Cina e Thailandia gli attori del settore idroelettrico laotiano

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Cina e Thailandia sono e resteranno probabilmente i maggiori attori del settore idroelettrico laotiano.

Pak Beng è una cittadina addormentata del nord laotiano dove non accade quasi nulla se non quando emerge il lento vaporetto sull’imbarcadero sul fiume Mekong alle sei della sera. Quando arriva quella barca i negozi, i bar e i ristoranti vicino all’imbarcadero si ravvivano per salutare i turisti.

Come tante cittadine della provincia laotiana, a Pak Beng non ci sono infrastrutture. Ma circa due mesi fa qualcosa ha fatto sobbalzare alcuni residenti che hanno scoperto che un’impresa pianifica la costruzione di una nuova diga idroelettrica lì vicino.

“Due mesi fa venne un gruppo di persone importanti ad ispezionare il sito” racconta un commerciante. Un altro cittadino, La, dice di aver visto dove i lavoratori si accampano nel sito della diga ad una ventina di chilometri a nord della cittadina.

La diga di Pak Beng che si troova a 530 chilometri a sud della diga cinese di Jinghong sarà la diga sul Mekong più a settentrione nel Laos. I suoi principali azionisti sono lla cinese China Datang Overseas Investment e la Thailandese Gulf Energy Development PCL.

I lavori di costruzione devono ancora iniziare ma ci sono in fila già chi deve acquistarne l’elettricità. L’ente elettrico Thailandese EGAT pianifica di acquistare elettricità dalla diga di Pak Beng per i successivi 29 anni ad iniziare dal 2033.

Il costo della diga sarà di 1,88 miliardi di dollari e fornirà 912 MW di elettricità.

Il settore idroelettrico ha un ruolo fondamentale nell’economia laotiana e Cina e Thailandia giocano un ruolo importante. La Cina comunque ha di recente rafforzato il proprio ruolo nel settore energetico laotiano.

A marzo 2021 l’ente elettrico statale laotiano ha dato una concessione di 25 anni alla impresa di stato cinese China SouthernPower Grid Company di ingrandire la rete elettrica nel paese. L’accordo fu firmato tra i dubbi che il governo laotiano avesse dato il controllo dell’infrastruttura fondamentale a governi stranieri.

La Cina è già il paese straniero investitore e donatore più importante per via degli investimenti ferroviari e stradali del BRI che ammontano a 7 miliardi di dollari, equivalenti al 39% del PIL.

Il Laos è un paese senza sbocco al mare in cui la maggioranza dei suoi 7,5 milioni di abitanti vive nelle aree rurali e le cui risorse naturali sono in gran parte intatte. Il suo governo lanciò agli inizi degli anni 2000 la sua politica di Batteria per l’Asia per attrarre investimenti in cambio di entrate derivanti dalla vendita di elettricità ai paesi vicini.

Da allora sono piovuti nel settore gli investimenti stranieri che hanno portato con sé l’indagine sugli impatti ambientali e sociali di questi investimenti.

cina e thailandia nel settore idroelettrico laotiano
Source: Dialogue Earth

La nuova diga di Pak Beng ha acceso dubbi tra le comunità thailandesi sul fiume Mekong, dato che essa si trova solo a qualche ora dalle province thai del Mekong a Nord e nel Nordest.

Un gruppo di rappresentanza dei cittadini di otto province del Bacino del Mekong espressero i dubbi al premier Thai Srettha Thavisin che se si verificasse l’effetto backwater, effetto di riflusso, il fiume Mekong si trasformerà in una riserva per tutto l’anno, allagando aree su entrambi i lati delle sue rive. L’effetto Backwater si realizza quando il livello dell’acqua sale a causa del blocco del flusso naturale.

Il governo laotiano pianifica di risistemare circa 4700 persone di oltre 700 famiglie per fare spazio alla costruzione della diga di Pak Beng. Quando inizieranno le operazioni presumibilmente nel 2033, si unirà ad un insieme di una dozzina di dighe laotiane sul Mekong, alcune delle quali sono già operative mentre altre sono in fase di costruzione o di pianificazione.

Cattiva Esperienza nel settore idroelettrico laotiano

I residenti di Pak Beng subiscono i contraccolpi di un progetto idroelettrico.

Sette anni fa, una impresa ingegneristica statale cinese, China National Electric Engineering, ha costruito la diga di Nam Beng a dieci chilometri a nord della città. A metà marzo l’area del fiume a valle dietro l’accesso alla riserva era arida. La riserva stessa era piena di acqua.

