CAMBOGIA: Cinque morti nelle strade di Phnom Penh dove è divieto di manifestazione

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Sabato a mezzogiorno, le guardie municipali, uomini in borghese e mazzieri armati di barre di metallo, manganelli, e quant’altro hanno sgomberato con la forza Freedom Park a Phnom Pehn dove il partito di opposizione del CNRP protestava contro il governo di Hun Sen da oltre tre settimane.

Donne, monaci buddisti sono stati picchiati indiscriminatamente mentre scappavano. La repressione è giunta il giorno dopo che la polizia ha ucciso con colpi indiscriminati di arma da fuoco 5 persone ferendone altre 20 tra gli operai della manifattura che protestavano da mesi per salari più alti.

Il portavoce del Comune ha detto espressamente che “Questo è un messaggio per il partito di opposizione di Sam Rainsy che il Comune non gli permette di fare questo. Gli impediamo di tenere manifestazioni al Freedom Park perché, mentre loro tengono solo manifestazioni pacifiche nel parco, permettono ai manifestanti esterni di usare il parco per la violenza e rendere insicura la società.”

Il CNRP ha condannato la repressione violenta. “La violenza su cittadini, monaci, rappresentanti eletti è un atto contro la costituzione e chiediamo alla comunità internazionale di unirsi nella condanna di questa violenza”.

La repressione è stata ben congegnata in quanto mentre la polizia si radunava agli angolo del parco, un centinaio di mazzieri è entrato e ha cominciato a picchiare indiscriminatamente, mentre dal palco il CNRP chiedeva alla gente i allontanarsi dal parco.

Nella zona industriale dove risiedono le principali aziende manifatturiere e dove si sono tenute le manifestazioni con i cinque morti, è giunta subito dopo gli scontri mortali l’esercito in massa che ha pattugliato con mezzi pesanti la zona. Molti dei lavoratori e dei residenti per paura di ulteriori repressioni sono tornati nelle province di origine

Il comune di Phnom Penh ha annunciato che non saranno più tollerate marce e manifestazioni. “Alcuni manifestanti usciti da Freedom Park, compresi i monaci, hanno fatto cose illegali e provocazioni lungo la strada., nelle industrie e in altre istituzioni statali., senza controllo o senso di responsabilità dei propri capi…. In base a ciò il comune ha deciso di non permettere al CNRP di continuare le proprie manifestazioni a Freedom Park fare le marce nelle strade di Phnom Penh fiché non sarà garantito ordine pubblico e sicurezza”.

Il comandante della polizia ha negato che fossero forze della polizia a colpire i manifestanti.

Sam Reinsy, capo del partito di opposizione del CNRP che contesta la legittimità delle passate elezioni e del governo attuale di Hun Sen, è stato poi convocato dalla corte cittadina per chiarire il loro ruolo nelle dimostrazioni diventate violente e per fare domande su un presunto caso di incitamento criminale o di danni penali. Sam Reinsy ha detto che non ha nulla da temere e si recherà in tribunale.

In una manifestazione nel 1997 fu lanciata un granata tra la folla e fu accusato Sam Rainsy di aver gestito la questione che fu perciò costretto a scappare in esilio per vari anni. Tornato poco prima delle lezioni per “grazia reale”, ha lanciato l’accusa di brogli nei confronti del governo di Hun Sen.

Mentre varie parti di Phnom Penh non sono toccate dalle manifestazioni come le zone più turistiche, il resto della città è piena di poliziotti e militari con strade bloccate, il divieto di assembramento, la chiusura degli spazi grandi come le piazze. Nel frattempo l’ambasciata americana in Cambogia ha avvisato i propri cittadini di limitare i propri viaggi che non siano necessari ed evitare grandi folle allontanandosi dalle aree dove ci sono folle assembrate”.

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