CAMBOGIA: Impedire la diffusione della malaria

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Nonostante gli sforzi per impedire la diffusione della malaria nella regione del sudestasiatico, crescono sempre nuove preoccupazioni di nuovi ceppi della malattia resistenti alle medicine sviluppate per debellarla.

“L’emersione di nuovi ceppi resistenti minaccia il controllo e il trattamento della malaria in tutto il mondo dal momento che non esiste un’alternativa a questa medicina se la sua efficacia diminuisce ulteriormente e la resistenza si diffonde al di fuori della regione” dichiara Global Fund impegnata alla lotta contro AIDS, Tubercolosi e Malaria che fornisce 150 milioni di dollari, per i prossimi due anni, per la prevenzione e i programmi di eliminazione della malaria nella subregione del Grande Mekong.

La sub regione del Grande Mekong è formata da Cina, Laos, Vietnam, Cambogia e Myanmar.

Nel 2008 fu scoperta per la prima volta nella provincia cambogiana di Pailin, lungo la frontiera Thailandia Cambogia, un ceppo della malaria resistente all’artemisina, fatto che mise in allarme gli esperti mondiali della malattia.

Circa 60 anni prima ceppi della malaria avevano sviluppato la resistenza contro la clorochina, che a suo tempo era il farmaco più usato per trattare la malaria. Una diffusione della resistenza non è bloccabile, per cui vari anni dopo la clorochina divenne inservibile a livello mondiale.

Ora mentre il Plasmodium Falciparum, che è il ceppo del parassita più mortale, comincia ad essere resistente a farmaci che non si basano sull’artemisina, le agenzie mondiali tra le quali il OMS provano a fermarne la diffusione ulteriore.

Una paura è che come prima la resistenza al farmaco raggiungerà la regione africana subsahariana dove avvengono la maggioranza delle morti per malaria.

“Lo scorso anno, è andata peggio, ed abbiamo scoperto la resistenza in luoghi come le province nordoccidentali della Cambogia, Oddar Meanchey e Preah Vihear. Sta così attraendo sempre maggiori preoccupazioni ed abbiamo bisogno di contenerla” dice Nguon Sokomar, direttore del Centro di prevenzione e controllo della malaria del governo USA, CAP Malaria, a Phnom Penh.

Tra il 2003 ed il 2011 il numero di casi diagnosticati nella regione sono caduti da quasi 6 milioni a 3,4 milioni con un decremento del 43%, mentre il numero delle morti è sceso del 68% nello stesso periodo. Ma in questo lasso di tempo si è diffusa la resistenza.

Le ricerche mostrano che cresce il numero di ceppi resistenti… Nella provincia di Oddar Meanchay la percentuale dei trattamenti che non funzionano più è circa il 40%”. Oddar Meanchey confina con la Thailandia dice Sokomar.

Recentemente si sono trovate prove credibili di resistenza all’artemisina in Cambogia, Vietnam, Thailandia, Birmania e Laos. Il OMS, come parte della risposta di emergenza ha stabilito il proprio centro strategico a Phnom Penh ad aprile del 2013 in seguito al successo dei Lavoratori della Malaria dei villaggi Cambogiani, dice Sonny Krishnan che è il portavoce del programma Risposta di Emergenza alla Resistenza all’artemisina.

I lavoratori della Malaria dei villaggi sono individui addestrati che educano e fanno la ricerca della malaria sugli abitanti dei villaggi e sono stati un esempio di pratica ottima in Cambogia. Sono in totale 1500 e sono stati addestrati nelle aree prioritarie.

Ora dobbiamo spostare questa pratica alle altre aree” dice Krishnan. Per “confondere il parassita” e ritardare lo sviluppo della resistenza, si usano farmaci differenti in combinazione con l’Artemisina in differenti province. “E’ uno stratagemma che serve a confondere la malaria cambiando il trattamento”.

Il centro regionale ora si sta coordinando per raggiungere le minoranze etniche in Laos e Vietnam che parlano lingue minoritarie e devono essere educati attraverso un sistema di segni, dal momento che nel passato sono stati comunemente trascurati negli interventi sulla malaria.

Il Centro di controllo della Malaria della Cambogia ha anche suggerito che le forze di pace che devono essere impiegate in Africa siano meglio istruite aui rischi della malaria nel caso dovessero trasportare la malattia.

In aggiunta l’Organizzazione mondiale della Sanità, OMS, ha definito un sistema di tre livelli di regioni. Il livello 1 sono le regioni dove ci sono prove di resistenza all’artemisina; la regione 2 sono quelle zone di arrivo di lavoratori emigrati dalla zona1; la zona 3 sono le aree dove non ci sono aree con comprovata resistenza all’artemisina.

Global Fund ha detto di aver allocato 100 milioni di dollari, in aggiunta ai suoi promessi 150, per lottare la resistenza all’artemisina nelle regioni di livello 1 e 2 del sudestasiatico, avendo particolare attenzione agli emigrati.

Si possono monitorare gli emigrati legali e i governi provinciali lungo la frontiera laotiana e Thailandese della Cambogia cooperano l’un con l’altro per fare indagini sui lavoratori.

C’è una buona cooperazione tra Chantanaburi e Pailin dove fanno lo screening alla gente che passa la frontiera. Quando attraversi la frontiera ci sono insegne bilingue sulla malaria” dice Krishnan.

Gli emigrati clandestini si possono raggiungere solo attraverso i lavoratori della malaria nel villaggio. “E’ un problema serio poiché ci sono sempre più emigranti clandestini”.

A causa del basso livello di sorveglianza e a causa della apertura di pochi anni, la presenza della resistenza all’artemisina non è stata ancora confermata in Myanmar ma la situazione preoccupa.

Non sappiamo se ci sia già la resistenza, ma si crede con fermezza che potrebbe esserci e attualmente si stanno compiendo degli studi.”

Nonostante gli sforzi per fermare la diffusione dei ceppi resistenti all’artemisina, c’è bisogno di far fare un salto alle operazioni congiunte nella regione, secondo Sokomar. “Abbiamo bisogno di intensificare la prevenzione, la costruzione delle capacità, l indagini ed educare le popolazioni a rischio”.

La malattia portata dalle zanzare causa nel mondo oltre un milione di morti l’anno.

IRIN

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