Contrazione del PIL filippino del 16,5% per la prima volta dal 1981

Una forte contrazione del PIL filippino dovuta al COVID-19 colpisce il paese spingendolo per la prima volta dal 1981 in una profonda recessione con poche speranze di vedere una ripresa a breve per le misure forti di contenimento del virus che cancella posti di lavoro e reddito.

coronavirus causa forte contrazione del PIL filippino
Photo: AFP

Contrazione del PIL filippino è stata del 16.5% nel periodo Aprile Giugno rispetto all’anno precedente, mentre Bloomberg prevedeva, sulla base delle opinioni di 21 esperti, una contrazione del di 9.4%. Su base trimestrale la contrazione del PIL filippino è del 15.2%. Nel primo trimestre la contrazione è stata del 0.7%.

Secondo l’ufficio statistico nazionale “vediamo queste cifre a causa della serrata”, ma i ministri economici dicono di attendersi una contrazione del 5,5% su base annua, mentre la loro previsione di decrescita era tra il 2 e il 3,4%. Nel prossimo anni i ministri economici si attendono una ripresa.

Questa rosea previsione non è quella dell’analista Alex Holmes di Capital Economics che dice su Bloomberg: “il costo economico per contenere il virus lascia grandi ferite nei bilanci familiari e nei bilanci delle aziende, cosa che peserà enormemente per i prossimi mesi a venire. Fallimento nel contenimento del virus, le restrizioni al movimento che continuano ed una politica di sostegno inadeguata implicano che il paese avrà una delle riprese più lente nella regione.”

Si devono ricordare le forti misure di quarantena imposte dal presidente Duterte con tanto di sorveglianza militare su di esse, che hanno chiuso imprese e sospeso i trasporti da marzo a maggio e che sono state imposte di nuovo dopo l’invito di associazioni mediche e di infermieri a non abbassare la guardia perché gli ospedali di Manila e zone circostanti non riuscivano a reggere il numero delle infezioni.

A pesare sono stati il tasso record di disoccupazione, con la perdita di almeno tre milioni di posti di lavoro oltre quelli informali, un declino netto delle rimesse degli oltre 10 milioni di filippini emigrati, tanti dei quali sono rientrati a casa con il virus che colpiva nei rispettivi paesi, ed un declino forte delle esportazioni. Questo ha portato ad un declino forte dei consumi privati che rappresentano i 2/3 del PIL fortemente sostenuti in genere dalle forti rimesse.

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Le rimesse degli emigrati sono cadute del 6.4% nei primi cinque mesi secondo la banca centrale, mentre sono migliaia i filippini imbarcate sulle navi da crociera, i lavoratori domestici e i lavoratori delle costruzioni che sono tornati a casa.

Contrazione del PIL filippino
Bloomberg

Il costo stimato dal governo delle misure di serrata necessarie per “appiattire la curva” sarebbe attorno ai 49 miliardi di dollari.

Secondo Justin Jimenez di Asia Economist, questo contrazione dell’economia nel secondo trimestre rappresenta il punto più basso e ci sono altre debolezze nel futuro. “Sebbene l’attività economica abbia cominciato a riprendersi nel III trimestre con la riapertura dell’economia, una rinnovata crescita del numero di casi di virus e la re-imposizione di misure di quarantena in parti del paese saranno dei freni alla crescita”.

I dati offerti da Bloomberg rispetto ad un anno fa parlano di una caduta della spesa dei consumatori del 15,5%, un declino della produzione industriale del 22,9%, contrazione dei servizi del 15.8% mentre la spesa del governo è cresciuta del 22,1%.

I rami legislativi stanno deliberando un piano di spesa ed un taglio delle tasse alle imprese con cui l’amministrazione spera di sostenere famiglie ed imprese del valore di 3 miliardi di dollari che sono molto inferiori alle cifre proposte in altri paesi del Sudestasiatico.

Secondo altri economisti sarebbe necessario un pacchetto di sostegno da implementare immediatamente molto più elevato ed in linea con la spesa degli altri paesi.

Secondo un economista della Bank of The Philippine Islands, “sarà una strada dura per riprendersi dal momento che il bilancio tra ripresa economica e sanitaria sarà sempre una sfida per i settori privati e pubblici”

Il settore alberghiero e di ristorazione avrebbero visto una contrazione del 68%, mentre i trasporti con blocco del trasporto pubblico e privato hanno avuto una contrazione del 59,2%. Gli altri servizi sono crollati del 15.8% e l’industria del 22.9%.

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Il ministro della pianificazione economica Karl Chua ha detto che il governo ha dovuto prendere decisioni difficili quando ha posto il paese in una quarantena di comunità rafforzata perché “la nostra priorità era chiara: salvare vite… Ma questo giunge con un grande costo per l’economia”.

Karl Chua ha comunque detto che “ a differenza delle crisi passate, il paese è ora in una posizione molto più forte per affrontare la crisi”.

Il ministro delle finanze Dominguez dice che si sta assistendo anche ad un miglioramento della manifattura e del commercio con l’economia cinese che riprende a funzionare. A giugno si è avuto una crescita del 2.8% delle esportazioni in Cina dopo il crollo del 55% di aprile.

“Le Filippine restano una delle economie più forti, più resilienti e affidabili nel credito al mondo” secondo Dominguez: il che permetterebbe al governo di finanziare la risposta alla pandemia fino all’arrivo del vaccino per inizio 2021 il quale a sua volta permetterebbe una forte ricrescita per il prossimo anno.

Tutte queste buone nuove se la situazione del COVID-19 migliora.

Nel frattempo con 119460 casi di infezioni registrati giovedì ed altri 3561 casi di nuove infezioni, le Filippine sono in una situazione delle peggiori nel Sudestasiatico. I morti di oggi sono 28 portando il totale dei morti sono 2150 ed i casi attivi sono 50473.

Con le misure di allentamento di giugno il paese ha visto una ripresa dei casi di infezione e di qui il ritorno delle misure di quarantena di comunità rafforzate e l’invito alla polizia ed esercito a ricercare casa per casa le persone con sintomi che sfuggono alla ricerca.

Nonostante le misure di quarantena più stringenti al mondo il paese non riesce a venirne a capo, ma i responsabili politici come il ministro della sanità Duque resta al suo posto per meriti di amicizia.