Creare la comprensione del golpe

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Il regime del generale Prayuth, nonostante i suoi sermoni settimanali in televisione, non riesce proprio a “ creare la comprensione ” per il golpe, espressione usata dal portavoce della giunta Colonnello Winthai, per il compito che si è dato.

A non capirlo sembra siano gli studenti che nel mezzo del controllo poliziesco riescono a farsi sentire con semplici manifestazioni di pochi elementi, o a portare striscioni nelle manifestazioni studentesche classiche o con il posizionamento di striscioni sui cavalcavia pedonali vicino a qualche università.

Ultimamente sono apparsi due striscioni. Il primo è apparso vicino la Bangkok University diceva “Smettetela di fare violenza sugli studenti” in protesta per l’arresto di uno studente militante che aveva partecipato ad una rara manifestazione democratica per protestare contro l’abolizione delle elezioni a Siam Square.

Il secondo striscione è apparso l’Università di Tecnologia King Mongkut e diceva “Abbasso la dittatura, Viva la democrazia”. Portava anche un sotto titolo che diceva: “Questo striscione non si autodistrugge se non è rimosso da qualche leccapiedi di un dittatore”.

Ovviamente gli striscioni sono stati rimossi dopo poche dalla polizia.

Sono azioni simboliche rimaste dopo che le iniziali manifestazioni del dopo golpe hanno portato ai processi davanti alla corte marziale.

L’ultimo arrestato è Siriwit Serithiwat che aveva organizzato qualche giorno fa una manifestazione per ricordare le ultime elezioni del febbraio 2014 e che sarà presto portato in corte marziale. Siriwit era stato già fermato e dovette firmare un documento in cui si impegnava a non fare politica.

Sebbene poca cosa, il governo di Prayuth non dorme forse sonni tranquilli se è vero che militari e poliziotti vengono sguinzagliati in abiti civili per pedinare 20 studenti, raccogliere foto, entrare talvolta nelle case ad intimidire le famiglie.

E non è un segno di tranquillità la risposta che un serio Prayuth dà in conferenza stampa quando afferma senza alcun sorriso che “li dovremmo forse mettere al muro quei giornalisti che non riportano la verità”. E’ stata un’altra affermazione della serie che non è stata ben accolta a livello internazionale.

In tutta la Thailandia sarebbero almeno 20 i casi di studenti militanti che hanno denunciato di essere stati seguiti. A Chiang Mai due militari in abiti civili si sono presentati alla casa di uno studente intimando ai nonni di impedire al loro nipote di fare attività politica.

“Ci hanno detto di impedire a nostro nipote di prendere parte alle attività politiche o non avrà alcun futuro.” ha detto uno dei nonni di Witchapon Yanaso.

Nessun militante si sente più sicuro con soldati o poliziotti che li seguono dovunque. Paul Chambers dell’Università di Chiang Mai parla di un “ritorno ai primi giorni del dopo golpe” quando centinaia di persone furono detenute, o fermate o convocate dai militari. “Prayuth sta facendo un’affermazione con queste maggiori perquisizioni. Ed intendono che sarà la norma e che non tollerano l’insurrezione”

Il colonnello Winthai d’altra parte afferma che la visita presso le case private fanno parte di una politica nazionale per impedire la protesta pubblica. “La chiamiamo creare la comprensione. Ora non vogliamo alcuna attività politica. La polizia in alcuni distretti è stata assegnata come rappresentanti delle pubbliche relazioni”

Probabilmente questo voler creare comprensione serve anche a impedire la crescita di proteste sociali per il rallentamento dell’economia thailandese e per l’incapacità dei militari a dare una svolta anche sul piano economico e a dare risposte a settori in crisi come quello ella produzione del caucciù, dove il crollo dei prezzi sta mandando da mesi sul lastrico tanti produttori.

La Penna e la Spada, nel dopo golpe thailandese, ECONOMIST

Dieci mesi dopo aver preso il potere dopo un golpe, la giunta thailandese si irrita per dover ancora difendere quello che ha fatto. Presto inizierà a dare ai passanti nelle zone affollate di Bangkok le prime copie di una pubblicazione dove si narrano le cose gloriose raggiunte da questa giunta. Spera che questa missiva servirà a fermare lo strisciante scontento nella capitale, e salvare il generale Prayuth, che è anche primo ministro, dalle domande senza fine. Di recente è stato persino tentato di dare un pugno in faccia ad un giornalista.

