Chiusa la televisione PeaceTV in Thailandia per lesa maestà

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La lesa maestà e il controllo dei media sono ancora i modi per mettere la museruola ai critici e ai dissidenti. Si chiede che la nuova bozza di carta costituzionale sia partecipata, ma non sono garantiti modi democratici di discussione poiché gli assembramenti di cinque persone o più sono vietati.

Come pure non si può chiedere un prolungamento dei tempi di approvazione per poter discutere e modificare alcuni aspetti fortemente antidemocratici. Ai media è chiesto di riportare fedelmente i fatti, cioè quelli che Prayuth e NCPO sostengono che siano i fatti. Nessuna critica di incompetenza è possibile.

peacetv

Lesa Maestà. La polizia thai ha detto che 239 casi di lesa maestà su 443 sono stati conclusi in sei mesi, mentre sono 25 mila i siti web chiusi sempre per lesa maestà. Altri 76 casi sono sotto l’indagine del Dipartimento indagini speciali in un totale di 128 casi. L’attenzione sui media online è molto forte perché la protezione della monarchia è il primo obiettivo.

In un colloquio dei tanti di Prayuth con i media il generale torna a mandare avvisi chiari:

“I media devono scrivere bene. Terrò i miei occhi su quello che scrivete. Voi comprendete quando vi parlo, ma quando scrivete esce fuori qualcosa di differente. Sottolineo i passaggi sui giornali quando sono in macchina. Siete tutti geni. Mi dite di trovare la soluzione a questo e quello. Che tipo di retroterra culturale avete? Vi chiedo. A chi mi critica chiedo se avete fatto qualcosa di successo. O siete solo bravi a lavorare sui giornali da quando eravate piccoli ad ora che siete vecchi? Continuate a criticare duramente il governo. Ma questo è il governo che ha preso il potere. Non criticateci come se fosse un governo normale. Non potete. Facciamo tutto per voi. Troviamo le soluzioni a tutto ma ancora mi criticate. Che diavolo avete? Sono troppo gentile? Non so”

Siccome la critica non è ben accetta, è stata chiusa una televisione gestita dal movimento delle magliette rosse, PeaceTV tolgliendole la licenza di trasmettere.

Scrive KhaosodEnglish :

La stazione, chiamata PeaceTV era stata sospesa in precedenza, ad aprile, per una settimana dopo che l’autority delle telecomunicazioni NBTC aveva detto che la copertura delle notizia violava l’Ordine 97 della giunta che proibisce di fomentare violenza o di causare divisioni nel Regno.

La stazione è gestita dal movimento delle magliette rosse antigovernativo e spesso ci sono i capi del movimento come Jatuporn Prompan e Nattawut Saikua. Natee della NBTC ha detto che PeaceTV ha violato l’accordo di non tramettere contenuti politicamente di divisione. “La NBTC con molta attenzione ha deliberato sull’azione e ha concluso che si tratta di un crimine ripetuto”

Ma è una decisione che un altro membro ha rigettato votando da solo contro la decisione.

Supinya Klangnarong in alcuni post su Twitter ha spiegato che NBTC poteva scegliere tra varie forme di punizioni con diverso grado di forza, e la decisione di chiuderla per sempre è una pena “sproporzionata”, saltando tutte le altre possibili misure. “Di principio sono d’accordo che NBTC doveva accrescere i suoi sforzi per regolare i canali televisivi al fine di prevenire il problema del riprodurre odio ed incitamento all’odio, ma deve essere proporzionato. Non si deve passare dal non usare il potere ad usarlo nel modo più totale.

Secondo Supinya PeaceTV era recentemente attenta a discutere la bozza della nuova costituzione, che era stata scritta da un corpo nominato dalla giunta, e della bomba nell’siola meridionale di Koh Samui lo scorso mese.

“Da quello che ho ascoltato, PeaceTV non usa un linguaggio rude come l’altro canale che appartiene allo stesso gruppo politico. Il contenuto può essere visto come critico del poter di stato con una visione scettica.” ha scritto la Supinya.

Il cofondatore di PeaceTV, Nattawut Saikua ha detto che su appellerà alla corte amministrativa: “PeaceTV è una organizzazione privata che lavora legalmente. Questa decisione non solo colpisce i diritti e la libertà, ma anche colpisce gli affari della stazione televisiva. Perciò i nostri avvocati si avvarranno del canale legale per difendere la nostra stazione.”