Tee, una abitante anziana di Pak Beng, ricorda come la sua casa si allagò di acqua quando la diga di Nam beng iniziò le operazione nel 2016. L’ondata cancellò i suoi 150 polli e otto scrofe.

Il governo non le fece alcun risarcimento ma la spostò in un’altra posizione dandole un pezzo di terra per costruire la casa.

“I cinesi costruirono la diga ma non ci aiutarono” dice Tee. Oggi Tee ha ancora del bestiame e delle terre sulle colline con cui si sostiene.

Tee e gli altri cittadini che hanno subito la diga di Nam Beng vivono in un nuovo villaggio costruito dal governo a circa cinque chilometri dalla riserva. A differenza dei sporadici insediamenti agricoli visti a Pak Beng e in altre aree rurali laotiane, questo villaggio porta tutti i segni di una pianificazione.

Ci sono le file di case e alcuni incroci sebbene solo parti delle strade siano fatte in cemento Un cittadini dice che circa 300 famiglie si sono spostate nell’area nei pochi anni scorsi.

Som, un altro abitante, racconta come l’ondata cancellò la sua casa nel 2018. I rappresentanti laotiani dopo l’allagamento giunsero sul posto e le dissero: “Se dici che ciò è stato causato dall’acqua dalla diga, ti mettiamo in carcere”.

“La diga rilasciò acqua per tre giorni e tre notti, ma le autorità insistevano nel dire che era acqua naturale” racconta Som che ricorda che le autorità, per farla andare via con la famiglia, le tagliarono l’elettricità e l’acqua.

Ian Baird, esperto di ecologia del Mekong presso l’Università di Wisconsin Madison, dice che la maggioranza dei cittadini colpiti dagli effetti della diga riceve un risarcimento unico. Crede che quel risarcimento non sia adeguato visto gli impatti di lungo termino che i residenti devono sopportare.

“Il maggior problema è di solito trovare delle persone che sono state ricollocate su una terra buona per l’agricoltura. Perciò è raro che la gente raramente sta meglio di prima e di solito sono sempre peggio di quanto lo erano prima” dice Baird che aggiunge come alcuni residenti fuori dell’area della riserva di rado riceve risarcimenti.

Controllo delle acque delle dighe laotiane

La Cina gioca un ruolo importante nella costruzione di dighe lungo i fiumi del Sudest Asiatico tra cui il Mekong. Ma ha i propri grattacapi geopolitici.

Pechino è stata accusata di trattenere le acque a monte durante le siccite e gli altri paesi del Bacino del Mekong, come Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam, chiedono alla Cina di condividere i dati sull’acqua.

Secondo Mekong Infrastructure Tracker di Stimson Center, ci sono attualmente 11 dighe sulla parte cinese del Mekong, Lancang. La Cina ha anche investito in almeno altri 35 progetti idroelettrici in Laos, Vietnam, Myanmar e Cambogia.

In Laos le imprese cinese sono coinvolte in tre dighe pianificate sul flusso del Mekong: Pak Beng, Pak Lay e Sanakham. Le imprese thailandesi sono presenti nel resto delle dighe sul flusso del Mekong tranne che nella diga di Don Sahong finanziata dalla Malesia.

Agli inizi del 2023, il Laos ha prodotto energia da 76 dighe idroelettriche e altre 43 sono ancora in costruzione. La Thailandia è ora l’investitore maggiore in megawatt prodotti seguita da Cina e Vietnam.

“C’è un incredibile numero di dighe in Laos sia sul Mekong che sui suoi affluenti perché il Laos non ha un’industria” dice l’economista thai Aat Pisanwanich.

“La sola fonte di entrate del Laos sono turismo ed elettricità. C’è una forte richiesta di elettricità dai paesi confinanti come il Vietnam, dove ci sono frequenti interruzioni di fornitura. Anche la Thailandia è un grande importatore di elettricità laotiana”

Cina e Thailandia resteranno probabilmente i maggiori attori del settore idroelettrico laotiano.

“La Cina ha dato un sostegno importante allo sviluppo di energia idroelettrica. Comunque gli aspetti negativi sociali e ambientali non sono stati mitigati come si deve né risarciti, e ciò ha comportato gravi impatti negativi” sostiene Ian Baird.

Jitsiree Thongnoi, CGSP

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