova che o cambogiani o i loro figli sono stati danneggiati dall’Agente Arancio, diceva My Samedy. Nell’agosto 1964 il ministro degli esteri dell’epoca Huot Sambath scrisse al segretario di stato Dean Rusk accusando gli USA di fare una guerra chimica con la defogliazione del territorio cambogiano. Il mese seguente il ministro scrisse al consiglio di sicurezza dell’ONU parlando dell’incidente secondo un rapporto di Andrew Wells Dang sul sito del Fund for Reconciliation and Development. Nel febbraio del 1965 ci furono più proteste per l diffusione della “polvere gialla” sul territorio cambogiano. Benché questi incidenti fossero sempre negati, il danno causato a Memot e Krek nel 1969 era così esteso con 23 700 ettari seriamente danneggiati che Washington inviò alcuni investigatori della segreteria di stato. Questi conclusero che il danno fu causato da “un diretto e deliberato” volo sulla piantagione con gli aerei che volavano a maggiore altitudine e di notte. Non c’erano prove che erano gli aerei americani a portare avanti l’attacco.

Nel dicembre del 1969 giunse un gruppo di indagine indipendente di scienziati americani che concludeva che la responsabilità era degli USA non delle forze aeree. Il sospettato principale era la CIA che forse operava attraverso operatori intermediari primari dell’agenzia come Air America. Sebbene non ammettesse mai la colpa, un analista legale del dipartimento di stato USA concludeva che “c’è una prova circostanziata e altre prove corroborativi da attribuire la responsabilità al governo degli stati uniti per la defoliazione diretta…. causata da attività delle forze o agenti del governo.” dice Wells Dang citando documenti secreti ora resi pubblici degli USA.

Wells Dang concludeva con la seguente osservazione: “Se il dipartimento di stato accettasse la responsabilità degli USA per Kompong Cham allora la responsabilità si estenderebbe agli altri casi, sia che la disseminazione sia stata causata dalla Cia e da Air America che da altri agenti.” Quella ammissione di responsabilità giunge senza limitazione di tempo.”

Un residente anziano che vive più a fondo nella piantagione invitava i visitatori a porsi domande sull’agente arancio nel retro della casa. Guardate, dice, esaminando le foglie avvizzite di un albero di cocco giovane che ha piantato di recente. L’abero non è cresciuto nel suolo di un piccolo pezzo di terreno chiuso dietro la casa. A pochi metri anche il suo albero di durian di dieci anni sta morendo. Nulla come questo si era visto sin da quando l’intera area era stata spruzzata dalla “polvere gialla” in due separate occasioni nel 1968 e 1970. Ma almeno allora i contadini erano stati compensati per i loro alberi morti. Così dice un abitante Prak Lak: “Sembrava come della polvere gialla. Gli alberi di Jackfruit si infettavano facilmente e morivano subito, ne lgiro di una settimana. L’intero albero moriva. Tutti gli alberi morivano sulla frontiera qui. Tutti i villaggi erano colpiti. Sentivamo allora che il governo protestava contro gli USA e noi ricevevamo delle compensazioni” ricordando che al tempo per ogni albero di jackfruit morto era data una bella somma di 5 riel. Con la guerra di là della frontiera la polvere gialla era l’ultima delle preoccupazioni. “Non eravamo preoccupati della nostra salute. Non c’erano dottori e nessuno si preoccupava della salute. Soltanto lavavamo le verdure”.

Gli Usa negano ogni collegamento tra defolianti e malattie e deformazioni trovate nei bambini vietnamiti che sono diventati il simbolo più riconoscibile degli effetti dell’Agente Arancio. Tra gli scienziati il dibattito sui presunti effetti contrari dell’Agente Arancio restano un’istanza contenziosa. Uno delle autorità mondiali sul problema, Arnold Schecter, pubblicò le ricerche nel 2001 su uno studio dei livelli di diossina tra i residenti vietnamiti vicino ad una ex base americana nella città di Bein Hoa nel Vietnam meridionale, la base aerea coinvolta nelle missioni dell’uso dell’agente arancio.

19 su venti campioni di sangue e latte prese dalle persone viventi attorno alla base mostrava segni di accresciuti livelli di diossina. Per alcuni erano 135 volte maggiori di quanto trovato tra i residenti di Hanoi dove l’agente arancio non fu mai buttato. Molti delle persone contaminate si erano mossi a Bien Hoa o erano nati molto tempo dopo la guerra ad indicare che la contaminazione continua come nota il rapporto.

La ricerca vietnamita sulla relazione tra diossina derivate dall’agente arancio e il cancro al fegato e i difetti alla nascita non è stata considerata di livello standard e non è creduta nei paesi occidentali, come ammette lo stesso Schetcer. Comunque “la scienza che mostra che la diossina causa patologie nelle persone venne da ricerche fatte da altri paesi e non dal Vietnam.” dice Schetcer. “C’è una forte evidenza che la diossina può causare un incremento nei casi di cancro, deficienza immune cioè la incapacità di lottare contro il cancro e le malattie infettive, problemi riproduttivi e di sviluppo di certe specie, disordini endocrini, danno al sistema nervoso, al fegato, aumento di attacchi cardiaci negli esseri umani”.

Con la più grande contaminazione al mondo in Vietnam, in certi luoghi nel solo meridione credo debbano esserci alcune malattie causate dall’agente arancio ma ancora da documentare” dice Schecter. Sono stati trovati vari composti chimici nella gente vietnamita e nel loro cibo compreso il DDT che possono causare malattie. Ci sono molte malattie infettive e malnutrizione che possono causare problemi di salute. Quindi studi controllati attentamente devono essere fatti in Vietnam sui collegamenti tra diossina Agente Arancio e le cause di varie malattie, dice Schecter.

Sebbene i livelli di diossina fossero molti minori di quelli del Vietnam, Schecter diceva di aver lavorato anche in Cambogia raccogliendo campioni di sangue e latte umano e di campioni di alimenti. “Finora non ho ancora trovato prova di contaminazione. Sebbene creda che sia accaduto e ancora accada come nel caso del Vietnam.”

Ma in Cambogia una tale ricerca non è affatto immediata, dice Nguon Sakhon vice presidente della Coroce Rossa. La maggioranza della popolazione ad aver sopportato il guaio dell’agente arancio sarebbero le popolazioni etniche di minoranza nelle regioni lontane orientali dove si dipanava il sentiero di Ho Chi Minh. Ma molti sono morti e poi la maggioranza della popolazione fu rimossa con la forza dai Khmer Rossi. Bambini con malformazioni alla nascita si ritrovano in tutto il paese e se fosse rintracciare le origini familiari forse sarebbero provenienti dalle province orientali, dice Nguon Sakhon. Ma non lo si saprà mai finché non si fa questa prova.

“Abbiamo bisogno di testare le persone. Non credono di essere affette da diossina, ma accusano la religione e il Karma.”

Phann Ana e Kevin Doyle

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