CAMBOGIA: La visita di Obama in Cambogia

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Se il Presidente Obama parlerà a proposito di tutte le violazioni dei diritti umani della Cambogia durante la sua visita a Phnom Penh, come alcuni parlamentari americani gli chiedono, sarà valutato contro gli interessi più vasti americani nel Sudestasiatico, dicono vari analisti. Ma quanto il presidente dice su questo tema e come lo potrà dire, dipenderà molto da come Washington vede la posizione cambogiana nel contrastare l’influenza crescente cinese nella regione.

Con una lettera molto precisa, vari parlamentari americani sia repubblicani che democratici hanno chiesto ad Obama di dare voce pubblicamente alla miriade di presunti abusi sotto il regime autocratico del primo ministro Hun Sen Hanno anche chiesto al presidente di richiedere il perdono prima delle prossime elezioni nazionali al capo dell’opposizione, attualmente in autoesilio, Sam Rainsy.

Secondo un docente australiano Carl Thayer, se la posizione dei legislatori americani è espressa nella discussione di Obama con Hun Sen, gli USA devono aspettarsi di cedere qualcosa nelle relazioni tra Washington e Phnom Penh. Nella loro lettera i legislatori pensano che se non si spinge per i valori democratici in Cambogia in questo momento, si rafforza la mano cinese sul paese e sulla regione intera.

Ma per Thayer c’è una domanda: “Se gli attivisti dei diritti umani vogliono che si prema su queste questioni, sono preparati alle possibili conseguenze del deterioramento delle relazioni tra USA e Cambogia e una crescita dell’influenza cinese sul regime di Hun Sen? Il punto centrale da afferrare è se i diritti umani dovrebbero essere il punto nodale delle relazioni bilaterali a detrimento delle altre istanze. E cosa c’è da dire sui diritti del lavoro ed i prodotti tessili che ottengono un accesso privilegiato al mercato statunitense?”

Secondo lo studioso l’influenza reale degli USA è nelle relazioni considerevoli tra militari e militari con Phnom Penh. “Certo il presidente dovrebbe sollevare la sua preoccupazione dei diritti umani e lavorare ad una politica per migliorarli. Ma ci sono altre questioni in ballo comprese le relazioni USA Cambogia che sono il tramite maggiore dell’influenza americana.” sulla Cambogia che supera la Cina.

Gli USA si trovano nel mezzo di un “perno” strategico verso l’Asia Pacifico che incrementerà in modo significativo la presenza militare americana nella regione. Nel giro per la regione, che è percepito a sostegno di questo spostamento, Obama sarà a Phnom Penh il 19 e 20 novembre per il summit dell’Asia Orientale e per un Incontro USA capi dell’ASEAN dove siederà per la prima volta in Cambogia un capo di stato USA.

Ian Storey dell’Istituo di Studi sul Sudestasiatico di Singapore i diritti umani forse avranno un posto di secondo piano nella visita di Obama. “Mentre gli USA cercano di formare nuovi legami con paesi quali Cambogia, Vietnam, Laos e Birmania, dovrà temperare le proprie critiche della lista delle violazioni dei diritti umani e considerare il quadro strategico più grande. Vale a dire, mentre gli USA sono impegnati a migliorare il governo e la diffusione della democrazia nella regione, è anche dedito a impedire la crescente influenza cinese nella regione.”

Con la rielezione di Obama per altri quattro anni, il ribilanciamento della presenza americana in Asia avrà un momento positivo, come pure le relazioni con la Cambogia. “Complessivamente, si avrà un miglioramento delle relazioni tra USA e Cambogia, sebbene sembra anche che probabilmente la Cina continuerà a d essere il partner della politica estera più importante. Sotto Hun Sen gli interessi cinesi saranno promossi e protetti”.

Al pari di quanto successo in Laos e Birmania, la Cina ha migliorato le relazioni con la Cambogia grazie all’aiuto di progetti enormi infrastrutturali, di aiuti militari e un apparentemente libero flusso di prestiti, sebbene qualcuno noti che i termini e i tassi di interesse di Pechino non sono niente affatto liberi. Secondo John Ciorciari, esperto dell’Asia presso l’Università del Michigan, questa generosità cinese sarà utile solo fino ad un certo punto, e “ha già iniziato a seminare il risentimento tra alcune popolazioni” per cui forse gli USA possono pensare di assumere un approccio differente.

