Cinque nazioni gettano in mare più plastica di tutto il resto del mondo messo insieme

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Il fiume indonesiano Citarum, insozzato dai rifiuti fino a diventare irriconoscibile, è stato definito il fiume più inquinato al mondo. La situazione si è così deteriorata che è stato inviato l’esercito per rimuovere i rifiuti di plastica e per prevenire l’ulteriore uso come discarica della via d’acqua.

E’ solo una scheggia del problema enorme dell’inquinamento in Asia.

Cina, Indonesia, Filippine, Thailandia e Vietnam: cinque nazioni gettano in mare più plastica di tutto il resto del mondo messo insieme secondo un documento di Ocean Conservancy.

Non è però un problema solo asiatico. La plastica è uno dei maggiori problemi ambientali del mondo. Gli USA hanno gettato 33.6 milioni di tonnellate di plastica riciclandone solo il 9.5%.

La plastica non solo distrugge la vita marina e soffoca gli uccelli marini, ma frammenti tossici possono finire attraverso i frutti di mare nella catena alimentare umana. Richiede anche decenni per decomporsi.

Eppure la situazione non è senza speranza. Il modo migliore di ridurre i rifiuti di plastica è tagliarne i consumi secondo gli esperti.

Ci sono vari modi per unirsi al movimento per salvare la terra.

Scegliere l’acqua filtrata e non imbottigliata

Questa potrebbe essere l’abitudine più difficile da eliminare per i consumatori asiatici. Hong Kong da sola consuma 5.2 milioni di bottiglie di plastica al giorno.

Presto sarà disponibile nelle case, uffici e persino spazi aperti in Asia il sistema di una compagnia svedese, Bluewater, che offre una tecnologia di filtrazione di acqua energeticamente sufficiente. La compagnia svedese spera di aumentare l’accesso ad acqua filtrata in luoghi pubblici contrastando la nozione che l’acqua imbottigliata sia più salubre da bere di un’acqua filtrata in modo opportuno.

“E’ possibile consumare acqua in modo sostenibile e anche un’acqua che ha un miglior gusto” dice Anders Jacbson di Bluewater.

Riuscirà questa idea a decollare in spazi commerciali, hotel dove le bottiglie di acqua in Asia sono anche un simbolo dello status?

Un grande hotel di Hong Kong sta tentando di dare ai propri ospiti acqua filtrata fatta in casa, purificata. Dispensatori di acqua saranno disponibili nelle stanze e nelle sale dove gli ospiti avranno accesso libero all’acqua potabile.

“Questa iniziativa mostra che sostenibilità e lusso vanno insieme” dice un Archie Keswick del Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong.

Rendere sostenibile la consegna di alimenti

Dai ristorantini ambulanti vietnamiti e Thailandesi ai servizi di consegna di alimenti diffusi in tutta l’Asia mangiare è difficilmente un questione verde quando si esamina il quantitativo di utensili di plastica usati.

Una startup di ecommerce che cerca di combattere l’enorme quantità di rifiuti generati da utensili usa-e-getta è la The Kommon Goods di Hong Kong che produce prodotti riciclati comuni da distribuire alle imprese, catene alberghiere e università. Producono bacchette di bambù, stoviglie riusabili, bottiglia di acciaio inossidabile.

“Siamo così radicati in Asia da rendere prioritario soprattutto la comodità. Ma essere consci dell’ambiente è tanto semplice come dire che non avrai bisogno di altre posate la prossima volta che prendi alimenti da asporto” dice Alvin Li di Kommon Goods che aggiunge: “Sei milioni di tonnellate di plastica, in maggioranza posate, sono gettate ogni anno. Si stima che per il 2050 la plastica nell’oceano peserà di più del pesce.”

Rigettare le buste di plastica

Lo scorso anno Singapore produsse 1.67 milioni di tonnellate di rifiuti domestici ed un terzo è rappresentato da rifiuti di imballaggio, buste di plastica e imballaggio per alimenti. La quantità è sufficiente per riempire 1000 piscine olimpiche secondo un rapporto di CNA.

Le buste di plastica sono un modo conveniente ed efficace di trasportare la spesa. Ma non sono biodegradabili e vanno a finire nell’oceano.

Questa è la ragione perché Taiwan si sta orientando per il divieto totale di usare la plastica compreso buste, tazze e stoviglie da parte dei ristoranti ed imprese per il 2030. Ha anche iniziato i primi passi per vietare le singole cannucce di plastica.

In Cina e Vietnam alimenti e bevande sono spesso impacchettate direttamente in buste di plastica perché facili da trasportare. E’ improbabile che cambi immediatamente l’abitudine. Si faccia un’azione personale: molti rivenditori sono felici di distribuire l’alimento nel vostro proprio contenitore.

Unisciti al movimento

Non sarà forse il modo più eccitante di passare la giornata ma è efficace e ha un valore: partecipare alla pulizia di una spiaggia. Il gruppo One Island One Voice (Un’isola una voce) di recente ha condotto una grande iniziativa con oltre 20 mila persone che si sono ritrovate a ripulire le tantissime spiagge della popolare isola di Bali.

Si può anche partecipare ad iniziative maggiori con organizzazioni internazionali International Coastal Cleanup, che dà i mezzi per organizzare le ripuliture delle spiagge a livello locale.

“Nella nostra vita di ogni giorno si può fare qualcosa di personale per riportare eccessivi imballi di plastica verso l’impresa, o inviare lettere per richiedere alternative senza plastica. L’impegno a liberarsi della plastica inizia a livello individuale prima di estendersi alle imprese e alla comunità” dice Sion Chan di Greenpeace.

Sul versante positivo si notano alcuni sforzi sistemici. Il presidente Filippino Duterte ha ordinato la chiusura di Boracay ai turisti per ripulire il mare dei rifiuti.

Il governo indonesiano si è dato l’obiettivo ambizioso di rendere l’acqua del fiume Citarum di nuovo bevibile nel giro di sette anni.

Hannah Leoung, Forbes

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