Consenso nelle aree rurali: Prayuth copia Thaksin Shinawatra

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Quattro anni dopo il golpe del generale Prayuth in Thailandia, il governo militare sembra aver trovato un improbabile modello di alcune lezioni di democrazia, l’esule primo ministro Thaksin Shinawatra.

Mentre la giunta è sotto pressione affinché indica le elezioni, dopo aver spostate varie volte fino al prossimo febbraio 2019, ha accelerato la spesa in controverse politiche di sviluppo che sembrano fatte a posta per attrarre il voto delle province che un tempo erano la base elettorale di Thaksin.

Ironicamente alcuni dei programmi assomigliano in modo prodigioso agli schemi prodotti tra il 2001 ed il 2006 da Thaksin che in allora fu attaccato dalle elite thai e dai militari di populismo.

Prima di essere rovesciato nel golpe del 2006, Thaksin aveva puntato la propria strategia di sviluppo sulle aree rurali, offrendo prestiti a basso tasso ed altri incentivi per stimolare l’impresa media e piccola con il programma OTOP, un villaggio un prodotto, che è ancora in vigore oggi.

Questa politica lo rese popolare nel nord e nel nordest tanto che i partiti che lo sostenevano hanno vinto tutte le elezioni dal 2001, nonostante che il miliardario vivesse in un esilio volontario, dopo una condanna del 2008 a due anni di carcere per corruzione.

Gli osservatori dicono che la giunta abbia preso in prestito la sceneggiatura di Thaksin quando ha scritto i suoi ultimi programmi che sembrano diretti in modo simile verso le popolazioni rurali.
“E’ una campagna che vuole rendere popolare i militari tra la gente” dice Rangsiman Rome, militante democratico e leader del Gruppo per Restaurare la democrazia, arrestato martdì per aver partecipato a manifestazioni che segnavano l’inizio del quinto anno sotto il golpe che nel 2014 portò Prayuth al potere.

“Provano a copiare Thaksin perché vogliono che la gente sia positiva rispetto alle politiche del governo e voti Prayuth.”

Una delle politiche più controverse è il programma Thai Niyom Yangyuen che si traduce con Thailandesità Sostenibile. Il progetto mira a raccogliere informazioni nel villaggio sui principali bisogni di sviluppo del paese. Il programma include anche “aggiustamenti delle attitudini” e la disseminazione di idee vagamente definite di unità nazionale o di democrazia in stile thailandese.
“Thai Niyom non è nazionalismo o patriottismo” ha detto Prayuth nella sua promulgazione a gennaio.

“La riforma si deve basare sul concetto di thailandesità senza ignorare le pratiche globali e le norme internazionali. Questo è il significato di Thai Niyom”.

Secondo Rangsiman, la maggioranza dei thailandesi non comprende esattamente cosa sia questo Thai Niyom.

Dal lancio di questa politica a febbraio, migliaia di militari hanno fatto visita nei villaggi del paese per insegnare tecnologia e alfabetizzazione, ma anche democrazia in stile thailandese, termine coniato da Prayuth stesso.

“Il nostro paese non può più permettersi altri conflitti. Certamente dobbiamo avere democrazia, ma è una democrazia in stile nostro. Non dobbiamo rompere le regole” disse Prayuth. Così questa democrazia in stile thailandese si riflette nella nuova costituzione, la ventesima del paese dal 1932, approvata in un referendum nel 2016.

La nuova legislazione crea un senato interamente nominato dai militari e permette ad un non eletto in parlamento di diventare primo ministro nel periodo di transizione di cinque anni dopo le elezioni.

Il programma che ha una finanza di 3 miliardi di dollari include anche dei piccoli prestiti per progetti di sviluppo fino a 6000 dollari. Ma il programma forse ha avuto effetti contrastanti perché mentre si è chiuso il 20 maggio molti villaggi attendono l’approvazione dei propri progetti.

“Abbiamo posto un progetto per la costruzione della strada ed un trasmettitore radio, ma non abbiamo ricevuto una risposta” dice un consigliere finanziario del progetto nella provincia di Chonburi.

Il governo ha anche annunciato un piano nazionale quinquennale di riforma di 21 miliardi di dollari di sviluppo delle aree rurali e ha iniziato un programma ventennale per modernizzare il paese, intitolato Thailandia 4.0.

“Indipendentemente dal sistema di governo che ne viene fuori, democrazia o colpo di stato, la maggioranza dei governi nel mondo tendono a spendere di più” dice Piti Srisangnam, docente di economia alla Chulalongkorn University.

“I governi che vengono fuori da un golpe ne hanno comunque bisogno, perché non vogliono che la gente senti che l’economia del paese va nel verso sbagliato”

Queste politiche giungono mentre cresce la pressione sui militari perché si indicano le elezioni, promesse varie volte per essere poi spostate da quando i militari lanciarono il golpe contro Yingluck Shinawatra il 22 maggio 2014.

Le politiche della giunta NCPO “non hanno un sostegno molto vasto” dice Khemthong Tonsakulrungruang, dell’Università di Bristol.

“Le loro politiche economiche e le politiche di occupazione della foresta sono per le elite urbane di Bangkok, o il vecchio potere, ma colpiscono la maggioranza della gente. Ecco perché dopo quattro anni la giunta, se tenesse le elezioni, perderebbe.”

Chi critica la giunta dice che i programmi sono un modo per diffondere il messaggio politico della giunta per superare il proprio divieto di campagna elettorale del 2015, mentre si fanno tacere gli oppositori.

Questa settimana tre politici del partito legato a Thaksin Puea Thai sono stati accusati di sedizione per aver tenuto una conferenza stampa in cui criticavano le politiche della giunta.

Il governo ha approvato lo scorso mese la legge della Finanza Statale e la disciplina fiscale con cui vieta l’applicazione di politiche populiste.

Eppure la nuova legge non può essere applicata poiché non stabilisce penalità per chi le fa, dice il professore della Chulalongkorn. “Se approvassero penalità creerebbero un guaio a loro stessi”
Per Rangsiman molte delle politiche economiche della giunta sono affrettate e mal definite con conseguenze di lungo termine.

“Le politiche di Thaksin erano più chiare e la gente vedeva che molte cose cambiavano. Ecco perché amavano Thaksin. M Prayuth non ha una politica chiara. Non sappiamo nulla di quale futuro ci aspetta”

Laura Villadiego, SCMP

 

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