“Si ha un’apertura per gli USA di competere efficacemente offrendo un differente tipo di collaborazione da grande potenza, basata su principi di governo più forti e rispetto dei diritti umani. La competizione asimmetrica di questo genere sarebbe preferibile ad una corsa verso il basso degli standard di buon governo sia per gli USA che per la Cambogia.”

Si consideri a Birmania. Da quando il presidente Thein Sein ha messo il paese sulla strada verso una quasi democrazia nel 2010, conquistare la cancellazione delle sanzioni economiche americane è stato largamente visto come una ricerca di un’alternativa a decenni di patronaggio cinese senza controlli. La visita di Obama in Birmania questo stesso mese sarà considerata come un marchio di approvazione per questi sforzi.

Secondo Joshua Kurlantzick che segue gli sviluppi in Cina e nella regione per Council of Foreign relations, dice che l’agenda forte delle riforme in Birmania potrebbe lasciare Hun Sen l’unico leader strano tra i suoi pari della regione. “Obama sa che col cambio della Birmania HunSen è rimasto solo come il più repressivo capo nella regione. Egli sa come HunSen si è avvicinato sempre più alla Cina, e quindi conosce tutte queste preoccupazioni. Ci sono interessi importanti nell’essere importanti, ma la Cambogia ma la Cambogia non è granché alta tra loro e mi aspetto di vedere continue pressioni su Hun Sen dall’amministrazione e certamente dal congresso.”

Avendo alle spalle già degli alleati nelle Filippine, Thailandia e Vietnam e forse persino la Birmania, gli USA si possono permettere di fare pressioni sui diritti umani sulla Cambogia, dice Lao Mong Hay, un osservatore politico indipendente. “Quella lettera da parte dei legislatori americani metterà pressione sul nuovo presidente da poco eletto per soppesare seriamente se può farci qualcosa senza mettere in pericolo la politica americana in Asia.”

Per iHS Global Insight i capi cambogiani dovrebbero prepararsi a qualche scontro verbale e dovrebbe prepararsi il paese “alla condanna internazionale”, come ha dichiarato in alcuni documenti IHS. “Al posto di un applauso, ci si attende che gli USA pongono serie domande sui diritti umani e sui passi fatti contro l’opposizione politica cambogiana.”.

Un professore della Kyoto University, Pavin Chachavalpongpun si domanda quanto bene farebbe la critica americana. “Gli Usa non possono farla franca da questa questione importante. Ma francamente non credo che, anche se Obama volesse parlare su questa questione facendo pressioni sulla Cambogia, ci sarebbe un cambiamento a breve sulla situazione dei diritti umani in quel paese”.

E quella è la ragione per cui Obama dovrà trovare “il giusto tono” nell’affrontare il discorso con Hun Sen, dice Chea Vannath che aggiunge che sarebbe di aiuto un piccolo sforzo economico americano come nel settore dell’aiuto militare.

Hun Sen è molto sensibile alla sua immagine all’estero e benché ultimamente abbia perso la chance di ottenere un posto nel consiglio di sicurezza dell’ONU nei confronti della Corea Del Sud, ci si attende che il governo ci riprovi ancora, continua Vannath il quale pensa, al pari di altri, che la Cambogia abbia bisogno degli USA quanto gli USA della Cambogia, se non di più.

La Cambogia esporta più della metà del suo abbigliamento, il sangue vitale dell’industria di esportazione del paese, verso gli USA e da tempo brama di avere libero accesso al mercato americano.

Non a caso tra i legislatori che hanno firmato la lettera ad Obama per chiedergli di parlare della questione dei diritti umani in Cambogia c’è Jim Mc Dermott che da tempo spinge per un accesso libero delle merci cambogiane negli USA. E a parte tutte le parole del governo sui prestiti cinesi liberi da lacci e laccioli, i rappresentanti a Phnom Penh in privato fanno sapere i tassi alti di interesse con cui devono ripagare i debiti a Pechino, come rivelato da Wikileaks.

“La Cambogia è come un uccello. Un’ala sono gli USA e l’altra è la Cina, ed un uccello ha bisogno di tutte e due le ali per volare” conclude Vannath.

Zsombor Peter http://www.cambodiadaily.com/news/obamas-conundrum-rights-vs-strategic-interests-5674/

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