Chatchai Bangchuad, civile per la speranza di pace a Patani

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Il governo thailandese di Srettha Thavisin ha nominato, per la prima volta, a capo delegazione del pannello di pace dello stato thai nei negoziati del Meridione Thailandese un civile nella persona di Chatchai Bangchuad.

I colloqui di pace sono mediati dalla Malesia che nominò il suo ultimo facilitatore in Zulkifli Zainal Abidin il quale si è ripromesso di incontrare quanto prima il nuovo capo delegazione thailandese.

Nel primo incontro il facilitatore malese ha fatto sapere che non includerà i rappresentanti del Fronte Rivoluzionario Nazionale, BRN, che rappresenta il gruppo maggiore di insorgenti separatisti del Meridione Thailandese, a maggioranza etnica malese di religione musulmana, che dal 2004 hanno lanciato una campagna separatista ed insorgenza che ha fatto oltre 7400 morti e decine di migliaia di feriti.

Ricordiamo che le province thailandesi coinvolte nell’insorgenza sono quelle di Pattani, Yala, Narathiwat e alcuni distretti di Songkla.

“Credo sia il candidato migliore per subentrare nel ruolo come capo delegazione thailandese per i colloqui di pace perché era il vice quando a guidare il pannello era il generale Wanlop Rugsanaoh” ha detto il facilitatore malese Zulkifli a BenarNews.

“Lo incontrerò la prossima settimana a Bangkok oppure a Kuala Lumpur per discutere dei passi successivi. L’annuncio è stato fatto solo ieri e lo abbiamo appena saputo. Dateci del tempo quindi. Ma credo che il BRN voglia che i negoziati vadano avanti”

Chatchai Bangchuad è attualmente vicesegretario generale presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale ed è coinvolto nei colloqui di pace del Meridione Thai da anni, ben prima che Yingluck Shinawatra desse inizio ai colloqui formali del 2013 con la Malesia come paese facilitatore.

Dopo che il governo thai fece crollare i colloqui di pace con una serie di organizzazioni minori organizzate in MARA Patani a cui hanno partecipato membri del BRN, agli inizi del 2020 partirono una serie di negoziati diretti con il BRN che hanno prodotto delle brevi tregue come misura di costruzione della fiducia.

Restano profonde divisioni di vedute nelle due parti che divisioni interne che non fanno fare passi significativi in avanti.

All’inizio del 2023 il BRN ha fatto sapere di essere interessato a parlare con una delegazione frutto del risultato elettorale e che fino ad allora non serviva a nulla sedersi al tavolo del negoziato.

Dopo il travagliato periodo di costruzione del nuovo governo durato tre mesi, il governo di Srettha giunge al potere a settembre scorso dopo un compromesso tra potere e Pheu Thai per tenere fuori il MFP dal governo.

Al Pannello del Dialogo di pace dello stato thailandese partecipano il comandante della regione meridionale dell’esercito, il direttore generale degli affari civili del Centro Amministrativo delle regioni meridionali di frontiera SBPAC e rappresentanti del ministero degli esteri e del ministro della giustizia.

Di qualche giorno fa è l’incontro tra il premier malese Anwar Ibrahim e il premier thai Srettha Thavisin avvenuto nella città di frontiera Sadao, che non è tra le province dell’insorgenza, in cui si è discusso di commercio e della frontiera dei due stati su cui da sempre ci sono questioni contese dai due stati.

“Ho visto la volontà del primo ministro thailandese a cercare seriamente delle soluzioni al conflitto, e noi continueremo nel nostro ruolo di facilitatori sotto la guida di Tan Sri Zulkifli.”

Panitan Wattanayagorn, analista e consigliere dell’ex premier Prayuth, ha espresso il proprio ottimismo sulla nomina di Chatchai:

“Poiché Chatchai è un civile, cambia l’immagine del pannello di pace che utilizzava militari in pensione. Avere un civile che assume il ruolo di guida del negoziato potrebbe portare risultati positivi e portare dei progressi nel negoziato di pace più che in passato” ha detto lo studioso che ha aggiunto:

“Ci sono dei limiti però nel fatto che non potrà decidere su questioni sensibili e fondamentali come il disarmo, l’accordo a trattenersi dalla violenze e nella creazione di zone di sicurezza. Un burocrate civile non può decidere e deve essere la decisione del primo ministro”.

Un giovane simpatizzante del Fronte Rivoluzionario Nazionale sostiene che il governo thai deve mostrare più sincerità per arrivare ad una risoluzione pacifica a questo conflitto che ha radici temporali profonde.

“Sono contento che ci sarà un capo delegazione civile ma nel passato la Thailandia non ha avuto sincerità ed il processo è fallito. Voglio che la violenza termini con la mia generazione”.

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