Condannato Andy Hall a tre anni di carcere per diffamazione

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Un corte d’assise thailandese ha condannato l’attivista inglese Andy Hall a tre anni di carcere per diffamazione contro un gigante della produzione di frutta in scatola.

L’impresa è la Natural Fruit Co che lavora nella provincia di Prachuap Khiri Khan, mentre Andy Hall è un militante che lavora per la difesa dei diritti dei lavoratori della emigrazione.

La corte ha creduto alla versione della Natural Fruit che si è sentita diffamata per l’accusa di far lavorare operai birmani in condizioni molto misere per inscatolare ananas e tonno che vengono poi esportati in Finlandia come concentrati.

Queste interviste poi furono usate da Finwatch per un suo rapporto del 2013 sull’industria di esportazione thailandese, Cheap has a high price, economico ma ad un prezzo elevato.

Hall affermò nel rapporto che ai lavoratori della migrazione erano stati confiscati i passaporti dalla compagnia. I lavoratori ricevevano una paga inferiore a quella standard minima del momento e non erano pagai loro gli straordinari. La compagnia aveva anche lavoratori bambini di età inferiore ai 15 anni.

La stessa compagnia ha poi denunciato sempre per diffamazione Andy Hall per delle sue dichiarazioni durante un evento al FCCT.

La condanna iniziale era stata di 4 anni di carcere e 200 mila baht di multa, per poi essere scalati a 3 anni e 150 mila baht per aver cooperato nel processo.

Human Rights Watch ha definito la sentenza scioccante, particolarmente perché giunge il giorno dopo la dichiarazione all’ONU che afferma il valore dell’emigrazione nelle economie. Poi, sostiene iman Rights Watch, sarebbe stato opportuno dare corso ad un’indagine che verificasse se quanto detto dal rapporto di Andy Hall risultasse vero o meno.

Finora sono una decina i militanti dei diritti che sono stati condannati per diffamazione per aver riportato violazioni dei diritti.

La direttrice esecutiva di Finwatch si è detta scioccata dal verdetto: “Andy è diventato il capro espiatorio per mettere al silenzio altre voci che legittimamente si esprimono a sostegno dei lavoratori dell’emigrazione…. E’ un giorno triste per la libertà di espressione in Thailandia. Temiamo che altri difensori dei diritti umani e vittime della compagnia taceranno per pura paura da questo verdetto”.

Andy Hall non andrà in carcere perché la sentenza è stata sospesa per due anni e la sua battaglia è servita a portare alla luce le problematiche dei lavoratori dell’emigrazione in Thailandia

Va ricordato che, tra l’altro, Andy Hall partecipa al collegio della difesa dei due lavoratori birmani accusati della morte dei due turisti britannici a Koh Tao

Scrive Jonah Fisher della BBC:

“A causa della natura peculiare dei diritti umani e i rapporto sui diritti del lavoro si affidano per forza di cose alle dichiarazioni anonime perché gente vulnerabile non vuole mettere a rischio le loro vite già fragili. Alla corte che ha ripetutamente chiesto a Andy Hall di provare le accuse sulle paghe basse e sulle condizioni misere di lavoro nel gigante del trattamento delle ananas, il militante ha offerto le sue ricerche, le foto e vari testimoni. La corte però non ha ritenuto che fossero abbastanza.

Le prove offerte dalla Natural Fruit Co sono le varie ispezioni ripetute del governo che non hanno mai trovato nulla di serio.”

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