Cittadini di Chana del Meridione thai in protesta a Bangkok

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Un folto gruppo di cittadini di Chana del distretto di Songkla del meridione thailandese è giunto a Bangkok davanti al palazzo del governo per protestare contro il piano del governo di costruire una enorme zona industriale sostenuta dalla Cina estesa su 2700 ettari che oltre a danneggiare l’ambiente sconvolgerà il loro modo di vivere.

Nontarat Phaicharoen/BenarNews

I cittadini di Chana sono giunti durante la settimana e si vogliono fermare fino a quando non riusciranno a parlare col primo ministro Prayuth Chanocha riguardo una valutazione di impatto ambientale prevista per gli inizi del 2021.

I cittadini di Chana del distretto di Songkla si sono accampati vicino ai container posti lì come barricate insieme al filo spinato, in vista delle proteste del movimento democratico che ha deciso di mettersi a loro disposizione.

“Per prima cosa il governo deve fermare immediatamente la zona industriale di Chana di Songkla, la pianificazione urbana e la valutazione di impatto ambientale” ha detto Somboon Khamhaeng del Chana Rak Tin Network a BenarNews.

“Seconda cosa, il governo deve condurre in modo completo una valutazione ambientale strategica. SEA, per creare un insieme di conoscenze per future prese di decisione sui progetti nel meridione”.

La zona speciale di Chana, progetto prototipo di città industriale, secondo i manifestanti deve essere cancellato perché è una eredità illegittima del governo della precedente giunta militare che si installò dopo il golpe del 2014 e copre nel 2700 ettari 3 sottodistretti e 1500 residenti, per un valore complessivo di 500 milioni di euro.

Questo progetto, che fu approvato dal governo thailandese nel maggio 2019, è controverso anche perché alle audizioni pubbliche tenutesi nel distretto fu impedito di partecipare a chi si opponeva per gli impatti sulla vita e sull’ambiente di questo megaprogetto.

Secondo una portavoce del governo Prayuth, il progetto prevede dei porti di mare profondo per navi di grandi capacità, una rete di trasporto di terra ed un complesso energetico per produrre elettricità.

“Non vogliamo vedere conflitti a causa di questo progetto che è per tutti, non solo per i residenti di Chana” ha detto Somkiat Polprayoon, che dirige SBPAC, autorità amministrativa delle province della frontiera meridionale, regione a maggioranza malay musulmana.

A questo progetto che, secondo Somboon Khamhaeng, modificherà tutta la costa ed i villaggi connessi, partecipano grossi conglomerati ed industrie petrolchimiche come TPI Polene Power (TPIPP) e il conglomerato petrolifero e petrolchimico IRPC.

Sembra che il trasporto via terra sarà assicurato dagli investimenti cinesi da 18 miliardi di euro per costruire una ferrovia ad alta velocità che fa parte dell’iniziativa cinese della BRI, nuova via della seta.

Proprio questo coinvolgimento cinese alimenta alcune paure legittime:

“Nel passato TPIPP e IRPC si sono presi la terra e hanno manipolato i prezzi. Quando Chana diventerà una zona industriale la terra sarà venduta ai cinesi” dice a Benarnews un residente. “Sarà venduta a stranieri con una perdita di risorse naturali nazionali. Ecco perché ci opponiamo al progetto”.

La posizione della SBPAC invece è che questi progetti sostengono lo sviluppo di un’area che è colpita da molto tempo dalla povertà che costringe in tanti ad andare a cercare lavoro in Malesia. E’ uno stile di sviluppo che non riesce a creare lavoro per le nuove generazioni che per sopravvivere sono costrette ad emigrare.

Secondo SBPAC la zona industriale creerebbe centomila posti di lavoro in una regione dove ci sono 50 mila disoccupati su una popolazione di oltre 2 milioni di persone.

Sarà una delle tante cattedrali nel deserto che, se darà del lavoro, creerà ulteriore disoccupazione nei territori circostanti ed espellerà tantissima gente dalle coste.

Chana di Songkla è l’altra faccia del meridione thailandese rappresentato dalle isole thailandesi famose in tutto il mondo di Phuket e Koh Samui, dove l’alta presenza turistica permette di accrescere significativamente il reddito della gente locali.

Ma Chana è uno di quei quattro distretti della provincia di Songkla di etnia malay a maggioranza musulmana, incluso nella regione del Profondo Meridione thailandese che è amministrata dal SBPAC il cui direttore è nominato direttamente da Bangkok.

In questa regione è attiva dal 2004 un’insorgenza di basso livello di tipo nazionalista che in questi anni ha registrato oltre 7000 morti e ha fatto decine di migliaia di feriti per lo più civili.

Essa vive dal 2004 sotto la legge marziale e varie leggi di emergenza con una forte presenza di militari e polizia.

Il gruppo di cittadini di Chana sono quindi giunti a Bangkok, nelle vicinanze del palazzo di Bangkok, dopo un viaggio lunghissimo per niente disposti a tornare a casa a mani vuote.

Qui hanno trovato e si sono incrociati col movimento giovanile democratico di Gioventù Libera che ha posto da qualche mese ormai le proprie rivendicazioni al governo Prayuth.

Scrive il Prachatai:

“Il pomeriggio del 10 dicembre i cittadini di Chana sono arrivati al Ponte Chamai Maruchet, a 50 metri dal Palazzo del Governo, dove container, filo spinato e poliziotti antisommossa erano stati dispiegato per gestire le manifestazioni vicine proclamate dai manifestanti democratici e persone con disabilità. Loro hanno deciso di accamparsi di fronte alla barricata.”

Il comandante della sottodivisione 1 della polizia metropolitana ha detto ai manifestanti di tornare lunedì per dare la loro richiesta al governo, ma loro hanno rigettato questa richiesta.

cittadini di Chana a Bangkok
prachatai.com

La situazione si è riscaldata un po’ quando sono giunti i manifestanti democratici in marcia dalla loro protesta al Memoriale del 14 ottobre ed al Ministero dello sviluppo sociale al luogo della protesta per esprimere il loro sostegno al gruppo di cittadini di Chana.

La polizia ha schierato i propri uomini antisommossa all’incrocio Wat Benjamabophit, a 200 metri dai cittadini di Chana, dove hanno provato a bloccare il servizio d’ordine dei manifestanti.

Alla fine, dopo un confronto serrato con la polizia, i manifestanti democratici sono riusciti ad incontrare i cittadini di Chana.

Pai Dao Din Jatupat, che ha alle spalle lotte ambientali con i cittadini del nordest thailandese da dove proviene, ha fatto un discorso di sostegno ai manifestanti promettendo di aiutarli in caso provava la polizia a disperderli con la forza.

Poi Jatupat ha chiuso la manifestazione facendo calare di molto la tensione.

“Da notare che la polizia usa la tattica delle barricate di container ogni volta che viene annunciata una manifestazione davanti al palazzo del governo” scrive il Prachatai.

(Articoli originali BenarNews e Prachatai)

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