Cessate il fuoco unilaterale e reciproco tra governo filippino e NPA

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Il presidente filippino Duterte ed il Comitato Centrale del Partito Comunista Filippino hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco unilaterale e reciproco delle ostilità dal 24 dicembre fino al 7 gennaio, una misura considerata di buona volontà e di costruzione della fiducia che fa prevedere il rilancio dei negoziati di pace che lo stesso Duterte terminò a novembre 2017.

Il presidente Duterte ha ricostituito il pannello dei negoziati di pace nominando il segretario esecutivo Salvador Medialdea come membro del pannello.

Il 21 dicembre, ad Utrecht in Olanda, ci fu una dichiarazione congiunta tra i rappresentanti del NDF filippino, rappresentato da Luis Jalandoni per NDF, e del governo filippino, rappresentato per l’occasione dal ministro del lavoro Silvestre Bello e dal presidente del gruppo di pace Hernani Braganza in cui si raccomandava una dichiarazione di cessate il fuoco, che sarà unilaterale e reciproca.

NDF, fronte democratico nazionale, rappresenta nei colloqui di pace sia il CPP, partito comunista filippino, che NPA, nuovo esercito popolare.

Il comitato centrale del CPP aveva già dichiarato il cessate il fuoco ordinando “a tutti i comandi ed unità del NPA e alle milizie popolari un ordine di cessate il fuoco”. L’ordine sarà effettivo nel momento in cui il governo farà i suoi ordini corrispondenti e reciproci sotto forma di sospensione delle operazioni militari e delle operazioni di polizia.

Duterte, secondo quanto dichiarato dal portavoce Panelo, ha notificato al dipartimento di difesa nazionale e al ministero degli interni, oltre che ai militari e polizia, di “emettere una dichiarazione ufficiale e comunicare le direttive di un armistizio nazionale con CPP-NPA-NDF ai loro agenti e alle unità armate per la dovuta osservanza in questo periodo”.

Panelo, dopo aver dichiarato che questa dichiarazione mostra la buona volontà e serietà del governo e del comandante in capo, ha anche detto che Duterte spera in un possibile riesumazione dei colloqui di pace con NDF per raggiungere un accordo con l’intera coalizione ed una pace duratura tra i cittadini filippini.

Anche il partito comunista filippino ha descritto il cessate il fuoco unilaterale e reciproco come una misura di buona volontà e di costruzione della fiducia nelle celebrazioni di Natale e dell’Anno Nuovo. Lo scopo è di “generare un’atmosfera positiva e conduttiva a tenere dei colloqui preparatori informali per riprendere i negoziati di pace”.

Le unità del NPA non porteranno avanti operazioni offensive contro unità, personale dei militari, polizia ed altri gruppi armati paramilitari legati al governo filippino, senza però cambiare la vigilanza contro azioni ostili e manovre contrarie ad un cessate il fuoco. Possibile azioni di difesa attiva sono possibili di fronte a pericoli chiari ed imminenti da parte di forze ostili.

Da quel novembre 2017 molte cose sono successe, quando il governo con la delegazione filippina che stava per partire per Utrecht, dopo una serie di attacchi grossi da parte della guerriglia. Poi il Proclama 374 del dicembre successivo decretava il CPP e NPA come gruppi terroristici ed ordinava a polizia e militari la guerra totale contro la guerriglia. Tanti militanti e consiglieri nel processo di pace che avevano l’immunità diplomatica sono stati nel frattempo arrestati.

Nel dicembre 2018 Duterte emetteva l’ordine 70 “istituzionalizzando l’approccio nazionale nell’ottenere una pace sostenibile ed inclusiva, e creando una Task Force Nazionale per porre fine al conflitto armato comunista locale e dirigendo l’adozione di un quadro di pace nazionale”

L’ordine 70 istituzionalizzava la preferenza di Duterte per colloqui di pace localizzati.

L’invio di Silvestre Bello ad Utrecht fu rivelato dallo stesso Duterte il 5 dicembre a Legazpi, nel suo linguaggio che dice e non dice, quando disse che inviava Silvestre Bello a parlare con Jose Maria Sison, fondatore del CPP. Duterte ha detto che questa era la sua ultima carta perché il tempo si esaurisce per la sua presidenza.

Il cessate il fuoco è stato salutato bene quasi da tutti a partire dalle varie confessioni religiose, dalle ONG che lavorano con le popolazioni Lumad.

Tutti sperano che questo cessate il fuoco possa essere un passo in avanti per la ripresa dei colloqui di pace, se onorato da tutte le parti.

Di segno contrario, secondo lo stile di una repubblica indipendente, sono le dichiarazioni del sindaco di Davao, Sara Duterte figlia del presidente, la quale chiede che la sua città sia esclusa dal cessate il fuoco rigettando per la propria città anche dei formali colloqui di pace.

La ABS-CBN cita una dichiarazione della sindaca Sara Duterte di “escludere Davao dallo scopo del cessate il fuoco di Natale con questi terroristi. Noi cerchiamo la stessa cosa una volta che il governo nazionale persegua la riapertura di negoziati formali di pace”

“Rispettosamente chiediamo cautela all’amministrazione Duterte nel riprendere negoziati di pace con NDF” ha detto Sara Duterte che si riferisce alla guerriglia sempre in termini di terroristi e che userebbero questo cessate il fuoco per fare altri attentati ed attacchi. “…e non dovremmo mai negoziare con i terroristi”

La corsia preferenziale per Sara Duterte sarebbero sempre i colloqui di pace localizzati.

Nel frattempo ci sono stati vari attacchi con bombe in vari punti di Mindanao, da Davao a Cotabato, dove varie bombe sono state poste davanti alle chiese durante le messe del Simbang Gabi la mattina prima dell’alba.

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