Lunghi e porosi confini della Malesia come porte spalancate

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Se i confini di terre e di mare sono le porte di una nazione, le porte della Malesia sono tutte aperte. Terrorismo, pirateria, traffico, commercio di droga, traffico in persone e schiavitù sono i grandi problemi da affrontare ai confini della Malesia.

Il paese per esempio ha accettato decine se non centinaia di migliaia di indonesiani che hanno passato la frontiera nella Malesia Orientale dal Calimantano per cercare lavoro nel paese più ricco. A moltissimi di loro sono state date tessere di identità per diventare elettori allineati con i partiti politici malay.

I problemi della Malesia sono esacerbati dal fatto che il paese è diviso, con una distanza che va dai seicento ai 1200 chilometri, in una penisola malay e gli stati del Borneo settentrionale di Sabah e Sarawak.

I suoi 3147 chilometri di frontiera li condivide con la Thailandia sulla Penisola e Brunei e Indonesia sull’isola del Borneo. La Malesia ha dei confini marittimi con Singapore a cui è connessa con un ponte ed un’autostrada, e con Filippine, Cina e Vietnam.

Poiché gran parte dei confini della Malesia di terra è posta in colline coperte di giungla ed i confini marittimi sono diffusi, la loro gestione e protezione è estremamente difficile.

Dopo quasi 57 anni di esistenza come nazione, molte regioni non sono chiaramente delineate. Sono ancora contese due aree lungo il confine di terra con la Thailandia insieme alla delimitazione di confine finale lungo la piattaforma continentale nel Mare Cinese Meridionale.

Malesia e Brunei discutono ancora di confini a Limbang ed il confine del Sarawak col Brunei deve essere del tutto unitamente delineato.

Ci sono ancora rivendicazioni nelle Spratly insieme a Filippine, Vietnam, Cina e Taiwan, e qui ci sono regolari confronti in mare.

Malesia e Singapore si scontrano attualmente sui confini del Porto Tuas di Singapore, mentre la Malesia afferma che i confini del porto si allungano sul confine della Malesia. Ultimamente le tensioni sono salite e si è avuta una tensione forte all’inizio dell’anno. La Malesia ha perso su un problema di sovranità con Singapore alla Corte Internazionale per un faro alla sommità di alcune rocce denominate Pedro Branca/Pulau Batu Puteh.

C’è un problema continuo con Singapore per il controllo dello spazio aereo malese su Johor, e potrebbe nascere un’altra disputa su Pulau Pisang dove l’autorità portuale di Singapore ha aumentato la grandezza del complesso del faro.

La delineazione definita non è chiaramente la sola questione che pesa sulle regioni di confine. La provincia thai di Satun e lo stato malese di Perlis sono regioni rurali calme con legami condivisi di famiglie, culturali e di piccolo commercio. Ci vogliono oltre due ore tra le città che sono a soli 10 chilometri con una piccola barca da Kuala Perlis. Un legame più diretto accrescerebbe lo sviluppo di uno dei più poveri stati malesi.

La questione più volatile è la scoperta di campi di transito con fosse comuni di Rohingya e gente del Bangladesh avvenuta nel 2015 da parte di un giornalista a Wang Kelian, prova che il commercio di schiavi era organizzato e rampante attraverso una frontiera non chiaramente definita. Gran parte dell’area di frontiera di Wang Kelian è foresta nazionale e richiede un permesso ministeriale per entrarci, impedendo agli esterni di scoprire quello che accadeva da anni nei campi.

Anche se i campi di transito furono distrutti dalla polizia malese appena dopo la scoperta, il traffico umano continua. I sindacati criminali usano o i buchi nella delimitazione della frontiera attorno a Padang Besar o camminano attraverso i sentieri nelle Montagne Bintang fino all’area Bukit Ayer a Perlis, dove sono portati nella profondità del territorio malese in auto.

Gli ultimi arresti indicano che Padang Besar sulla parte malese è un’area del traffico umano dove si inviano gli stranieri con documenti falsi in Europa. Sebbene siano stati inquisiti e arrestati personale civile e militare di rilievo, come il sindaco d Padang Besar sul lato thailandese, sul versante malese non ci sono stati né arresti né condanne per i campi.

La reazione lenta della polizia malese dopo la scoperta delle fosse comuni, fa dire ai critici che elementi della polizia e forse della Special Branch coprono la corruzione.

In quel periodo di fronte alle proteste da parte dello stato Perlis, le autorità federali chiusero il mercato di frontiera Wang Kelian Wang Prachan che attira migliaia di turisti del posto ogni settimana per fare compere in Thailandia senza mostrare i documenti. Wang Kelian si è trasformata da una cittadina un tempo attiva ad una cittadina fantasma con un grande costo per il turismo locale.

Sulla foresta nazionale di Wang Kelian ci sono anche abusivi che tagliano foresta vergine per agricoltura in piccola scala. Il personale della polizia di frontiera e dei forestali tendono a lasciarli stare piuttosto che applicare la politica del parco a causa del patronato politico.

