Comunità indonesiana LGBT sempre nel mirino di conservatori e politici

I diritti della comunità indonesiana LGBT tornano al centro del dibattito dopo l’invito di un presentatore radiofonico ad una coppia gay sposata a parlare nel suo canale di Youtube, invito che ha riacceso le critiche nel paese a maggioranza musulmana spingendo un ministro a lanciare l’idea di mettere fuori legge la omosessualità.

comunità indonesiana LGBT

Il programma di Deddy Corbuzier “Chiudi la porta” spesso tratta questioni controverse facendo parlare politici e personaggi famosi su temi delicati, e l’episodio del 7 maggio non è stato da meno quando c’erano l’influencer indonesiano Ragil Mahardika col marito tedesco Frederik Vollert.

Ma l’episodio dal titolo provocatore “Tutorial sull’essere gay in Indonesia” è parso un po’ troppo azzardato per tanti indonesiani, dove le minoranze sessuali non sono accettate ed hanno pochi diritti. I conservatori religiosi lo hanno condannato immediatamente, mentre i gruppi LGBT sono stati anche critici della scelta di Corbuzier di sfruttare la loro storia per cercare attenzione.

“L’Islam condanna LGBT che è come una parte morta di un corpo da amputare, non da celebrare” ha detto Cholil Nafis presidente del Consiglio Indonesiano degli Ulema.

Alcuni giorni dopo questa trasmissione, Corbuzier ha cancellato la trasmissione da YouTube scusandosi dicendo di non sostenere i diritti della Comunità indonesiana LGBT. Comunque aveva guadagnato già 3 milioni di visioni e 87mila commenti negativi all’indirizzo della coppia.

Ragil è nel frattempo tornato in Germania con il marito ed il suo profilo su Tik Tok è stato sospeso dopo che migliaia di indonesiani hanno denunciato il suo profilo percependo che aveva tentato di promuovere l’uguaglianza del matrimonio in Indonesia.

Una battaglia in salita per la comunità indonesiana LGBT

Un’indagine pubblica del 2018 del Saiful Mujani Research and Consulting trovava che 87,6% dei 1200 intervistati consideravano le persone LGBT una minaccia sociale, mentre appena il 10% manifestava diversa opinione. Mentre si è tollerati in generale la maggioranza degli indonesiani teme anche che la comunità LGBT provi anche a “convertire” gli altri.

Membri della comunità gay sostengono che quella trasmissione ha riportato indietro la loro lotta per essere accettati creando inoltre una percezione che la comunità arcobaleno indonesiana abbia le stesse richieste degli altri paesi.

“Il solo titolo era fatto per attirare e chi ha creato il contenuto era solo interessato alle classifiche più che ad informare la gente su cosa significa essere gay in Indonesia” ha detto Muhammad Reza Pahlevi, un gay di Giacarta.

“E’ sbagliato uguagliare i bisogni della comunità LGBT indonesiana a quelli dei paesi occidentali” secondo Hartoyo, militante LGBT di SuaraKita, La nostra voce. “Da persona che sostiene i diritti LGBT in Indonesia, so che non c’è sostegno per l’uguaglianza dei matrimoni qui e per noi non fa parte dei nostri programmi”.

Il bisogno più impellente della comunità indonesiana LGBT è una maggiore accettazione sociale, dice Hartoyo, il quale crede che Ragil ha causato un danno alla comunità.

“Credo che Ragil abbia avuto buone intenzioni, ma non posso fare a meno di pensare che avrebbe dovuto parlare con noi che viviamo qui, chiederci se c’era qualcosa che poteva essere di aiuto a migliorare l’accettazione sociale per la gente LGBT” dice Hartoyo che nota anche il fatto che Ragil è riuscito a lasciare il paese dopo la controversia.

“Non vorrei sembrare rozzo, ma ora che Ragil è tornato in Germania, dove i suoi diritti di uomo gay sono tutelati dalla legge, noi dobbiamo vedercela con le conseguenze della sua intervista.”

