Dopo i cannoni ad acqua, nuove manifestazioni a Bangkok

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Migliaia di manifestanti si sono radunati in differenti punti di Bangkok oggi sabato 17 ottobre per chiedere la fine del governo Prayuth, nonostante gli scontri di venerdì notte che hanno visto l’uso di cannoni ad acqua (comprati dalla Corea del Sud) per disperdere la folla.

Incrocio Lat Phrao Bangkok oggi 17 ottobre 2020. (Photo: Pichayada Promchertchoo)

I manifestanti hanno sfidato il decreto di grave emergenza, indetto dal governo Prayuth quando si è saputo che la carovana reale con la regina ed il principe ereditario sarebbe stata fermata dai manifestanti (cosa che tutti i video fanno vedere che non è mai avvenuta), ed hanno manifestato per il quarto giorno consecutivo guidati dal movimento di giovani, Partito del Popolo, che hanno annunciato che si ritroveranno ancora.

Secondo il decreto di grave emergenza per Bangkok sono vietati le adunanze con oltre cinque persone e possono essere censurate le notizie dei media che causino disordine e turbamento della quiete pubblica, che diano notizie false e causino paura tra la gente.

Per prevenire le manifestazioni impedendone il raggruppamento confidando che la guida politica del movimento è stata arrestata nei giorni scorsi, il governo ha chiuso le stazioni dei metro ed il sistema dei trasporti.

Tutti gli sforzi del governo sono stati comunque vani perché la gente si è comunque ritrovata in massa secondo l’indicazione degli organizzatori che hanno indetto i raduni per le quattro del pomeriggio.

Gli stessi organizzatori hanno invitato ad essere presenti alle stazioni della BTS Skytrain alle 3 del pomeriggio che, nel caso i treni fossero stati fermati prima, sarebbero diventati i siti di protesta.

La polizia questa volta non è intervenuta e le manifestazioni di protesta si sono disperse dopo alcune ore dopo aver visto una partecipazione attiva di giovani che si sono organizzati alla meglio, sfruttando diversi canali di media sociali per comunicare l’eventuale arrivo dei cannoni ad acqua e per dare ordini di evacuazione nel caso dell’intervento della polizia.

Le prime proteste sono iniziate il 14 ottobre davanti al monumento della democrazia e sono continuate davanti al palazzo del governo dove poi sono state disperse. Si sono avuti allora i primi arresti della guida del movimento, mentre oggi sabato è stato arrestato da agenti in borghese Mike Rayong.

Giovedì i giovani hanno dato vita ad grande manifestazione a Ratchaprasong, nel cuore della Bangkok commerciale dei grandi magazzini, a cui si sarebbero uniti diecimila persone secondo la polizia, cifra molto sottostimata.

Il venerdì i manifestanti si sono ritrovati all’incrocio di Pathumwan sempre nelle vicinanze del distretto commerciale di Ratchaprasong dove alle 6,30 del pomeriggio la polizia in tenuta antisommossa e cannoni ad acqua hanno disperso la folla, ferendo vari manifestanti e arrestandone altri.

La polizia ha dichiarato che l’acqua era solo mescolata con coloranti non tossici per identificare successivamente i manifestanti e con irritanti chimici e che sono stati seguite le norme standard internazionali e secondo la legge Thailandese.

Il portavoce della polizia thailandese Krissana Pattanacharoen ha espresso le scuse ai feriti, ma ha detto che “se non fosse stato commesso alcun atto illegittimo” ora non sarebbero feriti.

Proprio Ratchaprasong fu il teatro di una repressione ben più sanguinosa a maggio 2010 quando l’esercito, guidato dal generale Prayuth, fece quasi cento morti e migliaia di feriti: mai nessuna inchiesta è stata aperta e chi si è battuto per averne una è finito in carcere.

