Condannato Najib Razak ex premier malese per corruzione nello scandalo 1MDB

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La corte federale malese ha condannato in via definitiva Najib Razak l’ex premier malese a 12 anni di carcere per varie accuse di corruzione legati al SRC International, già parte del fondo sovrano 1MDB, per il suo ruolo nella scomparsa di circa 4,5 miliardi di dollari dal fondo sovrano e passati attraverso i suoi conti personali.

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Najib Razak si è così guadagnato il dubbio riconoscimento di essere il primo premier della storia della Malesia ad essere incarcerato dopo che la corte federale malese ha rigettato il suo appello contro la condanna per corruzione da una corte malese in relazione al fondo sovrano pieno di scandali del 1MDB.

Questa sentenza è un momento storico per chi combatte da anni contro la corruzione per far rispondere in tribunale chi ha saccheggiato il fondo sovrano 1MDB, che fu fondato e controllato da Najib durante il suo premierato dal 2009 al 2018.

Secondo la corte federale malese gli avvocati di Najib non sono riusciti a provare che le prove degli altri tribunali fossero errate, né che fossero del tutto false o perverse da permettere un intervento di appello.

“Questi appelli sono perciò in modo unanime rigettati ed è affermata la condanna e la sentenza” ha dichiarato il presidente della corte nel leggere la sentenza.

Najib nel 2020 fu condannato a 12 anni di carcere e a pagare una multa di 47 milioni di dollari dopo che il tribunale lo trovò colpevole di sette accuse di corruzione ed abuso di potere legati a circa dieci milioni di dollari passati dalla SRC International, sussidiaria di 1MDB, ai conti personali del premier.

Najib Razak ha inoltre altri quattro processi sempre in relazione con il fondo sovrano 1MDB in cui si è sempre dichiarato innocente.

In base a questa condanna non potrà più essere parlamentare per il seggio di Pekan nel Pahang e non potrà partecipare alle prossime elezioni malesi del prossimo anno.

Najib è rimasto stoicamente presente a sentire la sentenza ed è stato accolto dalla famiglia fuori del tribunale. Dopo un’ora dalla lettura della sentenza Najib è stato portato nel carcere di Kajang.

Anche la moglie Rosmah Mansor è sotto processo per corruzione in relazione ad un impianto di energia solare per scuole rurali nello stato del Sarawak da svariati milioni di dollari ed il primo settembre prossimo ci sarà la sentenza.

Prima della sentenza Najib ha espresso la propria delusione verso la giustizia nella decisione della corte federale di non accettare la sospensione del procedimento e permettere al proprio nuovo team legale di preparare il caso.

La decisione era come fosse stata portata fuori dal contesto “che riguarda la mia libertà”.

“Sento che questa non è una partita di cricket dal momento che c’è stata una totale ingiustizia verso di me … Questa onorevole corte sembra troppo presa dal tempo necessario per questo appello, e che ogni aggiornamento pone problemi alla corte e forse all’Accusa” ha detto Najib leggendo una dichiarazione.

“Ma, Yang Arif, di sicuro alla luce di quanto ho detto e cosa sarà detto dopo, si deve sacrificare la giustizia sull’altare delle convenienze?” ha detto Najib riferendosi al presidente dei giudici

Najib può chiedere una revisione della sentenza per decidere se l’ultimo giudizio non sia illegale, irrazionale, irragionevole o viziato proceduralmente, ma deve comunque restare in carcere.

L’ex premier potrebbe cercare il perdono reale al sultano Abdullah Sultan Ahmad Shah, il re al trono che proviene dallo stato Pahang dove vive Najib.

Un perdono reale, come quello che il capo dell’opposizione malese Anwar Ibrahim ottenne nel 2018, potrebbe cambiare la sentenza e permettergli il ritorno in politica.

Najib entrò nella politica dopo la morte del padre, il secondo premier più rispettato della storia malese Abdul Razak Hussein.

Molta rabbia ha preso i sostenitori dell’ex premier che hanno rigettato interviste dopo la lettura della sentenza. E’ un tono del tutto opposto dal loro ottimismo del giorno prima quando salutavano la stampa mentre gridavano il nome di Najib all’arrivo in tribunale.

Dall’altra parte, i critici di Najib salutano questa sentenza come una vittoria dei malesi in lotta contro corruzione e abuso di potere da chi siede nelle sfere alte del potere.

“Che la sentenza di oggi diventi una lezione ed un avvertimento a tutti coloro che hanno posizioni di responsabilità a non abusare del potere per fini propri” ha dichiarato Anthony Loke Siew Fook del DAP, partito di opposizione. “Oggi è anche un nuovo capitolo perché il paese vada avanti e dichiari al mondo che i malesi rigettano corruzione e cleptocrati”

Il C4Center, centro contro corruzione e cronismo, che da anni segue la presunta corruzione di Najib quando era al potere, ha detto che la sentenza della corte federale ha riaffermato la fiducia nella magistratura e “ha infuso nuovo ottimismo per una Malesia migliore”.

“Il verdetto di colpevolezza per l’ex premier serva da testamento agli sforzi degli informatori, di chi lavora nei media, nella società civile, nella burocrazia e nella gente che si è esposta e ha denunciato i suoi reati che possiamo ora vedere”

Hadi Amzi e Joseph Sipalan, SCMP

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