Cittadini Russi a Bali, turismo di massa e fuga dalla guerra

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La presenza di tanti cittadini russi a Bali, la maggiore presenza dopo gli australiani, ha creato qualche problema con la popolazione locale

Mentre si allentavano le restrizioni di viaggio per il Covid19, l’Indonesia ha lanciato alla fiera del turismo di Mosca del 2022 il motto “E’ la volta di Bali”.

L’economia di quest’isola tropicale era stata colpita severamente dalla pandemia, ma ora con il ritorno dei turisti non tutto va secondo i piani.

cittadini russi a bali

Sono decine di migliaia i cittadini russi a Bali arrivati lo scorso anno tra cui anche coloro che si volevano allontanare dalla guerra del loro paese con l’Ucraina. Alcuni lavorano da maestri di tennis, fotografi e persino cabarettisti, in violazione delle norme previste dal loro visto secondo le autorità e cittadini balinesi.

Ciò ha procurato una certa reazione in un tranquillo centro del turismo internazionale che è conosciuto per le sue spiagge e il panorama mozzafiato delle sue campagne. Cittadini arrabbiati hanno lanciato campagne sui media sociali contro le presunte trasgressioni dei cittadini russi a Bali chiedendo alle autorità di intervenire.

Il governatore di Bali, Wayan Koster, ha persino chiesto al governo di Giacarta di sospendere per i turisti russi e ucraini la politica di visto all’arrivo ed far chiedere loro il visto prima della partenza. I dati mostrano che sono cresciuti anche i viaggi dall’Ucraina, sebbene il numero di turisti russi dello scorso anno in Indonesia sia stato di gran lunga maggiore di quello ucraino e sebbene i cittadini balinesi siano più risentiti del comportamento dei russi.

“Ci sono tantissime violazioni delle regole di immigrazione, come turisti che lavorano, che commettono reati economici, che stanno più del previsto” ha detto il governatore di Bali a WSJ.

Dall’invasione russa dell’Ucraina a febbraio 2022, centinaia di migliaia di cittadini russi si sono riversati nei paesi vicini come Georgia e Armenia, dove si parla molto la lingua russa. Un piccolo numero è andato in destinazioni lontane come a Bali, dove sono è relativamente economico trovare da mangiare e da dormire e dove l’applicazione delle regole di immigrazione è tipicamente debole.

Ad ottobre dopo l’ordine di vasta mobilitazione dato da Mosca per schierare nuove truppe in Ucraina, il numero di russi arrivati in Indonesia è raddoppiato a 12 mila ed è cresciuto ogni mese fino a gennaio scorso, mese in cui ci sono dati pubblici a disposizione. Circa 22mila viaggiatori provenienti dalla Russia sono arrivati a Bali a gennaio, la seconda nazionalità dopo gli australiani.

Molti di loro rimangono per lunghi periodi e lavorano online per marketing per media sociali di imprese russe. Altri lavorano da barbieri, preparatori atletici e massaggiatori che si rivolgono in parte alla crescente comunità russa.

“Ci sono tanti russi qui ora che abbiamo costruito una specie di piccola Mosca a Bali” dice Anton Zanimonets, un russo che vive a Bali dal 2019 con la famiglia, dove lavora come agente immobiliare con un visto di affari. Lui dice di incoraggiare gli amici russi ad imparare inglese e indonesiano e a legalizzare la propria posizione.

Il ministro del turismo indonesiano Sandiaga Uno ha detto di aver preso in considerazione la proposta del governatore di porre fine al visto all’arrivo per russi ed ucraini. E’ possibile a suo avviso che a dare problemi in realtà sia un esiguo numero di turisti russi ed ucraini se raffrontato al numero di arrivi.

Le autorità dell’immigrazione hanno chiesto ai balinesi di evitare di pubblicare online cose che riguardano il cattivo comportamento degli stranieri perché potrebbe fare apparire Bali come destinazione poco sicura e colpire così il turismo. Un portavoce ha detto che le lamentele e denunce devono essere fatte alle autorità.

Mei Nurlita, indonesiana che da sette anni vive a Bali come preparatrice fisica, dice che la gente del posto che lavora come lei sta perdendo lavoro per i russi. Sebbene la palestra dove lavora abbia una seria politica contro gli stranieri privi di licenza, altre palestre dove spesso va a prepararsi sono meno rigide e cittadini russi hanno iniziato ad offrire lezioni.

Quando lei li ha affrontati, loro si nascondono dietro il non sapere l’inglese, oppure dicono che la persona che è con loro è solo un amico di palestra.

“Ma se è un tuo amico, non sei tu che vai a prendere i pesi, se li vanno a prendere da soli” dice Mei Nurlita.

Un profilo indonesiano famoso di Instragram, moscow_cabang_bali, pubblica materiale promozionale sui media sociali di attività economiche che si crede siano gestite da russi e che non sono autorizzate, come noleggio di moto, centro di surfisti e agenzie turistiche. I commenti sono tantissimi e chiedono tutti l’intervento delle autorità.

Finora sono stati espulsi 13 cittadini russi dei 40 totali. Le autorità hanno detto che alcuni di quelli espulsi erano rimasti a Bali per sfuggire all’arruolamento militare, mentre altri avevano lavorato come istruttori di tennis o fotografi. In precedenza tre donne russe erano state espulse perché si prostituivano.

I russi sono stati al centro delle ire online in parte perché erano associati ad incidenti assurdi come quello di una coppia di russi che si sono buttati in mare da un molo del porto due anni fa.

Un altro caso recente è quello di un cittadino russo che se ne andava in giro in una Lamborghini bianca che al posto della targa ufficiale aveva una targa con il proprio nome. Mentre la macchina è stata sequestrata, l’uomo è riuscito a fuggire a Dubai.

Ma alcuni sono preoccupati invece per le conseguenze sul turismo e che il negare il visto all’arrivo potrebbe scoraggiare i vacanzieri a venire a Bali. Altri invece dicono che a creare i problemi non sono solo i russi.

“Non sono personalmente sicuro che siano solo i russi” dice Kadek Siska che lavora in un’impresa di ecoturismo. “Ma sui media sociali tanti citano i turisti russi”.

Jon Emont WSJ

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