Candlelight Party: niente elezioni a luglio per opposizione Cambogiana

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La commissione elettorale Cambogiana ha rigettato la domanda di iscrizione del principale partito di opposizione cambogiano, Candlelight Party CLP, alle prossime elezioni cambogiane del 23 luglio per la mancata presentazione dei documenti originali di registrazione presso il ministero dell’interno.

Se il ricorso del CLP alla corte costituzionale non dovesse andare in porto, il partito di governo del CPP di Hun Sen si ritroverà ancora una volta senza opposizione e senza alternative credibili e potrà conquistare ancora una volta tutti i seggi dell’Assemblea Nazionale, perpetrando il proprio governo ininterrottamente dal 1985.

Hun Manet Prime Minister Hun Sen’s Facebook page.

Il Candlelight Party, che comunque ha partecipato alle elezioni locali scorse con un discreto successo elettorale, aveva sottoposto un documento del Ministero dell’Interno che attestava la registrazione del partito nel 1988, dato che i propri documenti erano andati persi durante le perquisizioni subite dalla polizia nel 2017.

Il ministero degli Interni si è poi rifiutato di riemettere il certificato di iscrizione sostenendo che al fine della partecipazione alle elezioni quella dichiarazione era sufficiente.

CLP è il partito di Sam Rainsy nato nel 1998 e nel 2012 si unì con il partito di Kem Sokha Human Rights Party per formare il CNRP. Nelle elezioni del 2013 il CNRP ottenne un risultato notevole che fu replicato alle successive elezioni locali. Ciò fece sorgere la paura che alle elezioni del 2018 si sarebbe potuto avere il crollo elettorale del CPP e di Hun Sen.

A settembre 2017 fu primo arrestato il presidente CNRP, Kem Sokha, e poi fu disciolto il CNRP lasciando così la strada libera alla conquista totale del parlamento da parte del CPP.

Dopo lo scioglimento del CNRP nel 2017 per una sentenza della corte costituzionale per le accuse di tradimento e di complotto con potenza straniera, ritornò a vivere nel 2021 il CLP con una rottura dal partito di Kem Sokha.

Al momento il ministero dell’interno ha lasciato alla Commissione Elettorale il compito di sbrogliare la vicenda, ma il CLP è pronto a portare la vicenda grave davanti alla Corte Costituzionale.

Se la Corte Costituzionale non dovesse reintegrare il CLP si verificherà probabilmente una ripetizione delle elezioni del 2018 in cui il CPP di Hun Sen conquistò i 125 seggi del parlamento contro una serie di partiti minuscoli.

In questi anni il CLP ha avuto un lusinghiero successo elettorale alle elezioni locali ed ha riempito il vuoto politico e militante dopo lo scioglimento del CNRP raccogliendo lo scontento per la corruzione, la diseguaglianza e la politica predatoria del partito di Hun Sen che ha risposto con la costante intimidazione e pressione contro i militanti del CLP fatte anche di denunce e attacchi violenti.

Nel frattempo il partito di Hun Sen sta facendo acquisti anche nel campo dell’opposizione dopo che il re Norodom Sihamoni ha perdonato nove attivisti dell’opposizione che avevano presentato le proprie scuse al premier Hun Sen.

Tra vari esponenti perdonati c’è Kong Mas del CNRP che fu condannato per tradimento ed incitamento ai disordini perché aveva sostenuto il ritorno in Cambogia di Sam Rainsy nel 2019, mentre altri militanti sono stati cooptati e nominati in varie posizioni del governo.

Si ricorda che uno dei due capi dell’opposizione Sam Rainsy vive in Francia dal 2015, mentre Kem Sokha è stato condannato in prima istanza al carcere domiciliare e non ha potuto ricevere neanche i propri avvocati.

Nel frattempo l’Unione Europea ha rigettato con forza la decisione della Commissione Elettorale di non permettere al Candlelight Party di gareggiare alle elezioni parlando di un altro segno preoccupante di contrazione di spazio per i partiti politici di competere alle prossime elezioni generali.

Va ricordato che questa decisione della Commissione Elettorale segue quella del governo di chiudere alcune testate giornalistiche come VOD e restringere così lo spazio democratico per criticare le politiche del governo di Hun Sen.

Secondo molti analisti la decisione di impedire a Candlelight Party di partecipare alle prossime elezioni discende dalla grande paranoia della elite cambogiana, e di Hun Sen in particolare, in previsione del previsto cambio di mano del potere da Hun Sen verso il figlio Hun Manet.

Il risultato elettorale del Candlelight Party non sarebbe stato mai tanto forte da scalzare il CPP di Hun Sen dal potere ed inoltre la sua partecipazione avrebbe migliorato la visione che l’occidente ha della democrazia cambogiana, dopo le elezioni da partito unico del 2018.

Ma forse il rischio di un forte risultato del CLP a Phnom Penh, che è stata la roccaforte dell’opposizione nel passato e dove corre proprio Hun Manet, ha fatto prevalere l’idea che forse è meglio non prendere rischi e non far fare a Hun Manet una brutta figura elettorale.

Se ad Hun Sen poco importa la cattiva immagine del suo governo in Occidente, peggiorerà per i cambogiani la sua politica di rapina delle risorse ambientali e locali per favorire i suoi sostenitori ed amici.

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