Era necessario l’uso dei cannoni ad acqua con irritanti chimici e coloranti per disperdere una manifestazione pacifica di massa che si sarebbe sciolta da lì a poco dove non ci sono stati atti violenti o intenzioni violente?

cannoni ad acqua contro i manifestanti

Da ricordare che non è la sola Bangkok ad essere luogo di proteste di massa: Kohn Kaen, Korat, Chiang Mai hanno viste altre grandi manifestazioni di massa, e tutti chiedono sempre tre cose fondamentali: dimissioni del governo Prayuth, cambio della costituzione in senso democratico e riforma della monarchia che deve essere riportata all’interno della costituzione.

Esemplare è il nome che il movimento si è dato in un primo tempo: partito del popolo a ricordare chi nel 1932 rovesciò la monarchia assoluta. Ora il movimento si definisce Il Popolo.

Questa fase delle manifestazioni di massa nascono dopo che il parlamento nel complesso decise di non votare sulle sei proposte di emendamento costituzionale presentate da un gruppo di parlamentari di governo e di opposizione, scegliendo invece di formare una commissione che dovrebbe studiare le proposte di emendamento.

Toccare la monarchia e le sue prerogative non sembra piacere, tra l’altro, anche a molti parlamentari del partito vicino a Thaksin, Pheu Thai, che ha subito nel frattempo un cambio di guida politica.

(Photo: Pichayada Promchertchoo)

Un metodo per dilazionare una trasformazione che è nell’aria da troppo tempo contro cui i militari hanno fatto di tutto per opporsi e che ora i giovani manifestanti vogliono portare a compimento “durante questa generazione”.

Scrive Zachary Abuza su SCMP

… La politica è stata dominata dai militari thai che hanno fatto due golpe dal 2006 e si sono afferrati al potere manomettendo il voto, cambiando le circoscrizioni elettorali, stendendo una costituzione a loro favore oltre ad imbrigliare l’opposizione con ondate di attacchi legali, di scioglimenti di partiti e persecuzioni. In breve l’attuale governo è illegittimo e non sarebbe al potere senza una selva di abusi legali e macchinazioni della elite.

Il regine ha già perseguitato i politici di opposizione, quale il capo del FFP Thanathorn Juangroongruangkit, perché lo ritiene un repubblicano impegnato a rovesciare la monarchia, nonostante le manifestazioni di fedeltà. Ma ora gli studenti che sono in strada hanno visto i politici da loro votati in massa diventare sistematicamente marginali, per la difesa della monarchia.

L’economia thai è piatta in questo periodo mentre i competitori come il Vietnam sta crescendo. L’ineguaglianza è cresciuta dopo il golpe del 2006, ed oggi il paese è uno dei più ineguali al mondo e il più ineguale del ASEAN.

Questa vergognosa e economicamente sbagliata accumulazione di ricchezza è cresciuta sotto il governo militare, con la benedizione del monarca.

Ora i militari ed il loro governo sono in un ginepraio. Sono obbligati a difendere un re indifendibile perché hanno identificato la monarchia come uno delle colonne della Thailandesità.

I militari hanno paura perché la difesa della monarchia è uno dei loro modi per giustificare l’interferenza continua nella politica. Senza monarchia non si giustificano golpe o macchinazioni politiche, rischiando di tornare in caserma e senza potersi più arricchire.

La stessa monarchia sembra aver paura. Vivendo nel loro rifugio europeo e protetti dalla legge di lesa maestà, i reali non hanno mai conosciuto la critica né potrebbero immaginarla. Ed ora si trovano decine di migliaia di persone che rischiano libertà e futuro per chiedere la riforma della monarchia.

Prendendo il potere e restando con forza attaccati ad esso, rifiutando di accettare un mandato elettorale e impedendo le riforme politiche fondamentali, tutte in nome della difesa della monarchia, i militari thailandesi hanno fatto allargare l’obiettivo delle proteste al di là di se stessi verso la monarchia.

E nonostante gli oltre 40 arresti iniziali ed escludendo quelli delle successive manifestazioni di massa, le proteste non si fermeranno. I militari le hanno rese possibili.

Zachary Abuza, SCMP

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