Cresce il clima di paura dopo la morte di Mor Yong

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Le autorità possono dire qualunque cosa vogliono sulle cause che hanno portato Mor Yong a morire, ma non possono aspettarsi che la gente ci creda. Non c’è alcun bisogno, comunque, di avere opinioni franche faccia a faccia con le persone. Nessuno dice più quello che pensa ad un estraneo, perché è diventato troppo pericoloso.

Suriyan “Mor Yong” Sucharitpolwong potrebbe essere colpevole agli occhi di molti ma non si può negare che la sua vita e la sua morte riflettano lo stato e la psiche della nostra società.

Onestamente non ho mai prestato attenzione al compianto astrologo e al medium degli spiriti quando era in vita nonostante la sua fama.

Mi si chiami arrogante perché non credo nell’astrologia. Per me la grande fama goduta un tempo da Mor Yong (e il giro di affari esplosivo nel paese) non sono che il sintomo di una società zeppa di ansietà e paure sul futuro. E’ una società dove le regole formali si sono rotte dove regna il favoritismo e il futuro è determinato da altre forze al di là del proprio controllo.

Prenda appunti chi propone la religione di stato. La vita di Mor Yong ci ha detto che il credo più potente in Thailandia non è il buddismo ma la superstizione. La sua morte ci diceva allo stesso modo, se non anche di più, dello stato della politica. Mette in luce la differenza di credibilità che si allarga tra lo stato e la gente, e il collasso del sistema della giustizia.

Ancora più importante, sottolinea il clima di paura nel nostro paese. Naturalmente Mor Yong non è stata a prima persona a morire o a “commettere suicidio” sotto circostanze misteriose mentre si trovava sotto la custodia della polizia. Ma altre persone accusate di lesa maestà non erano così famosi e riconosciuti pubblicamente.

Il sospettato di lesa maestà colonnello di polizia Akrawut Limrat si uccise gettandosi da un palazzo. Il suo corpo fu immediatamente cremato senza alcuna cerimonia religiosa tradizionale. Il maggiore di polizia Prakom Warunprapa fu trovato impiccato nella sua prigione, un suicidio dicono le autorità. Fu anche lui cremato immediatamente.

Queste morti misteriose hanno diffuso dicerie sul simile destino per Mor Yong dopo il suo arresto. Le autorità non hanno negato le dicerie, ma hanno anche fatto affermazioni di rimprovero su Mor Yong che faceva finta di esser ammalato. Quando il ministro della giustizia generale Paiboon Koomchaya annunciò la sua morte dopo due giorni, la gente rimase ammutolita per la paura.

La spiegazione ufficiale, che Mor Yong era morto di setticemia o infezione del sangue, potrebbe essere pur vera ma in pochi la trovano credibile. Quando le dicerie su una morte sono alla fine confermati, la sfiducia cresce e la paura si diffonde. Se il regime non cambia il suo approccio, la morte di Mor Yong finirà per diventare qualcosa di ancor più sinistro.

Come molti altri condannati di lesa maestà, Mor Yong è stato cremato in fretta e furia senza riti religiosi. E’ stato anche impedito ai media di assistere alla cremazione e fare foto.

Il regime avrebbe dovuto pensarci prima di creare questo clima di paura e sfiducia generale. Vogliono proteggere la monarchia e punire chi si approfitta dei legami con essa. Il problema è come si fanno le cose e l’agitazione dello scetticismo generale.

Il regime dovrebbe capire che ci guarda da vicino il mondo intero. Se le procedure legali sono opache, la loro missione protettiva si ripercuoterà contro. Ci sono varie questioni a cui il governo ha bisogno di rispondere per chiarire i dubbi di tutti. Per esempio, perché i sospettati di lesa maestà devono sottostare alla procedura umiliante della testa pelata? E’ persino legale?

Secondo la legge, la morte di un sospettato durante la custodia richiede sia una autopsia e l’indagine del tribunale. La corte ha la giurisdizione di decidere sul caso sospetto di morte, non le autorità di detenzione o dei dottori. Perché si è ignorato questa regola? E perché la frettolosa cremazione con il divieto della stampa di essere presente?

In casi di così alto profilo di lesa maestà gli accusati hanno bisogno di una sorveglianza particolare. La loro salute deve essere ben tenuta in conto; le loro testimonianze sono fondamentali agli sforzi del regime per prevenire ulteriori casi di abuso di legami con la monarchia. Si devono accusare le autorità se la gente considera intenzionali questi errori fatali.

Quando ho chiesto alla mia cameriera cosa pensassero di quanto accaduto a Mor Yong al ristorantino del som tam dove si raduna con gli amici, lei ha detto a voce bassa: “Loro hanno le loro opinioni ma non lo dicono più all’aperto. Lì vengono a mangiare anche poliziotti e ufficiali, e la gente ha paura. Il pericolo è reale dicono”.

Quanto desidero poterle dire che si sbaglia. Ma devo ammettere con il cuore pesante che ha ragione.

Sanitsuda Ekachai Bangkok Post.

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