Crescita economica thai lenta per una prolungata crisi politica

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La crescita economica thai è lenta anche a causa della prolungata crisi politica che ora vede Thaksin e Srettha nel mirino della elite monarchica.

La prolungata crisi politica e la cattiva gestione dell’economia thailandese negli scorsi decenni hanno un peso enorme sulla crescita economica thailandese

Secondo un’agenzia di stato National Economic and Social Development Council, la crescita del primo trimestre 2024 è stata del 1,5% mentre nel 2023 è stata del 1,9%, crescite lente che si protraggono sin dalla crisi finanziaria del 1997.

La causa principale della stagnazione di questo anno è il ritardo nello sborso dei finanziamenti dell’anno fiscale 2024 per i ritardi parlamentari nell’approvazione anche a causa della crisi politica.

Si ricorda che le elezioni di maggio 2023 non hanno permesso una chiara maggioranza anche per l’opposizione del Senato dei non eletti ad un governo del MFP che è stato costretto all’opposizione.

Sebbene questo ritardo di formazione abbia avuto il suo peso sugli investimenti, non ci sono ritardi quando si tratta di spendere per il ministero della difesa o a favore dell’istituzione reale a causa della legge di lesa maestà che vieta di criticare e/o diffamare la famiglia reale e che prevede pene fino a 15 anni di carcere per singola accusa.

Oltre ad una mancanza di trasparenza sulla spesa per la difesa e la monarchia, c’è da anni una espansione della spesa corrente a discapito della spesa in conto capitale che rende la crescita alquanto lenta.

Secondo molti economisti c’è anche un problema di debolezza del sistema privato in cui predominano poche grandi imprese che, sebbene rappresentino il 3% delle imprese thai, raccolgono circa 80% del fatturato, secondo Somprawin Manprasert, capo economista del SCB Economic Intelligence Center. 

Secondo lo stesso esperto, oltre al problema della corruzione che rende fare impresa più costosa, si assiste anche a cambiamenti nella catena di distribuzione globale e nella tecnologia che hanno avuto un peso sulle esportazioni thailandesi.

Un esempio è il settore delle auto dove la Thailandia è stata superata dalla Malesia nella compravendita di auto addebitata ad una crescita economica più lenta dei suoi vicini insieme alla crescita del debito delle famiglie che ha raggiunto il 91% del PIL.

Crescita economica thai lenta per una prolungata crisi politica
Srettha Thavisin Thaksin Shinawatra

Mentre la crescita thailandese arranca, gli altri paesi sembrano correre.

L’Indonesia ha una crescita del 5% lo scorso anno e 5,1% nel primo trimestre 2024 ed è l’economia maggiore della regione.

La Malesia è cresciuta del 4,2% nel primo quadrimestre 2024 contro il 3,6 del 2023. Filippine 5,7% contro 5,5% dello scorso anno; Vietnam 5,7% contro 5% del 2023.

Da notare che Malesia e Vietnam hanno attirato investimenti nell’alta tecnologia e nei semiconduttori, mentre Indonesia ha grandi riserve di Nichel utili per batterie e veicoli elettrici.

La Thailandia potrebbe attirare investimenti diretti esteri per i veicoli elettrici da parte cinese, ma molti temono che i benefici per la Thailandia saranno pochi perché la Cina si porta proprie catene di fornitura.

Alcuni critici, tuttavia, ipotizzano che la decisione degli Stati Uniti di imporre tariffe del 100% sulle auto elettriche prodotte in Cina potrebbe rendere la Thailandia più attraente come base di produzione di veicoli elettrici.

Che la Thailandia sia politicamente ancora legata mani e piedi al passato, lo si capisce anche dalla polemica politica incentrata sui temi della lesa maestà con la possibile messa sotto accusa di Thaksin e del governo, sulla spesa militare, sul possibile scioglimento del MFP oltre che sul ritorno alla penalizzazione della cannabis che ha invece avuto uno sviluppo economico incredibile.

Traduciamo un articolo di Pravit Rojanaphruk sul dibattito sul ritorno di Thaksin nella politica, dopo che l’ex premier è tornato in Thailandia dall’esilio volontario ed è stato liberato su cauzione senza che abbia speso un solo giorno di carcere.

Nel frattempo l’ex premier sembra agire come un primo ministro ombra, lavorando sulla Birmania e mettendo in ombra il premier eletto Srettha Thavisin con il rischio proprio per lui e il governo che guida.

Thaksin e Srettha: prospettive a breve termine

… Quando il veterano del giornalismo olandese Erik van Zwam ha chiesto a Bangkok lo scorso mese al sottoscritto ed ad altri di Thaksin e Srettha, una domanda ovvia è stata su chi fosse il vero primo ministro che governa la Thailandia.

Non diversamente dall’Iran e in modo strano. Ci sono tre filoni di potere che governano la Thailandia al momento.

Il primo filone di potere è il premier Srettha che prova come meglio può a non sembrare un fantoccio del capo di fatto del Pheu Thai, Thaksin. Per inciso il sottoscritto non lo considera un uomo di Thaksin. Ha le sue ambizioni, la sua agenda, la sua autostima e il suo rapporto con il PT e Thaksin è alquanto delicato.

Poi con il secondo filone si ha l’uomo in libertà condizionata, Thaksin, che è troppo scocciato per restare da solo nella sua magione a badare ai nipotini.

Il terzo filone è lo stato profondo, gestito dalla elite monarchica, da un pezzo di burocrazia e dai militari, che rappresentano solo se stessi, per quanto dicano sempre di rappresentare lo stato, la religione, cioè il buddismo sanzionato dallo stato, e la monarchia.

Alla fine di maggio l’Ufficio della Avvocatura Generale ha detto che il 18 giugno Thaksin sarà accusato di aver diffamato la monarchia in una intervista concessa alla stampa estera nel 2015 a Seul.

Qualche ora dopo un giornalista di Singapore ha chiesto al sottoscritto quale sarà l’impatto sulla società Thailandese, visto che anche Srettha deve affrontare un’ accusa che potrebbe squalificarlo davanti alla corte costituzionale per aver nominato un avvocato di Thaksin e Yingluck Shinawatra all’ufficio del Primo ministro, nonostante sia stato accusato in passato di aver corrotto un giudice.

Una domanda postami dal giornalista di Singapore è stata questa:

“Chi è dietro a queste azioni contro le maggiori figure del Pheu Thai e quali sono gli obiettivi possibili? Si tratta di un golpe travestito dei militari e conservatori?”

Il sottoscritto ha risposto che alcuni thai lo vedono come uno sforzo concertato per minare il governo da parte dello stato profondo, o elite conservatrici, che tira i fili da dietro le quinte, ma non ci sono le prove.

Thaksin/Srettha dovranno cedere di più per placarli e l’obiettivo potrebbe essere quello di avere più merce di scambio in modo che il governo del Pheu Thai debba fare più concessioni alle élite conservatrici – e comportarsi bene. Alcuni potrebbero pensare che si tratti di un colpo di Stato non militare, un cosiddetto colpo di Stato giudiziario.

Poi mi è stato chiesto dell’impatto sulla politica e la società thai. Putroppo più incertezze ed instabilità per la Thailandia.

Comunque finché lo stato profondo non riuscirà a trovare un’alternativa fattibile per gestire il paese e l’economia del cacciare il Pheu Thai dal potere e ritrovarsi un partito ancora più agguerrito al potere, il Move Forward Party, ci penseranno molte volte prima di fare una qualunque mossa.

Pravit Rojanaphruk, KSE

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