I complessi commerciali CIQ a Padang e Sadao spesso vivono ingorghi di traffico per il volume di traffico in questi passaggi del confine della Malesia. I computer della frontiera spesso si bloccano e richiedono il trattamento manuale dei documenti. Secondo nostre indagini solo uno su dieci dei veicoli passa i controlli formali, se non c’è un’incursione del dipartimento.

Ci sono tantissimi duplicati di responsabilità della sicurezza della frontiera. Si sovrappongono le Forze delle Operazioni Generali di Polizia e l’agenzia della Sicurezza della Frontiera, AKsem. Inoltre operano nell’area l’esercito, la dogana e il ministero del commercio. Queste agenzie piuttosto che essere complementari, non cooperano quando non competono. Il comandante del Aksem di Perlis Syed Basri Syed Ali si è lamentato di recente presso la Commissione Reale di Inchiesta per i campi di Wang Keliang che la sua agenzia ha bisogno di permessi per accedere alle aree più prossime alla frontiera.

La delimitazione di frontiera tra Padang Besar e Dannok nel Kedah fu messa da una compagnia legata all’ex primo ministro di Perlis Shahidan Kassim alla fine degli anni 90 senza essere stata mai riparata. Sono state messe solo delle riparazioni sulla parte malese.

Lo scorso anno, il personale militare accompagnato dai sovrintendenti del JUPEM che andarono nel lato thailandese trovarono che l delimitazione è dentro il territorio malese per alcuni metri. Ne sono seguite discussioni senza esito.

Il confine Thai-malese a Perak si avvolge lungo il suo percorso nelle montagne ricoperte a giungla primordiale, habitat per elefanti e tigri. Il governo del Perak ha emesso permessi segreti per imprese con forti connessioni politiche di tagliare legname e produrre olio di palma. La natura remota e clandestina di questi permessi di raglio ha tenuto la questione lontano dai media.

Nel Kelantan, quasi tutta la frontiera Thai Malese è delimitata dal fiumiciattolo Golok che tradizionalmente è una connessione tra le comunità a nord e a sud. Molti thai attraversano illegalmente per andare a lavorare in Malesia e ritornano a casa nel pomeriggio. I malesi attraversano anche illegalmente per comprare. Si contrabbanda in Malesia riso e sigarette, mentre in Thailandia arriva farina, carburante e olio da cucina.

Sungai Kolok è anche un punto di transito per il commercio di droga. L’insorgenza malay del profondo meridione thailandese usa andare in Malesia per sfuggire alle autorità thai. Un’indagine dello scorso anno trovò che almeno 135 moli abusivi uniscono le case lungo il fiume usati apertamente come punti del traffico umano.

Malesia Orientale

Ci sono campagne contrarie, sollevate anche a livello internazionale, al diboscamento delle foreste pluviali del Sabah e Sarawak lungo i confini della Malesia col Brunei e l’Indonesia dove si apre la strada alla produzione dell’olio di palma. Lo scorso anno truppe indonesiane penetrarono nel Sarawak e tennero prigionieri dei malesi in una parte remota del confine tra Calimantano e Sarawak. Quel confine è il maggior punto di transito nel paese di immigrati clandestini e fino a sessanta mila ricevettero la cittadinanza malese nel Sabah.

Il primo ministro Mahathir Mohamad nel passato ha accettato questo passaggio di frontiera e disse che chi era un residente malese da molto tempo avrebbe anche potuto acquisire la cittadinanza. L’opposizione denunciò la pratica che dava altri votanti al partito al potere di allora UMNO cambiando il bilancio etnico in Sabah e Sarawak che nel passato era tradizionalmente il luogo delle tribù di mare convertitesi al cristianesimo o di culto animista.

Ci sono rapimenti regolari nella regione del Mare di Sulu sia da parte di pirati che di Abu Sayaff. Pirateria e pescherecci che sconfinano sono un grande problema nella regione di Sabah Orientale. L’agenzia ESSCom che tratta i problemi della frontiera nella regione è stata oggetto di critiche ed alcuni politici affermano che ci vogliono molte risorse urgenti per riorganizzare la protezione della frontiera.

Forse una delle questioni più dolorose nel Sabah Orientale è la questione degli apolidi Bajau Laut che non possono avere la cittadinanza malese secondo le leggi malesi. Non avendo diritti legali sono oggetto di pressioni indebite e tenute sotto stretta osservazione dalle autorità malesi.

Nel Mare Cinese Meridionale stesso la Malesia deve affrontare un incremento di presenza militare in un luogo che sta diventando uno dei luoghi più contestati del mondo. Altre questioni urgenti sono i costi spropositati e problemi tecnici per costruire l’autostrada del Pan Borneo e la congestione della strada rialzata sulla frontiera Malesia Singapore.

Mahathir Mohamad è ben conscio della natura porosa della frontiera malese, problema enorme di sicurezza nazionale, da farne un problema di difesa prioritario. L’applicazione della legge sul confine con la Thailandia è fondamentale per la reputazione internazionale del paese sul traffico umano.

C’è bisogno di una grande riorganizzazione delle agenzie di protezione del confine, perché molte cose accadono al di fuori della legge. La Malesia deve decidere se le risorse della nazione sono per una piccola elite o se le sue agenzie applicheranno in modo appropriato la legge.

Murray Hunter Asia Sentinel.

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