I propagandisti dell’esercito hanno tante cose da scarabocchiare. Liberati dell’incombenza del processo democratico, il suo parlamento da copia-incolla lavora a sfornare nuove leggi. Se ne contano 60 da quando si è insediato a settembre. Tra l’altro ha impedito a cittadini stranieri di poter pagare donne thai per essere delle madri in affitto. Sta pensando a riforme economiche per aiutare gli imprenditori online (la critica avvisa della maggiore censura e dello spionaggio elettronico). Sta anche legittimando aspetti della legge marziale come regole più ferree sulle proteste ed il diritto di detenere civili per quasi tre mesi senza accusa formale.

Altrettanto indaffarati sono i pezzi grossi a cui la giunta ha dato l’incarico di scrivere una nuova costituzione. Molte delle proposte costituzionali, che saranno pubblicate come bozze a metà aprile, mirano a diminuire il potere dei partiti. Si parla di ridurre il numero di parlamentari nella camera bassa e di incoraggiare la crescita di candidati indipendenti. Tutto sembra disegnato a prevenire che un partito politico possa godere del dominio di cui ha goduto il Puea Thai, un prodotto populista aborrito dai sostenitori del golpe a Bangkok ma che riuscì a vincere le elezioni generali a cui aveva partecipato.

Una nuova costituzione potrebbe permettere, in tempi di crisi, un primo ministro non eletto, regola simile che mantenne negli anni 80 l’esercito al potere. Il senato per metà eletto sarà sostituito da uno completamente nominato con più poteri che i suoi sostenitori chiamano “Casa dei cittadini”. Potrebbero essere creati comitati di alto livello per assicurarsi che i futuri governi continuino i programmi sociali ed economici che la giunta sta lanciando.

Eppure mentre si rafforza la presa dei militari sulla macchina politica, si scopre sempre più difficile farsi obbedire dai cittadini comuni. Gli studenti si stanno dimostrando inesauribili. L’accusa dovrà presto decidere se incriminare quattro attivisti di alto profilo per aver inscenato un’elezione farsa. Un salto nella violenza di basso livello è forse la maggiore preoccupazione. Di recente qualcuno ha gettato una granata contro un tribunale di Bangkok. A febbraio due bombe rudimentali sono esplose in un centro commerciale della capitale. Qualche giorno fa la polizia ha trovato un piccolo deposito di esplosivi nascosti nella foresta dove sarà tenuto una riunione di gabinetto della giunta.

Una mano dura pesante potrebbe piuttosto rafforzare che sopprimere il dissenso. Due giovani condannati a 2 anni e mezzo di prigione per una commedia satirica sono tra i tanti che percepiscono l’uso più fermo della legge di lesa maestà.

Il 19 marzo scorso Yingluck Shinawatra ha appreso che dovrà subire un processo per negligenza quando era primo ministro, col rischio di scontare una condanna fino a dieci anni di carcere. I membri della Commissione contro la Corruzione, NACC, vogliono che il parlamento consideri la messa al bando dall’attività politica di 200 ex parlamentari.

La giunta sostiene che per settembre sarà completato il processo di scrittura della costituzione, dando forse il via libera per elezioni da tenersi il febbraio successivo. Ma prima dovrà decider se sottoporre la costituzione ad un referendum come accadde nel 2007. I sostenitori della giunta sembrano scoraggiare l’idea ed affermano che rallenterebbe il ritorno alla democrazia.

Per quanto riguarda i politici dei due principali partiti politici thailandesi, sono stai buttati fuori dal parlamento dal golpe, e sembra siano insolitamente uniti nella loro opposizione ai piani della giunta. Questo mese Abhisit, capo del partito democratico vicino al potere reale ed ex primo ministro, ha definito la proposta costituzionale “un passo indietro per la democrazia”. I membri del Puea Thai mettono in guardia che la nuova costituzione potrebbe causare un nuovo conflitto. I generali hanno sempre promesso che la loro presenza al governo sarebbe di aiuto ai politici del paese a trovare un terreno comune.

E’ accaduto in un modo che loro di certo non intendevano.

http://www.economist.com/news/asia/21647334-juntas-plans-thailands-future-grow-clearer-though-no-more-welcome-pen-and-sword

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