Can Tho le risaie vietnamite a basse emissioni di metano

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Nelle risaie vietnamite di Can Tho nel Delta del Mekong ci sono progetti per ridurre le emissioni di metano dalla produzione risicola

E’ ben vivo negli occhi di Dong Van Cahn il ricordo delle risaie di Can Tho nel Delta del Mekong appiccate dal fuoco appena dopo il raccolto per fare posto alla prossima semina quando annerivano il cielo e inondavano l’aria dei potenti gas serra.

Principale alimento in Asia, il riso è responsabile del 10% delle emissioni globali di metano che come gas serra è 80 volte più pericoloso dell’anidride carbonica.

risaie vietnamite di can tho

I livelli elevati di Metano in atmosfera sono di solito associati agli allevamenti animali, ma provengono anche dai batteri che crescono nei campi di riso allagati e che si sviluppano sulla paglia di riso lasciate nei campi dopo il raccolto.

A partire da questi dati gli scienziati del clima hanno lanciato il messaggio che non si può più ignorare la coltivazione del riso nella battaglia per l’abbattimento delle emissioni di gas serra.

Ora Dong Van Cahn ha deciso di non lasciare più la paglia del riso a decomporsi nei campi né la vuole bruciare come erano solito fare i suoi genitori.

Avendo negli occhi ancora quel fumo denso che penetrava nelle case dove la famiglia si rinchiudeva e che talvolta lo faceva soffocare o svenire, ha deciso di unirsi ad un’iniziativa che promuove la trasformazione della paglia raccolte dai campi per coltivare funghi e fare fertilizzante organico, riuscendo così a procurarsi un’altra piccola entrata per la famiglia.

“Se raccogliamo la paglia riuscendo a fare dei soldi va solo a nostro beneficio” racconta il contadino alla AFP mostrando l’insieme di sterpaglie, sterco di vacca e lolla di riso che presto saranno concime per i nuovi raccolti.

Minori Emissioni di gas serra

L’iniziativa è stata promossa dall’IRRI, Istituto di ricerca internazionale del riso, ed è una delle poche in Vietnam e nella regione che prova a tagliare stabilmente le emissioni di metano derivanti dalla produzione risicola.

Molte delle iniziative non sono nuove ma sono state messe in evidenza quando un centinaio di paesi hanno firmato nel 2021 la Global Methane Pledge con cui ci si promette di ridurre del 30% sulle emissioni del 2020 quelle per il 2030

A questa sfida partecipano alcuni dei maggiori produttori di riso quali Indonesia, Bangladesh e Vietnam sebbene non abbiano firmato Cina e India.

In Vietnam quando si avvicina la stagione del raccolto, i contadini preparano le balle di paglia che saranno dopo bagnate e lasciate a permettere la crescita dei funghi paglia che saranno poi venduti prima che i contadini riprendono la paglia di riso da mandare a compostare. Due mesi dopo il compost risultante potrà essere venduto a 14 centesimi il chilo.

“Nel passato erano pochi i contadini che lo facevano a mano perché ci voleva molta manodopera ed i costi erano alti. Ora abbiamo tagliato i costi e faremo crescere la produzione per soddisfare la richiesta del mercato” dice Le Dinh Du che dirige il dipartimento di protezione delle piante del distretto. “Il riso si fa un bel viaggetto e non sprechiamo nulla”.

Secondo il ministero dell’ambiente del Vietnam la produzione di riso irrigato vale la metà delle emissioni del 2019.

Si è introdotta la gestione della paglia rispettosa del clima che è stata diffusa “in modo largo a coltivatori e funzionari locali agricoli” in tutto il paese, secondo CGIAR, centro di ricerca agricola internazionale.

Non si conosce il numero di quanti praticano quanto imparato dato che nel 2022 la Banca Mondiale ha detto che 80% della paglia di riso proveniente dal Delta Del Mekong viene ancora bruciata sul campo dopo il raccolto.

Si capisce come sia urgente trovare delle soluzioni applicabili e concrete.

A differenza di altri raccolti, le risaie hanno uno strato di acqua stagnante che impedisce uno scambio di aria tra suolo ed atmosfera, dice Bjoern Ole Sander dell’IRRI di Hanoi che aggiunge come la conseguenza sia che nel riso sono attivi differenti tipi di batteri rispetto ai campi di grano o di mais. “Questi batteri mangiano sostanza organica producendo metano”.

Oltre al progetto di gestione della paglia, l’IRRI dice che è attivo un altro progetto chiamato Alternate Wetting and Drying, Bagnatura e asciugatura alternate, che sfrutta la rottura dello strato di acqua stagnante per far arrivare l’ossigeno e ridurre i matteri produttori di metano per tagliare le emissioni di gas serra.

Questo progetto è stato applicato su oltre 200 mila ettari di risaie nella provincia di An Giang nel Delta del Mekong segnando una differenza significativa.

I contadini del Mekong che hanno aderito a questi progetti sono orgogliosi di poter contribuire ad una coltivazione più sostenibile ottenendo il massimo dai loro raccolti.

“La nostra vita è dura. Ma una volta che abbiamo capito come trarre vantaggi dalla paglia le cose sono state più facili”

AFP

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