Controllare la rete, l’idea fissa della giunta militare thai

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L’idea di controllare tutte le vie moderne di comunicazione non è mai andata via dalla mente del governo del NCPO, il cui ministero dell’informazione e comunicazione mira ancora a modificare la legge sul crimine informatico, che finora ha mietuto già molte vittime.

A denunciarlo è Thai Netizen Network che ha trovato un documento ufficiale del ministero in cui si affermano alcune cose con molta chiarezza.

Prima di tutto, lo scopo dell’emendamento alla legge sul crimine informatico è di “Bloccare la disseminazione o la diffusione di dati dei computer … il ministero potrebbe fissare dei criteri, periodi e linee guida per farlo in linea con le tecnologie che cambiano”

Lo strumento da bloccare in qualche modo è SSL e TLS, due tipi di codifica che impedisce la diffusione senza crittografia di dati importanti del protocollo https. E’ la tecnologia standard di sicurezza per criptare i collegamenti tra un sito ed un browser.

“Per poter efficacemente esaminare e bloccare il contenuto online si richiedono metodi e strumenti speciali per raggiungere l’obiettivo.”

Quando sul proprio browser appare https://, usato dai siti ecommerce, facebook, twitter ed altri, si è sicuri che la trasmissione dei dati è criptata.

E’ però necessaria che i vari fornitori di acceso ad internet accettino di collaborare con il ministero su questa questione.

In un ordine del ministero del 2014 si legge: “Ci sono ostacoli nel controllo e blocco di siti criptati dal protocollo SSL così il ministero ICT ha proposto di procurarsi e di testare un sistema di sorveglianza online dei media per un’operazione efficace del comitato al lavoro dei media”.

Questo comitato monitora il controllo della sorveglianza dei media criptati e prova a trovare il sistema più efficace per la Thailandia.

Un altro compito del comitato è di coordinarsi con i fornitori di accesso o i servizi di accesso internazionali nel testare il sistema.

Gli esperti di sicurezza informatica hanno detto che la cooperazione dei fornitori di accesso è fondamentale per l’accesso ai dati criptati. Inoltre gli operatori non hanno altra scelta che a cooperare e a non tollerare ogni malefatta a causa di un ordine preciso.

Per poter bloccare una singola pagina e non tutto quello che proviene da un dominio, è necessari oche i fornitori di accesso devono poter vedere e decriptare il sistema HTTPS e vedere quale pagina fermare.

Un sistema del genere ovviamente vale per qualunque tipo di collegamento e di fonte di dati, aprendo quindi falle nella sicurezza generale di qualunque transazione.
Si apre l’era dello spionaggio legalizzato.

E’ molto simile al progetto dell’accesso unico nazionale ad Internet che era stato posto tra le minute di lavoro del governo. Ne uscì fuori una protesta globale a cui poi si unì Anonymous che attaccò vari siti governativi thai.

BangkokPost

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