CAMBOGIA: Impunità sovrana

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In una Breve di qualche giorno fa, si denunciava il tentativo di omicidio di tre lavoratrici in sciopero davanti ai cancelli di una ditta fornitrice della multinazionale PUMA a Bavet, nella provincia cambogiana, da parte di un uomo vestito da guardia privata e vicino ad elementi della sicurezza. La polizia subito dopo il fatto disse di conoscere chi aveva sparato, per poi ritrattare tutto. Di seguito è presentato un articolo apparso su TheDiplomat su questa situazione.

La Cambogia non sempre riesce ad arrestare il suo uomo. Molti criminali con buone connessioni se la sono spesso svignata da crimini seri come lo può essere un omicidio che resta irrisolto e i colpevoli ancora liberi come uccelli di bosco. Questo è il caso di tre povere donne, che lavorano per PUMA, il gigante dello sport tedesco che produce scarpe sportive, e che si erano unite allo sciopero di altre migliaia in una protesta con cui si chiedevano migliore condizioni di lavoro nella zona economica speciale di Bavet.

Un omicida vestito da guardia giurata ha aperto il fuoco e ha colpito tre donne che portate di corsa all’ospedale sono sopravvissute, benché una di loro sia ancora in condizioni critiche. L’omicida, benché ci fosse una frte presenza di polizia, riuscì a farla franca dando inizio così ad un classico ritornello conosciuto fin troppo bene nel paese.

All’inizio le autorità hanno detto do conoscere il presunto colpevole. Questa dichiarazione fu seguita da qualche passo indietro e affermazioni per cui le autorità non lo conoscevano, benché la massa dei media aveva già scoperto che il presunto sparatore si intratteneva presso una proprietà del paese di proprietà di un parente stretto del primo ministro. Allora il giornale Cambodia Daily pubblicava una foto, sulla sua prima pagina, del presunto sparatore che maneggiava una pistola nell’aria apparentemente subito dopo aver sparato. Ma dalla foto la polizia aveva l’aria di stare più facendo la scorta all’uomo. La foto ha poi fatto il giro del web.

“L’uomo armato ha per prima lasciato la sua auto e a piedi si è diretto verso la zona economica speciale verso una folla di manifestanti. Ho udito per prima vari spari, ho girato gli occhi verso la folla.” ha detto il fotografo al giornale Cambodian Daily, aggiungendo da persona anonima che teme per la sua vita “Quello che ho visto era un uomo con una pistola, accompagnato da poliziotti e militari. Si sono mossi velocemente verso la parte meridionale della zona economica speciale andando verso il canale delle risaie.”

La Cambogia ha una reputazione conseguita sul campo di impunità, particolarmente tra l’elite al potere nel paese. Ba considerate le circostanze, quest’ultimissimo episodio violento si è dimostrato un po’ difficile da mettere in silenzio, persino dopo che varie figure si sono precipitate all’ospedale offrendo forti somme alle donne ferite con 500 dollari come riparazione.

Ma questa cosa fu subito scoperta da quei pestiferi di giornalisti ed apparve su tutti i giornali. Poi sorprendendo un po’ tutti, le autorità si sono arrese riscoprendo il loro buonsenso e accusando il governatore della città di Bavet come il sospetto principale del triplice tentativo di omicidio.

All’inizio si diceva fosse stato arrestato e messo in carcere conquistando i commenti positivi di alcune ONG che commentavano: “Se la sparatoria fosse stata fatta da un uomo comune, l’arresto sarebbe stato fatto tanto tempo fa.”. Ma sfortunatamente la vicenda non è finita qui. La polizia per bocca di un ufficiale di distretto è venuta allo scoperto dicendo che non era stato arrestato nessuno e che inoltre il governatore sospettato sarebbe stato interrogato il prossimo 16 marzo. Corre voce che si potrebbe trovare nella casa di un famoso ministro cambogiano. Sono tali gli schiribizzi della politica cambogiana che ce ne potrebbero essere almeno dieci di loro.

Al momento il governatore in questione è stato sospeso dal primo ministro Hu Sen

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