Maggiori persecuzioni?

Anche prima di questa saga web la comunità LGBT ha visto un clima peggiore di intolleranza con il paese negli ultimi anni che si spinge verso un maggiore fondamentalismo religioso.

Il ministro Mahfud MD del coordinamento per gli affari legali, politici e di sicurezza ha lanciato l’idea di mettere fuori legge l’omosessualità nel rivedere il codice penale ed ha sostenuto la legge anti-LGBT nell’ambito di una discussione in risposta a questo scandalo.

“Nel 2017 il governo aveva già cercato di aggiungere nel codice penale clausole contro l’omosessualità ma ci furono le proteste della società civile contro” ha detto il ministro a Bali l 18 maggio sostenendo che nella bozza di legge erano proibiti il sesso gay e le pubbliche espressioni di omosessualità. Ha continuato dicendo che il governo e parlamento avrebbero dovuto approvare la legge lasciando da parte l’opposizione della società civile. Chi dissentiva aveva sempre la possibilità di opporsi davanti alla Corte Costituzionale.

In parlamento si discute delle revisioni al codice penale indonesiano che è stato ereditato dagli Olandesi che hanno colonizzato l’arcipelago per 350 anni. Il vice presidente della Camera dei Deputati Sufmi Dasco Ahmad ha detto di prevedere che il processo si concluderà questo anno.

La storia LGBT indonesiana

Lo storico indonesiano ad Amsterdam Joss Wibisono sostiene che è ironico che gli indonesiani gay come Ragil debbano lasciare il paese per poter esprimere liberamente la propria sessualità. Nel periodo coloniale le Indie Olandesi Orientali, il vecchio nome dell’Indonesia, erano un paradiso sicuro per la gente LGBT europea.

“A differenza delle colonie britanniche che avevano leggi contro la sodomia le Indie Orientali erano alquanto liberali in questo ambito. Presto spuntarono le enclavi anticonformiste, la più nota è Bali, popolate da europei e occidentali che erano malvisti nelle proprie società gay compresi”.

Le figure LGBT note includevano Walter Spies, pittore primitivista tedesco che si spostò prima a Giava nel 1923 e poi ad Ubud nel 1927, come anche il musicologo e compositore canadese Colin McPhee.

Ma nel 1938 le autorità coloniali con il governatore Alidius Tjarda van Starkenborgh Stachouwer lanciarono la repressione sulla comunità gay. Tra dicembre 1938 e maggio 1939 furono arrestati 225 uomini nell’arcipelago con l’accusa di aver condotto relazioni sessuali contrarie alla legge con persone minori di 21 anni dello stesso sesso.

Nell’era della politica identitaria la comunità LGBT resta vulnerabile come lo era allora, dice Dede Oetomo, un veterano militante gay, fondatore di GAYa NUSANTARA il più antico gruppo LGBT indonesiano.

“Abbiamo visto personaggi pubblici usare i sentimenti della gente contro la gente LGBT per cercare sostegno di fronte agli elettori più conservatori” dice Dede il quale sostiene che il colpo di Mahfud per la legge antiLGBT sono in collegamento con le ambizioni politiche per le prossime presidenziali del 2024.

Nel 2019, Mahfud era uno dei candidati che avrebbero dovuto correre insieme a Joko Widodo come candidato alla vicepresidenza, prima che il presidente scegliesse a candidato il religioso conservatore Ma’ruf Amin.

Se il governo indonesiano porta avanti il piano di rendere l’omosessualità un reato, dice Dede, sarà una azione senza precedenti nella direzione sbagliata.

Da uomo gay dichiarato che vive a Giacarta, Pahlevi spera che i capi indonesiani riescano a vedere che il paese ha altre priorità rispetto al perseguitare i suoi cittadini LGBT.

“Perché non si affrontano invece temi dove sta la crisi vera, dalla rampante corruzione all’ambiente?”

Johannes Nugroho, SCMP

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