Egli crede che NBTC, che deve notificarlo ancora al canale tv, ha pensato da tempo come chiudere PeaceTV. “E’ come darci un cartellino giallo per farsi un po’ di legittimazione e darci quello rosso dopo. Non capisco chi sta al potere ora. La situazione chiede opinioni diverse a beneficio della bozza di costituzione e per creare riconciliazione, ma finiscono per bloccare un canale che veicola opinioni differenti. Significa che saranno rigettate le opinioni di alcune persone che non sono uguali a quelle di chi sta al potere. Con tutto quello di simile che accade, come può muoversi verso la democrazia il paese?”….

Sulla discussione sulla bozza della nuova costituzione traduciamo da Economist:

La giunta che governa la Thailandia sin dal golpe di maggio dice che lascerà il potere solo dopo aver guarito i mali sociali e politici che hanno reso impossibile la democrazia. Il 26 aprile gli uomini imposti in un comitato della “riforma” hanno terminato di dibattere la prima versione completa di una costituzione nuova che deve far proprio quello. La costituzione, presumibilmente ispirata al modello tedesco, deve ricevere l’assenso reale per settembre se si devono tenere le promesse elezioni per metà del prossimo anno. Ma non guarirà le profonde ferite politiche del paese. Anzi potrebbe aggravarle davvero.

Un testo della costituzione trapelato il 17 aprile ha confermato le dicerie che già circolavano da tempo. Il suo primo obiettivo sembra essere la neutralizzazione del Puea Thai, partito populista odiato dal potere ma che ha vinto tutte le elezioni sin dal 2001. Rafforzando un sistema di rappresentanza proporzionale, la costituzione renderà difficile ad ogni partito di vincere una maggioranza parlamentare, costringendo quindi a coalizioni continue tra il Puea Thai e gli altri partiti, persino la sua nemesi del Partito Democratico. Permetterebbe anche un primo ministro non eletto, se nessun parlamentare riesce a guadagnare un sostegno sufficiente a governare.

La costituzione probabilmente vedrà anche messa un po’ da parte la camera bassa da parte di un senato ingrandito e più potente. Meno di un terzo di senatori sarà eletto, scendendo dalla metà dell’ultima costituzione (e solo candidati sostenuti dal potere potranno parteciparvi). Tante altre istituzioni faranno da balia ai politici, compresa una “Assemblea della Morale Nazionale” che punirà chi agisce antieticamente, un termine generico che potrebbe essere usato contro i criticidel governo.

Tre quarti dei 120 seggi in una nuova “Assemblea della Riforma Nazionale” saranno riservati a quelli che servono ora in uno dei tanti posti della giunta. Il loro lavoro è di prevenire che ogni governo futuro devi dal programma di legislatura che i generali ora stanno stendendo.

La costituzione prevista segna un grande passo indietro dalla costituzione liberale del 1997 che era stata rimaneggiata da un altro golpe militare otto anni fa. Permetterà ai militari di mantenere il controllo fino alla successione reale ed probabilmente per molto tempo dopo la morte del re anziano e malato. Una clausola sembra limitare più esplicitamente l’abilità del re di intervenire in futuri scoppi di agitazioni politiche, forse per paura che il prossimo monarca sia debole nei confronti dei nemici del potere reale come Thaksin Shinawatra, ex premier in esilio che domina il Puea Thai.

Restano pochi mesi prima che il documento diventi legge. Gli ottimisti notano che i militari hanno annacquato alcune note proposte iniziali in risposta alle lamentele pubbliche. Ma sono probabilmente solo lavori di cosmesi. Sono scarse le speranze di un referendum. Per quanto si parli di democrazia, i militari sono sempre più autocratici mentre crescono le difficoltà: hanno tolto la legge marziale il 31 marzo ma l’hanno sostituita con un decreto che garantisce al golpista diventato primo ministro, Prayuth, persino un potere maggiore. Chi scrive la costituzione nuova spera che sarà di guardia contro la dittatura parlamentare. Ma loro smerciano un altro tipo di tirannia.

ECONOMIST

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