Crescita economia vietnamita e Libertà politiche ad un bivio

Da oltre un decennio di media la crescita economica vietnamita è la maggiore nella regione e rivaleggia con il sei ed il sette percento con paesi come la Cina, e le esportazioni vietnamite superano il valore totale del suo PIL.

Crescita economia vietnamita e Libertà politiche ad un bivio

Tutto dall’abbigliamento sportivo Nike agli smartphone Samsung sono fatti in questo centro della rete di produzione globale ASEAN. Quando gli USA hanno posto pressione sul commercio con la Cina, il Vietnam ne ha tratto beneficio dal maggior interesse degli investitori di multinazionali come un luogo alternativo per produzioni a basso costo.

Trenta anni fa il Vietnam era uno dei paesi più poveri al mondo. Lo scorso anno il suo PIL procapite ai tassi di cambio attuali era solo 2500 dollari USA. Il Vietnam sembra dirigersi rapidamente verso la conquista di livelli di entrata media.

Sono tre i fattori che spiegano questa inversione rapida delle fortune economiche vietnamite.

Ha abbracciato con entusiasmo la liberalizzazione del commercio internazionale. Ha tolto le barriere al commercio dopo essere entrato nel gruppo ASEAN nel 1995, ha avuto accesso al WTO nel 2007 e sottoscritto accordi di libero commercio come il recente TPP-11.

Ha compiuto la liberalizzazione del commercio estero unitamente alle riforme nazionali con la deregolamentazione e l’abbassamento dei costi per le imprese.

Ed ha investito enormemente nel capitale umano e fisico in modo predominante attraverso investimenti pubblici.

Mentre il paese continua ad essere gestito politicamente dal partito unico del Partito Comunista Vietnamita, la riforma e la liberalizzazione economica hanno portato una trasformazione degna di nota a livello sociale e politica che ha sollevato il benessere sociale.

Ma la liberalizzazione economica dà problemi al controllo politico e la continua forte presenza del settore delle imprese di stato è un terreno fertile perché funzionari corrotti si inseriscono nelle zone di contatto con il mercato.

Lo scorso anno, un certo numero di funzionari di alto profilo furono accusati di frode in connessione con alcune imprese importanti dello stato, come PetroVietnam Construction Joint Stock Corporation and Sacom, Ocean and Vietnam Construction. Il presidente esecutivo della Petro Vietnam fu condannato a morte e l’altro dirigente Trinh Xuan Tranh fu condannato a due ergastoli.

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Una campagna totale contro la corruzione ha raggiunto i livelli massimi dell’apparato del partito.

A gennaio 2018 Dinh La Thang divenne il primo membro del politburo del partito ad essere condannato al carcere e Truong Minh Tuan, ministro dell’informazione e delle comunicazioni fu allontanato. Bui Van Thanh, vice ministro del ministero della Sicurezza Pubblica, e Dinh Ngoc He, presidente della Thai Son Joint Stock Company dei militari furono arrestati. Restarono intrappolati nella rete anche responsabili del partito a Da Nang e Ho Chi Minh e di altre province.

Fino a qualche anno prima il Vietnam sembrava aver perso il proprio spirito rivoluzionario e i principi morali e la sua elite di governo aveva cominciato ad apparire come un’organizzazione mafiosa che faceva la cresta di una frazione sostanziosa della crescita economica vietnamita a fini personali.

Ma dal 2016 Nguyen Phu Trong ha consolidato il comando del partito sventando la scommessa di Nguyen Tan Dung a sostituirlo come segretario del partito. Allo stesso tempo fu posto come presidente quando Tran Dai Quang morì lo scorso settembre.

Trong un teorico politico dall’apparenza familiare ha esaltato la campagna contro la corruzione e raddoppiando gli sforzi contro il liberalismo politico.

In un lavoro di questa settimana David Brown osserva che

“il pubblico, scettico all’inizio che la campagna contro la corruzione del partito sarebbe andata avanti, è rimasto impressionato dalle accuse che crescevano contro una lista di funzionari anziani e uomini di affari…

Trong è il primo leader da tanto tempo a fare progressi nel ripristino dell’immagine di partito. Due anni fa, il Partito Comunista Vietnamita sottoscrisse una lista di 27 deviazioni includendo non solo l’opportunismo ma anche la nozione che lo stato partito vietnamita possa evolvere verso una democrazia pluralista. E’ in corso una espulsione dolce di militanti inquisiti.”

Tutto questo potrebbe sembrare familiare. La spinta alla purezza politica e morale, sposata al consolidamento del potere politico ed alla crescita di ricchezza con una economia di mercato aperto è anche ciò con cui combatte il maggior vicino del Vietnam con Xi Jinping, sebbene Xi Jinping sia più esposto a livello geopolitico di quanto lo sia Trong in Vietnam.

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Ci sono ovviamente caratteristiche molto diverse, ma non ci vuole poi molto a vedere il sogno di Xi di “rendere la Cina di nuovo potente” come l’altro lato della moneta del “salvare il Vietnam dalla decadenza morale”

Un paragone più rivelatore sarà come la lotta per restaurare l’integrità del partito in Cina e Vietnam influenzerà la crescita economica nel tempo. Di certo, la regressione politica sembrerebbe porre costi maggiori su una economia come quella cinese, all’apice della trasformazione da paese ad entrate medie allo status di economia avanzata, piuttosto che su un’economia come quella vietnamita che sta ancora combattendo per diventare paese ad entrata media.

I paesi ad entrate medie sono definite dalla loro distanza dalla frontiera globale della tecnologia e la loro abilità di migliorare, di rimontare ed innovare è importante per superare quella distanza.

Soprattutto per raggiungere quella frontiera i paesi hanno bisogno di apertura alle idee e di istituzioni che permettano interazioni più complesse tra economia nazionale e mondiale. Include il buon governo caratterizzato da una presa di decisioni economiche decentralizzate.

Mentre l’economia vietnamita continua ad ardere, è improbabile che continuerà senza sollevare il peso forte delle imprese di stato e lo stato. Quello è il dilemma in una fase differente anche per la Cina.

I sistemi e le istituzioni di governo adatte per la crescita e lo sviluppo differiscono enormemente nelle fasi differenti dello sviluppo. Quelle che sono le seconde pratiche migliori come la politica industriale o gli aggiustamenti veloci con soppressione del mercato che sostituiscono i mercati funzionanti possono essere utili a sviluppare paesi ed i paesi asiatici dimostrano che questo è stato vero nel processo di crescita di rimonta. L’esistenza di rendite economiche, mentre in teoria è inefficiente, potrebbe sviluppare l’imprenditorialità, l’investimento e le esportazioni in paesi a più bassi livelli di sviluppo.

Tuttavia questi sistemi politici ed istituzionali possono dimostrarsi un peso sostanziale quando un paese prova a salire la scala delle entrate e della tecnologia.

E’ questione aperta perciò come questa repressione politica in corso influenzerà il proprio ambiente di investimenti ed il vigore della crescita economica vietnamita nel tempo.

EAF Editorial Board