Campo minato dei progressisti thai da superare per governare

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Ad un mese dalla forte vittoria elettorale in Thailandia dei progressisti thai del Move Forward con il suo leader Pita, l’accesso di Pita Limjaroenrat alla guida del governo deve attraversare il campo minato di ostacoli legali, politici e militari.

pita insolito politico thailandese
Coalizione dei partiti progressisti thai

La commissione elettorale indaga sul fatto che Pita abbia partecipato alle elezioni mentre deteneva illegalmente azioni in una impresa di media. Nel caso fosse dichiarato colpevole, Pita non potrebbe essere nominato premier, il suo partito rischierebbe lo scioglimento ed i suoi deputati potrebbero decadere dalla nomina. Il 20 di giugno la commissione elettorale ha avallato la nomina di tutti e 500 deputati sebbene abbia lasciato aperta la possibilità di indagini successive.

Ma la coalizione di 312 deputati guidati da MFP che include anche il Pheu Thai ha bisogno di altri 64 voti da parte del senato nominato dai militari per raggiungere il mandato della maggioranza di 376 seggi per formare il governo.

Si aggiunga a questo che, prima dell’approvazione parlamentare, i due partiti maggiori MFP e PT devono ancora accordarsi su chi deve assumere la presidenza della Camera Bassa, presidenza che ha il compito di nominare il primo ministro senza della quale non ci potrebbe essere selezione.

Al Pheu Thai piacerebbe chiaramente scaricare MFP per andare ad una propria coalizione e la diatriba sulla presidenza fornisce una bella scusa per farlo, sebbene la discordia sui ministri o un verdetto sul destino di Pita fornirebbero anch’essi una bella scusa.

Si sono diffuse dicerie di negoziati segreti per formare una coalizione alternativa tra PT con 141 seggi, Bhumjai Thai Party con 71 seggi e 25 seggi dei democratici. In precedenza il Pheu Thai ha rigettato l’ipotesi di un governo con il partito di Prayuth di 36 seggi o di Prawit con 40 seggi, per il loro ruolo nella giunta che ha governato dopo il golpe dal 2014 al 2019.

Sebbene possa ignorare Prayuth per la sua posizione fortemente anti-Thaksin, potrebbe invece accettare l’aiuto di Prawit per ottenere la guida del governo.

A seconda della forza degli ultrarealisti nel manipolare il senato, ogni governo a guida Pheu Thai potrebbe diventare impossibile e, nel caso, Anutin Charnvirakul del BhumJai Party potrebbe provare a formare un governo con il sostegno dei 182 seggi dei partiti ultrarealisti placando così il senato con il proprio ultrarealismo.

Ma un governo di minoranza senza il Pheu Thai andrebbe facilmente in minoranza alla Camera se la commissione elettorale non fa decadere i 151 parlamentari del MFP. Anutin resterebbe premier fino a che il senato arcirealista non perderà il proprio potere di partecipare alla nomina del premier, cosa prevista dalla costituzione militare alla fine di maggio 2024. A questo punto il potere di Anutin sarebbe di breve vita e fragile.

In alternativa, se ci si accorda su una coalizione dove Anutin è primo ministro con la partecipazione del PT insieme ad altri partiti piccoli, il senato darebbe la fiducia ad Anutin per una maggioranza stabile e duratura. Nel caso che Anutin non divenisse il primo ministro, toccherebbe nell’ordine al partito di Prawit e di Prayuth poter essere nominati a primo ministro.

Mentre si può pensare, per quanto improbabile, che militari e monarchia così radicati in Thailandia permettano a Pita del MFP o a Srettha Thavisin del PT di diventare premier, uno scenario simile porterebbe l’opposizione di destra a fare qualcosa per buttare giù il governo. Ciò farebbe riprecipitare la Thailandia nel pandemonio politico degli anni di Yingluck dal 2011 al 2014 che precedette l’ultimo golpe militare.

Durante questa turbolenza politica Prayuth Chanocha continua ad essere il primo ministro facente funzione e in quanto tale può influenzare le forze che potrebbero lanciare il prossimo golpe approvando la lista del rimpasto dei militari che i primi ministri devono dare al re per la sua approvazione ogni anno.

Il rimpasto entra in vigore ogni anno al primo di ottobre e Prayuth potrebbe inviare la lista al re agli inizi di agosto prima delle sue dimissioni. Il 2023 è estremamente significativo perché è la prima volta in almeno due decenni che saranno cambiati tutti i comandanti delle forze di sicurezza tra cui esercito, marina, aviazione e polizia. Il servizio più importante è l’esercito, mentre gli altri hanno un portafoglio meno ricco.

Prayuth vuole garantire che i militari fedeli ultra realisti, specie quelli delle classi potenti precadetti 23 e 26,assumano tutti i posti chiave dell’esercito.

In particolare cerca di assicurare che il suo protetto personale Vice Comandante dell’Esercito Generale Jaroenchai Hintao diventi capo di stato maggiore, mentre il vice comandante dell’aviazione Songwit Noonpakdi e il primo comandante dell’esercito Pana Klaewplodsuk diventino rispettivamente comandante delle forze armate reali Thai e vice comandante dell’esercito reale. Il generale Suksan Nongbualuang, assistente capo dell’esercito e fedele di Prawit, ha la possibilità di sconfiggere Jaroenchai come comandante dell’esercito, a cui succederebbe Pana.

Se dovessero diventare premier Pita o Srettha, preferirebbero il più debole generale Ukrit Boontanonda a capo dell’esercito.

Ma la commissione di selezione dei militari, nominati da capi in servizio ultrarealisti, vota sulle promozioni dei generali e ci sono dubbi che Ukrit avrebbe la loro approvazione. Inoltre sebbene Pita o Srettha possano provare a cancellare il rimpasto di Prayuth, Joroenchai diventerebbe in comandante di fatto e solo lui o Suksan potrebbero essere approvati dalla Commissione militare.

Il comando dei militari dominati dall’esercito non obbediranno ai capi progressisti thai civili e sembrano destinati ad opporsi alle misure riformiste del MFP o del PT.

I vincitori progressisti thai delle elezioni del 2023 si trovano davanti tantissimi ostacoli.

Presso la commissione elettorale il MFP e il PT si trovano davanti a casi legali e devono superare il senato nominato dalla giunta. Nel caso di scioglimento del MFP da parte della CE, si formerebbe facilmente una coalizione di partiti conservatori o del PT con partiti conservatori.

Nel caso di un premier progressista la Thailandia andrà verso un crescente pandemonio politico. Nel frattempo il premier Prayuth facente funzione userà il rimpasto per assicurare che il comando militare resti totalmente indipendente dal controllo di civili eletti per gli anni a venire.

Paul Chambers, EAF

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