Cittadini cinesi nelle Filippine: come è difficile sapere il numero

Listen to this article

Quanti cittadini cinesi nelle Filippine che lavorano legalmente o meno ?

Il governo Duterte non lo sa oppure non lo vuole dire, stando almeno ad una recente audizione del Senato, mentre i dati ricavati da questo giornale [NdT pubblicato in SCMP] mostrano cifre ufficiali che sono molto inferiori alle stime degli osservatori.

La frustrazione alla fine si è fatta strada nella voce del senatore Joel Villanueva nel rimproverare i rappresentanti del ministero del lavoro, DOLE, nella audizione al senato condotta dal comitato sul lavoro, l’impiego e lo sviluppo delle risorse umane che lui presiede.

“E’ lampante” ha detto il senatore. “I vostri dati dicono che sono stati dati pochissimi permessi di lavoro agli stranieri, AEP, ma ce ne sono tantissimi e per il loro numero è chiaro che sono lavoratori illegali”.

Villanueva voleva sapere se i cittadini cinesi rubano lavoro ai filippini di cui ci sono 3,8 milioni di disoccupati a luglio 2018 secondo le stime dell’agenzia di pianificazione nazionale. La legge filippina permette agli stranieri di lavorare su posti di lavoro per cui non ci sono filippini qualificati.

Quell’audizione comunque non è riuscita a scoprire quanti cittadini cinesi sono venuti nel paese a vivere e lavorare da quando Duterte è diventato presidente.

I dati ottenuti dal giornale dicono che i cittadini cinesi lavorano legalmente nel settore dei giochi online come anche nei settori in cui i filippini sono qualificati, come la manifattura e le costruzioni. La costituzione stabilisce che lo stato “debba promuovere l’uso preferenziale dei lavoratori filippini”.

Il ministero del lavoro ha emesso, tra 2016 e maggio 2018, 53311 AEP, compresi 18557 dati a cittadini cinesi in “attività di servizi amministrativi e di sostegno amministrativo”; 10560 nei settori “arte, intrattenimento e ricreazione” che includono le attività di gioco online e casinò; 7754 in “informazione e comunicazione; 4716 nella manifattura e 2884 nelle costruzioni.

La maggior parte di questi cittadini con AEP sono concentrati a Manila, circa 32mila, mentre altri in altre aree che ospitano casinò e giochi online. Questi includono la regione III dove stanno le zone economiche di Subic e Clark con 9112 AEP; la regione II dove sta l’Autorità di di zona economica di Cagayan che ha emesso quasi 8000 AEP; la regione 10 dove operano i casinò di Cagayan de Oro.

Dopo una serrata indagine, i senatori hanno appreso che sono quattro entità statali separate ad emettere differenti tipi di visti.

Il ministero degli affari esteri emette dei visti turistici e visti di pre-impiego; l’Immigrazione visti per immigrazione, di non immigrazione e visti all’arrivo VUA e permessi di lavoro speciali SWP. Il ministro della giustizia emette visti speciali per residenti investitori 47a2 e l’autorità di Cagayan emette visti di lavoro CEZA, visti di residenza e visti per dipendenti.

Nessuno potrebbe dire quanti visti sono stati emessi in totale. Ma tutte e quatto le entità statali hanno detto che tutti gli stranieri, prima di poter ottenere un visto da loro, devono avere un AEP che è emesso solo dal ministero del lavoro.

Credevo di essere in Cina

L’immigrazione cinese è un argomento sensibile tra i filippini, molti dei quali risentono della competizione per il lavoro e la proprietà e per la crescente presenza maggiore cinese nel Mare Cinese Meridionale.

“Sono dovunque” ha detto un residente del quartiere elegante di Salcedo Village. “Camminano a centinaia, in gruppi di tre, nonni e nonne che spingono il passeggino. Famiglie, gruppi di ragazze, coppie. Tantissimi”

A Muntilupa, una città di Metro Manila, un cittadino Remy ha paragonato questo afflusso ad un’invasione: “Hanno invaso le nostre isole nel mare filippino occidentale ed ora nel mio condominio in costruzione. E’ l’invasione di casa mia”

Nell’inchiesta del Senato, il senatore Villanueva ha iniziato la seduta dicendo che “sembrava di essere in Cina” a causa del numero di cinesi che ha osservato nella grandissima Mall of Asia vicino Manila Bay.

Il senatore ha posto anche la preoccupazione che l’influsso di cinesi possa causare una crescita dei prezzi delle case e degli affitti. Ha citato tutti i nomi dei grandi condomini attorno a Manila e nella periferia che sono ora affollati con i nuovi lavoratori appena arrivati. Ha citato anche un’offerta di 400 unità di condominio a Montilupa per 3000 lavoratori stranieri che ha fatto il giro di Facebook.

Il sottosegretario al lavoro Ciriaco Lagunzad III ha ammesso durante un’intervista serrata al senato che il sistema è compromesso e permette la proliferazione di immigrati clandestini. “All’inizio tanti giungono come turisti e poi convertono il loro visto per lavorare”

Poi, ha detto il sottosegretario, dal 2015 al 2017 l’ufficio di immigrazione ha emesso 119.814 SWP, un tipo speciale di visto turistico, rilasciati a chi andava a lavorare per lo più nei i casinò.

“Questi sono rilasciati senza la necessità di un SWP perché si tratta di lavori temporanei, per tre o sei mesi … Nel corso della validità di un SWP lo status dei cittadini esteri resta di turista.”

Quanti ne sono stati emessi dalla amministrazione Duterte? Il giornale ha ottenuto una cifra complessiva dal DOLE che mostra che dei 119814 SWP emessi tra 2015 e 2017 la massa, cioè 102174 erano stati dati nel 2016 con 27,136 SWP e con 75,038 SWPs 2017.

