C’è la sigla dell’Accordo Comprensivo su Bangsamoro tra governo e MILF

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Sono passati 17 lunghi anni ed il Governo Filippino ed il MILF, Fronte di liberazione Islamico Moro, hanno finalmente posto fine ai negoziati di pace sabato 22 marzo con la sigla dell’Accordo Comprensivo su Bangsamoro (CAB) a Kuala Lumpur, cinque giorni prima del rito della firma prevista per il 27 marzo al palazzo presidenziale del Malacanang a Manila.

“E’ stato come un ritorno a casa dopo un viaggio lungo, difficile in momenti che ci si dimentica pure cosa significa essere a casa. Sono a casa, ce l’abbiamo fatta. Ma è vero che non possiamo mai dimenticare che c’è ancora tanto lavoro che ci aspetta” ha dichiarato Teresita Quintos-Deles, in un messaggio di testo dopo aver appreso della sigla a Kuala Lumpur.

Inizialmente si sarebbe dovuto essere firmare il CAB il 21 marzo, ma poi i colloqui sono stati estesi al sabato 22 marzo.

Il 21 marzo di 14 anni fa l’allora presidente Joseph Estrada dichiarò a Lanao del Norte la “guerra totale” della sua amministrazione contro il MILF.

Il presidente del gruppo di pace Miriam Coronel Ferrer con un messaggio di testo ha avvisato che la siglia c’è stata: “Fatto. Nessun passo indietro.”

“E’ tutto fatto. Firmati tutti i Termini di Riferimento (TOR) e siglato il CAB.” ha scritto il capo del pannello di pace del MILF, Mohagher Iqbal.

Secondo il FAB, Accordo Quadro per Bangsamoro tra Governo e MILF, firmato il 15 ottobre 2012, le parti si accordarono a “stilare un programma di giustizia della transizione per affrontare le legittime lamentele della popolazione Bangsamoro, correggere le ingiustizie storiche e affrontare le violazioni dei diritti umani.”

Alla sigla del CAB erano presenti la Ferrer, Senen Bacani e Bai Yasmin Lao e la consigliera legale Anna Tarhata Basman, mentre il MILF aveva Iqbal, Jun Mantawil e il direttore della Commissione di transizione Bangsamoro Mike Pasigan. Presenti inoltre anche il Gruppo di Contatto Internazionale formato da quattro stati e quattro ONG internazionali.

Con la firma del FAB il 15 ottobre 2012 i gruppi di pace si dissero d’accordo che la situazione attuale era inaccettabile e che avrebbero lavorato per creare una nuova entità politica autonoma chiamata Bangsamoro che rimpiazzasse la vecchia ed inadeguata Regione Autonoma di Mindanao Musulmana (ARMM) per il 30 giugno 2016.

Il periodo di tre anni dal 2013 al 2016 sarà eventualmente terminato per dare spazio alla BTA, autorità di transizione del Bangsamoro che subentrerà al ARMM con la firma della legge fondamentale della Bangsamoro. La legge sarà sottomessa al presidente Aquino per il 31 marzo da parte della Commissione di transizione Bangsamoro (BTC). Mindanews

All’agenzia di stampa turca, la Ferrer ha dichiarato che l’accordo mira a portare la pace nel meridione musulmano del paese ed è il primo passo per allontanarsi da un conflitto armato verso una pace relativa. Esso è una cosa del tutto nuova dopo 40 anni di guerra. “Potremo creare istituzioni che daranno un buon governo perché la gente abbia fiducia in questo processo. Ma quel genere di pace sostenibile ha bisogno di tempo”.

Per il capo del Gruppo di Monitoraggio del processo, Alistair Mac Donald le prospettive per la pace sono più grandi di sempre. “Entrambe le parti capiscono sempre più cosa sia la tragedia del conflitto e il potenziale di Mindanao per tutte le Filippine.”

Mindanao è la seconda isola maggiore dell’arcipelago con enormi riserve naturali non sfruttate, dove esiste una buona minoranza musulmana specie in parti della Mindanao sudoccidentale.

Da questa minoranza conosciuta come Moro partì una lotta armata per la loro patria ancestrale negli anni 70 che ha fatto almeno 120 mila morti e migliai di rifugiati interni, oltre a lasciare nella povertà grandi parti dell’isola.

Ora dopo 15 anni di colloqui di pace si è giunti a definire una nuova regione autonoma nel meridione prima del 2016.

Secondo gli allegati sottoscritti l’unità autonoma Bangsamoro riceverà il 75% delle entrate dalle risorse naturali e dai minerali metallici dell’area, una cosa che ha impiegato tempo per essere firmata, come ammette la Ferrer. “Questo è molto importante poiché sappiamo che il cuore delle aspirazioni per un governo autonomo è il problema collegato alle risorse naturali”.

Questo accordo sarà firmato dal MILF, ma non dalle altre fazioni come il MNLF e il BIFF. Il MNLF era la fazione armata originaria che nel 1996 firmò un accordo di pace col governo filippino che però non ha mai visto l’applicazione pratica. Dalle sue costole è poi nato il MILF che è diventato il gruppo di insorgenza musulmano principale. Il BIFF è nato a sua volta dalle costole del MILF proprio sulla questione di questo accordo di pace. Si ricorderà che una fazione del MNLF legata a Misuari lanciò un assalto a Zamboanga finito nel sangue.

Per il MNLF questo accordo sarà alla fine un fallimento, mentre il BIFF ha dichiarato che non sarà cento lui a sabotarlo.

La Coronel afferma che c’è molta propaganda, perché i capi del MNLF non vogliono perdere i privilegi accordati loro nel passato. “Hanno avuto le loro possibilità e hanno fallito”. Un esempio fu l’elezione di Misuari a governatore del ARMM, evento che lasciò un’eredità di cui fu difficile andare fieri.

Il capo negoziatore del MILF, Iqbal, afferma che le possibilità che si hanno ora sono più grandi di quelle avute in passato. “Siamo moto vicini alla pace ma la firma di un accordo non è la fine. E’ un pezzo di carta che deve essere applicato.”

Rispetto al BIFF Iqbal ha detto: “Stiamo dicendo al BIFF che se volete l’indipendenza allora unitevi a noi. Abbiamo provato per oltre 40 anni, ma ora dobbiamo cambiare tattica. Possono continuare con le vecchie tattiche ma non credo che possono ottenere quello che vogliono”.

“Il MILF deve convincere i suoi oppositori della saggezza del processo politico. Così non incontreremo grandi difficoltà per quanto attiene al ritiro dei membri del MILF” ha detto Ferrer. Il processo di pace secondo la Ferrer aveva bisogno di dare incentivi per fermare la ribellione o la criminalità che potrebbero minare il processo.

Il cardinale di Mindanao Orlando Quevedo ha detto che per anni il governo filippino ha dimenticato cristiani e musulmani nel meridione del paese, ma ora lui è ottimista sul processo, nonostante alcune questioni che devono essere ancora affrontate nella regione.

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