Quando all’avvocato Jessa Fernandez del PAGC, ente regolatore del gioco e lotterie, è stato chiesto quanti lavoratori con SWP lavorassero nel gioco online, ha risposto: “Non abbiamo il numero esatto”.

Come detto in un altro articolo, l’industria del gioco d’azzardo online si è dedicata ad assumere nazionali cinesi perché la massa della clientela proviene dalla Cina Continentale.

Le cifre del ministero del turismo mostrano che sono entrati 675663 nazionali cinesi nelle Filippine nel 2016, mentre altri 968447 lo scorso anno. Il sottosegretario agli esteri Sarah Arriola ha detto ai senatori che il ministero degli esteri ha emesso 1656630 visti turistici e 18 visti preimpiego a cittadini cinesi da gennaio a novembre 26.

Quindi sono entrati almeno 3.3 milioni di cittadini cinesi nelle Filippine come turisti dal 2016 al 2018.

L’immigrazione non ha detto quanti di questi turisti avevano un SWP. Un rappresentante del governo ha detto a questo giornale in altra intervista che SWP e VUA emessi dall’immigrazione tra 2016 e 2017 non passano attraverso il sistema del ministero degli esteri per la verifica. Né vanno attraverso il ministero del lavoro perché entrambi i visti sono classificati come visti turistici.

Secondo l’attuale sistema del ministero del lavoro chiunque di questi 3.3 milioni di turisti cinesi possono convertire i loro visti in visti di lavoro purché ottengano un AEP. Mentre aspettano l’AEP sono emessi dei permessi provvisori di lavoro dal ministero, ma alla fine devono essere sostituiti da un AEP.

I dati del AEP del Ministero del lavoro mostrano che i numeri di visti sono andati da 8,672 nel 2015 a 19,294 nel 2016, quando Duterte divenne presidente a metà anno e lasciò cadere una decisione dell’Arbitrato sul Mare Cinese Meridionale a favore di una ricerca amichevole di ingaggio con la Cina.

Siate attenti

Wilson Lee Flores, agente immobiliare e giornalista del Philippine Star, dubita di queste cifre dicendo che sono esagerati e in realtà “non sono poi troppi”.

“Perché qualcuno vuol venire qui a lavorare da muratore quando a Guangdong la paga minima è il doppio della nostra?” si domanda. “Chiunque l’ha detto non ha un minimo di senso comune”

Eppure i dati del ministero del lavoro mostrano che 2884 cittadini cinesi lavorano come muratori nelle costruzioni con un valido AEP.

Questo numero minimo di lavoratori cinesi potrebbe non essere una questione elettorale nelle prossime elezioni di maggio 2019. Ramon Casiple di Institute of Political and Electoral Reforms, sostiene che l’edilizia è una delle industrie dove lavorano moltissimi filippini e che potrebbe far scoppiare la rabbia generale nel caso lavorassero molti cinesi.

“Deve essere provato che stanno togliendo lavoro ai filippini” ha detto.

Lo scorso settembre l’ufficio di immigrazione arrestò 34 cittadini cinesi che lavoravano illegalmente a Manila “togliendo lavoro ai filippini” secondo la portavoce Dana Sandoval.

La senatrice Grace Poe che è finora sarebbe la più votata alle prossime elezioni del 2019 ha specificato che il programma infrastrutturale di Duterte vuole dare lavoro ai filippini, “non agli stranieri”.

Le stime non ufficiali riportate da Bloomberg sono poste a 100 mila cittadini cinesi che lavorano nelle Filippine, circa il doppio degli AEP emessi dal ministero tra il 2016 ed il 2018.

Un paragone tra i visti AEP emessi dal DOLE e i dati dell’Ufficio dell’immigrazione ottenute attraverso una richiesta ufficiale del FOI rivelano una discrepanza.

Mentre il DOLE ha emesso 53311 AEP tra 2016 e 2018, l’ufficio di immigrazione ha detto che ha emesso 72628 visti di lavoro temporanei o permanenti a nazionali cinesi nello stesso periodo. Questo comporta che 19628 cittadini cinesi hanno avuto il visto di lavoro senza aver AEP.

Teresita Ang-See, una delle fondatrici di ONG Kaisa, stima che il numero di cinesi che lavorano legalmente ed illegalmente nelle Filippine è molto superiore.

“La stima più accettabile di queste cifre è un massimo di 200 mila, estrapolati dalle cifre dell’immigrazione e dalle iscrizioni nelle scuole cinesi”.

Questi si aggiungono ai 1,2 milioni di cinesi con cittadinanza filippina, ha detto Teresita Ang-See.

Nonostante i numeri citati Duterte ha avvisato la polizia dell’immigrazione a “stare attenti” quando si arrestano immigrati illegali.

“Se pensate che ci stiamo perdendo, perché ci sono troppi cinesi che lavorano qui, ricordate che c’è lo stesso numero di filippini che lavorano in Cina” ha detto Duterte.

Sul Gulf News si citava il ministro del lavoro Silvestre Bello che diceva che 12254 filippini lavorano in Cina ma che ci sono altri 200 mila che lavorano illegalmente dal 2016.

Manila firmerà un accordo tra governi con la Cina per impiegare 10 mila filippini nella Cina continentale, ha detto il ministro della finanza Diokno. “La Cina vuole assumere i nostri lavoratori filippini all’estero” ha detto Diokno che ha minimizzato le preoccupazioni sui cinesi che prendono il lavoro dei filippini.

Raissa Robles, RR

Taggato su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole